{"id":1000034949,"date":"2026-09-24T08:17:32","date_gmt":"2026-09-24T11:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034949"},"modified":"2026-09-24T08:17:33","modified_gmt":"2026-09-24T11:17:33","slug":"qualcuno-dica-a-mattarella-di-farsi-i-fatti-suoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034949","title":{"rendered":"Qualcuno dica a Mattarella di farsi i fatti suoi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 giunto il momento che qualcuno dica rispettosamente al Presidente della Repubblica di farsi i fatti suoi. Il che non significa non svolgere le sue prerogative, al contrario, svolgerle nell\u2019ambito del mandato senza allargarsi alla militanza riguardo lo scibile umano. Come ha fatto il nostro Barista a proposito delle classi miste da regolamentare, anzi non regolamentare, in accoppiata col cardinale ong Zuppi, di sant\u2019Egidio: entrambi a una voce \u2013 se la saranno passata? \u2013 che \u00e8 la voce del coro degli angeli piddini quando sostengono \u201cuna scuola che unisce e non emargina nessuno\u201d. Discorsi oltre l\u2019utopia, e forse anche la buona fede, che rifiutano in ogni modo di tener conto della realt\u00e0: ma l\u2019ideologia, per essere indulgenti, a questo punto ha esaurito gli alibi dell\u2019ingenuit\u00e0, dell\u2019utopia, tanto pi\u00f9 dopo tre decenni di integrazione che ha saputo solo disintegrare. Che ha sfornato miriadi di tagliagole e tagliateste, per altro in crescita dopo la strage-innesco di Modena. Una scuola-Babele, senza una lingua condivisa, con usanze contrapposte, che speranze ha? Cosa vuoi che integri? Ed \u00e8 questo ci\u00f2 su cui conta la sinistra islamocomunista: far breccia nella societ\u00e0 da dissociare partendo dalla cultura, distruggerla a partire dal linguaggio per facilitare l\u2019invasione. Perch\u00e9 una dissoluzione parte sempre dalla lingua; perch\u00e9 senza una lingua parlata comunemente salta la burocrazia, la societ\u00e0, lo Stato dei servizi, salta la democrazia; perch\u00e9 quegli studenti, come ogni insegnante pu\u00f2 testimoniare, sono indisposti a frequentare l\u2019italiano, le famiglie islamiche glielo proibiscono e lo fanno a ragion veduta: \u00e8 la lingua degli infedeli e dei conquistati, dal loro punto di vista, e loro non possono contaminarsi, debbono mantenere la propria, intaccata, anche per procedere a sottomissione. Nel suo ultimo libro, Federico Rampini nota l\u2019inversione del processo negli Stati Uniti, dove l\u2019antico dovere, istintivo prima ancora che legale, di assimilare l\u2019americano da parte degli immigrati si \u00e8 invertito nella pretesa di rigettarlo mantenendo i rispettivi idiomi: ne \u00e8 derivata, fatalmente, la dispersione didattica, culturale, sociale, fino al capolavoro di un sindaco newyorkese dei Fratelli Musulmani. Il resto viene di conseguenza, dalla dieta alle preghiere, dai costumi, in tutti i sensi, al velo. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 resa, la sinistra lo predica, lo vuole; secondo il partito cattoislamocomunista, l\u2019unica integrazione si fa cos\u00ec: chi ospita cede su tutto, chi \u00e8 ospitato penetra e comanda in tutto. Non \u00e8 integrazione e lo sanno, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di unire e omogeneizzare e lo sanno. Questa \u00e8 non \u00e8 pi\u00f9 scuola, ma fine della scuola. \u00c8 negazione della scuola. A Pordenone i genitori portano via i ragazzini italiani non per chiss\u00e0 quale razzismo ma perch\u00e9 sanno benissimo che nella migliore delle ipotesi gli cresceranno a lungo andare afasici, ignoranti, peggio che ritardati culturali, nella peggiore muhajeddin. E questo una scuola non lo pu\u00f2 e non lo deve permettere. E non si tratta di ghettizzare nessuno, si tratta di distribuire quote di studenti fisiologicamente tollerabili nel senso dell\u2019istruzione per non lasciare nel ghetto nessuno e principalmente gli italiani che gi\u00e0 oggi vengono discriminati e pestati, qualcuno pure sgozzato (ricordate il maranza marocchino che aveva sbudellato un compagno cristiano copto e sul suo cadavere caldo recitava il Corano e rideva? Capolavoro di integrazione, cari padri, caro presidente! Ma nessuno di voi ha mandato un fiato). Ma \u00e8 troppo facile farla troppo facile: e che la predichi un papa, un cardinale o un presidente non risolve la faccenda, se mai la complica. Poi le chiacchiere servono il giusto, magari a riempire lo spazio di un articolo, ma ecco cosa ci scrive un lettore che vive, ahilui a Pioltello: \u201cLeggi le dichiarazioni ridicole della sindaca Cosciotti nel pezzo del Giorno di ieri sulla scuola (islamica) di Pioltello dove si resta a casa per il Ramadan\u2026 Intanto la citt\u00e0 \u00e8 in pieno degrado, costellata di auto bruciate, in mano ai maranza e la moschea islamica abusiva (gestita dalla Fratellanza Musulmana: casualmente, la relativa targa spar\u00ec l\u20198 ottobre 2023), a due passi dal Comune, viene del tutto ignorata dalle autorit\u00e0. Ma la scuola (islamica) \u00e8 un modello d\u2019integrazione, un melting pot. Solo che se gli italiani mandano i propri figli a Cernusco o Segrate qualche ragione c\u2019\u00e8: magari non vogliono lasciarli in una scuola islamizzata e in un contesto profondamente degradato .grazie all\u2019inclusione come valore\u201d. Ogni tanto il popolo, o i cittadini, o la plebe, andrebbe anche ascoltato. Non sempre solo sedotto o criminalizzato. L\u2019integrazione in una classe dove 5 sono bengalesi, 5 del Bangladesh, 4 nigeriani, 5 marocchini, 3 tunisini, 4 algerini e solo uno o due italiani non ha senso neanche predicarla; finisce in un gran casino dove i pi\u00f9 violenti si radicalizzano, i miti affondano, gli italiani fuggono e gli insegnanti impazziscono. Poi, che il parastato piddino pensi, o finga, di poter rimediare imbarcando legioni di altri maestri, di insegnanti di sostegno, di assistenti, di psicologi organici, \u00e8 un altro discorso ma non un discorso serio, non un discorso degno. Ora, qui non vogliamo lontanamente sindacare la buona fede dell\u2019Alto Colle, per definizione e per santificazione: a quella dei Sant\u2019Egidio e del PD, d\u2019altra parte, fatichiamo molto di pi\u00f9 a credere, insomma non ce la beviamo. Sta di fatto che le posizioni coincidono, e che un Capo dello Stato pontificale come l\u2019attuale (che si avvia in scioltezza al\u2026 dodicesimo anno di mandato, siccome la Sacra Costituzione poesse fero e poesse piuma) alza ulteriormente l\u2019asticella perfino rispetto al predecessore (o al pio Scalfaro, ve lo ricordate?). Pu\u00f2 farlo perch\u00e9 nessuno lo prega o lo invita a stare al suo posto: il partito comunista \u2013 naturalmente \u2013 lo porta in processione, la destra lo teme e non vuole metterselo in alcun modo di traverso (avr\u00e0 i suoi motivi\u2026). Per\u00f2 in questo modo non si arriva a niente, si continua a registrare una \u201cpartecipazione\u201d nel dibattito politico che lascia abbastanza basiti: davvero il ruolo di un presidente consiste nel correggere, svuotare, criticare, svilire qualsiasi proposta da un governo percepito come opposizione? Davvero questo Paese, la sua democrazia, ha un inderogabile e quasi disperato bisogno degli orientamenti del Vegliardo della Montagna, saggio, severo, suadente, se no non va da nessuna parte? E dove dovrebbe andare poi? Ancora pi\u00f9 in Europa, ancora pi\u00f9 Bonino, ancora pi\u00f9 Islam? Giusto per capire, perch\u00e9 a questo punto pare che la funzione non sia neppure pi\u00f9 quella di erogare auliche banalit\u00e0 al cospetto di artisti o sportivi (puntualmente insigniti se della giusta koin\u00e8), ma solo di correttivo e di pressione, di ammonimento palese e pesante, si parli di scuola, vaccini, commissioni, migranti e di qualsiasi altra cosa in agenda. E allora lo si dica chiaro e forte: il Colle \u00e8 convinto che qui si vive tra i barbari che impongono la dittatura (c\u2019\u00e8, infatti: \u00e8 islamica, e si allarga ogni giorno) e allora io Colle debbo porre un argine. Lo si dica senza pi\u00f9 nascondersi: almeno non ci saranno pi\u00f9 incertezze, almeno si gioca a bocce ferme, a carte scoperte. Perch\u00e9 di questo si tratta, e se pure questa \u00e8 la prassi, ci\u00f2 non significa che qualcuno non se ne accorga, non la consideri indebita, come minimo, e non lo dica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Max Del Papa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse \u00e8 giunto il momento che qualcuno dica rispettosamente al Presidente della Repubblica di farsi i fatti suoi. Il che non significa non svolgere le sue prerogative, al contrario, svolgerle nell\u2019ambito del mandato senza allargarsi alla militanza riguardo lo scibile umano. 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