{"id":1000034860,"date":"2026-09-17T08:36:30","date_gmt":"2026-09-17T11:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034860"},"modified":"2026-09-17T08:36:32","modified_gmt":"2026-09-17T11:36:32","slug":"mengele-in-svizzera-il-dossier-segreto-che-riapre-una-pagina-inquietante-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034860","title":{"rendered":"Mengele in Svizzera: il dossier segreto che riapre una pagina inquietante della storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola \u201cnazista\u201c viene continuamente reiterata a sproposito da chi vuole screditare un partito politico o mettere a tacere idee diverse dalle proprie senza avere argomenti migliori. I nazisti veri sono purtroppo esistiti, si sono macchiati dei peggiori crimini e spesso la loro storia ha coinvolto vari Paesi ed intrecci di eventi quasi grotteschi alla fine della seconda guerra mondiale. Proprio oggi in Svizzera il Servizio delle attivit\u00e0 informative della Confederazione (SIC) ha reso pubblico il dossier Josef Mengele, conservato presso l\u2019Archivio federale. La notizia \u00e8 stata ufficialmente pubblicata sul portale del governo elvetico: \u201eVisto l\u2019eccezionale interesse pubblico e la quantit\u00e0 di domande pervenute, il SIC ha scelto una via diversa rispetto alla prassi di mostrare, a determinate condizioni, il dossier sul posto a singoli richiedenti. Esso pubblica il dossier sul proprio sito Internet. Laddove si applica la protezione legale delle fonti o sono coinvolti i dati personali di terzi, il margine di manovra finisce: tali dati vengono oscurati\u201c. Il dossier \u00e8 scaricabile comodamente dal link seguente sotto forma di un corposo file pdf da 217 pagine fatte di informazioni provenienti da epoche lontane, articoli di giornale e varie foto d\u2019epoca:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vbs.admin.ch\/it\/publication?id=BIJDFSGry093\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">https:\/\/www.vbs.admin.ch\/it\/publication?id=BIJDFSGry093<\/a>&nbsp;Come ricorda swissinfo.ch, Josef Mengele, nato nel 1911 \u00e8 stato capo dei medici del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, conducendo esperimenti disumani, e spesso mortali, sui prigionieri. Considerato uno dei pi\u00f9 efferati criminali nazisti, e soprannominato \u201cAngelo della morte\u201c, dopo la guerra riusc\u00ec a sfuggire al processo di Norimberga. Dopo aver assunto una falsa identit\u00e0 si imbarc\u00f2 per l\u2019Argentina e riusc\u00ec a far perdere le sue tracce fino alla morte, avvenuta in Brasile nel 1979 e scoperta solo nel 1985, grazie a un test del DNA\u201c. E perch\u00e9 proprio la neutrale Confederazione possiede tale dossier, secretato fino ad ieri? Secondo gli storici, Mengele avrebbe trascorso indisturbato le vacanze in Svizzera nel 1956 nella nota localit\u00e0 sciistica di Hengelberg e addirittura visitato la moglie, che viveva a Kloten (dove sorge l\u2019aeroporto di Zurigo) nel 1961. Mentre il primo viaggio sembra trovare riscontri, il secondo \u00e8 stato confutato categoricamente dallo storico Christoph M\u00f6rgeli, gi\u00e0 consigliere nazionale dell\u2019Unione di Centro (o, in tedesco, SVP, Schweizerische Volkspartei, il partito svizzero populista e pi\u00f9 a destra nello schieramento di governo). M\u00f6rgeli, come riporta il Corriere del Ticino, aveva criticato sul settimanale Weltwoche come non vera la tesi che Mengele si fosse trovato in Svizzera nel 1961. Lo storico, spulciando l\u2019archivio di Stato a Zurigo, nel 1999, avrebbe trovato documenti decisivi a questo riguardo. Martha Mengele, seconda moglie del criminale di guerra, avrebbe affittato un appartamento a Kloten nel 1959 per iscrivere il figlio ad una scuola privata svizzera. A causa del mandato di cattura internazionale sul marito, la polizia cantonale aveva sorvegliato la donna, perquisendo la posta, perfino la casa e pedinandola. Secondo M\u00f6rgeli, un corrispondente \u201cesaltato\u201c del giornale scandalistico tedesco Bild avrebbe messo in giro la voce che Mengele fosse in Svizzera nel 1961. Ma in realt\u00e0 il giornalista aveva osservato l\u2019appartamento sbagliato, come venne anche confermato dalla polizia. Martha Mengele venne addirittura obbligata a lasciare immediatamente la Confederazione il 24 aprile 1961 poich\u00e9 moglie di un criminale di guerra. Secondo la ricostruzione di M\u00f6rgeli, il medico della SS viveva dal 1960 nella costante paura di venire rintracciato, rapito e giustiziato dai servizi segreti israeliani (come successe ad un altro criminale di guerra latitante, Adolf Eichmann). Quindi in quel periodo si rifugi\u00f2 in Brasile fino alla sua morte e sicuramente non torn\u00f2 in Europa. Dunque a volte i mostri del passato ritornano. E forse \u00e8 giusto cos\u00ec. La storia deve insegnarci i danni gi\u00e0 successi, stimolandoci a non commetterne pi\u00f9 di simili, specialmente in questi anni in cui il mondo \u00e8 lacerato da varie guerre e atrocit\u00e0 che purtroppo non sembrano avere pi\u00f9 fine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andrea Gebbia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola \u201cnazista\u201c viene continuamente reiterata a sproposito da chi vuole screditare un partito politico o mettere a tacere idee diverse dalle proprie senza avere argomenti migliori. 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