{"id":1000034966,"date":"2026-09-24T08:47:59","date_gmt":"2026-09-24T11:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034966"},"modified":"2026-09-24T08:48:00","modified_gmt":"2026-09-24T11:48:00","slug":"ce-una-nuova-speranza-contro-lepatite-b-si-chiama-editing-epigenetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034966","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 una nuova speranza contro l&#8217;epatite B: si chiama editing epigenetico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Modificare le etichette chimiche attaccate al DNA senza per\u00f2 alterare la sua sequenza originale: \u00e8 questo, in sintesi, l&#8217;obiettivo dell&#8217;editing epigenetico, un&#8217;evoluzione della terapia genica che possiamo immaginare come una sorta di interruttore molecolare, capace di attivare o silenziare l&#8217;espressione di un gene senza modificare il genoma in modo permanente. Ora questa tecnica \u00e8 stata impiegata per spegnere l&#8217;attivit\u00e0 genica del virus dell&#8217;epatite B, che pu\u00f2 rimanere latente nel nucleo delle cellule del fegato e che le terapie farmacologiche non riescono mai del tutto a inattivare. In studi preclinici, cio\u00e8 non ancora su pazienti umani, l&#8217;editing epigenetico \u00e8 stato usato per aggiungere gruppi chimici al genoma del virus dell&#8217;epatite B nelle cellule infettate, cos\u00ec da silenziare la sua attivit\u00e0 genica e impedirgli di produrre nuove proteine virali. In sostanza \u00e8 stata spenta l&#8217;espressione dei geni virali, senza per\u00f2 tagliare la doppia elica del DNA come si fa con le forbici molecolari CRISPR\/Cas9, il metodo di editing del genoma premiato con il Nobel per la Chimica nel 2020 che, in alcuni casi, pu\u00f2 dar luogo a riorganizzazioni non corrette dei cromosomi. La terapia ha dato risultati promettenti in modelli animali, portando a una repressione profonda delle proteine (antigeni) che indicano l&#8217;attivit\u00e0 del virus dell&#8217;epatite B per oltre sei mesi. I risultati del lavoro, condotto dall&#8217;azienda di biotecnologie nChroma Bio di Boston, dall&#8217;Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) e dall&#8217;Istituto Nazionale Genetica Molecolare \u00abRomeo ed Enrica Invernizzi\u00bb di Milano, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Biomedical Engineering.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il serbatoio permanente dell&#8217;epatite B<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;epatite B \u00e8 un&#8217;infezione che colpisce il fegato. \u00c8 causata dal virus HBV, che si trasmette attraverso sangue o altri fluidi corporei infetti (quindi anche per via sessuale) e contro il quale \u00e8 disponibile un vaccino ampiamente efficace. Nel 5-10 % dei pazienti adulti con epatite B, la malattia cronicizza, con possibili effetti molto seri, come insufficienza epatica (la perdita di funzionalit\u00e0 del fegato), cirrosi (la progressiva cicatrizzazione del fegato) o tumore del fegato. L&#8217;OMS stima che nel mondo, 240 milioni di persone convivano con una forma cronica di epatite B. Le attuali terapie farmacologiche riescono a sopprimere l&#8217;attivit\u00e0 del virus dell&#8217;epatite B ma non ad eliminarlo: i pazienti con forme croniche sono quindi costretti ad assumere antivirali a vita. Il patogeno \u00e8 infatti in grado di integrarsi nel genoma dell&#8217;ospite e ingannare il sistema immunitario cos\u00ec da non farsi attaccare. Uno dei modi in cui ci riesce \u00e8 producendo mini-cromosomi liberi che si posizionano nel nucleo delle cellule e funzionano da archivi genomici del virus, aiutandolo a replicarsi di nuovo quando si interrompono i farmaci antivirali. Altri pezzetti del virus dell&#8217;epatite B integrati nel DNA delle cellule generano inoltre proteine che alterano la risposta delle cellule immunitarie al patogeno; questa forma di integrazione provoca nelle cellule epatiche cambiamenti molecolari che possono causare il cancro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disattivare tutto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scienziati hanno usato un editor genetico chiamato CRMA-1001, capace di disattivare entrambe le forme persistenti del virus &#8211; sia i suoi serbatoi permanenti sia le sue integrazioni nel DNA. La terapia contiene un enzima usato anche nella tecnica CRISPR, il Cas9, privato, per\u00f2, della sua capacit\u00e0 di \u00abtaglio\u00bb; e anche filamenti di RNA che guidano l&#8217;enzima verso i suoi obiettivi specifici sul DNA virale. L&#8217;editor \u00e8 stato somministrato con un trattamento monodose, all&#8217;interno di nanoparticelle lipidiche, prima in cellule di fegato umane, quindi in topi e macachi con epatite B. Nei topi, una singola iniezione della terapia ha ridotto sia i livelli di DNA virale, sia le proteine che indicano l&#8217;attivit\u00e0 del virus dell&#8217;epatite B: in 25 roditori su 60, entrambi i valori sono risultati non rilevabili per oltre sei mesi. Nei macachi \u00e8 stata indagata la sicurezza di dosi crescenti del medicinale, con effetti avversi minimi e temporanei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non pi\u00f9 farmaci a vita?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo a lungo termine \u00e8 disporre di un silenziatore genico che spegna l&#8217;effetto del virus dell&#8217;epatite sulle cellule con una singola somministrazione, ottenendo una cura funzionale duratura dell&#8217;infezione e liberando i pazienti dalla necessit\u00e0 di assumere antivirali a vita. I risultati hanno dato \u00abluce verde\u00bb all&#8217;avanzamento della sperimentazione in pazienti umani: i test dovrebbero iniziare a gennaio a Hong Kong e in Nuova Zelanda. Bisogner\u00e0 per\u00f2 capire se la terapia sia in grado di eradicare del tutto l&#8217;infezione virale dalle cellule e quanto a lungo, e se davvero non vi siano effetti indesiderati, anche invisibili: l&#8217;equivalente delle mutazioni off-target della tradizionale CRISPR, ma a livello di espressione genica. E per questo, occorrer\u00e0 monitorare i partecipanti degli studi molto a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Modificare le etichette chimiche attaccate al DNA senza per\u00f2 alterare la sua sequenza originale: \u00e8 questo, in sintesi, l&#8217;obiettivo dell&#8217;editing epigenetico, un&#8217;evoluzione della terapia genica che possiamo immaginare come una sorta di interruttore molecolare, capace di attivare o silenziare l&#8217;espressione di un gene senza modificare il genoma in modo permanente. 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