{"id":1000034851,"date":"2026-09-17T08:34:07","date_gmt":"2026-09-17T11:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034851"},"modified":"2026-09-17T08:34:10","modified_gmt":"2026-09-17T11:34:10","slug":"ucraina-il-campo-largo-ha-3-posizioni-diverse-pronta-la-supercazzola-per-fingersi-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034851","title":{"rendered":"Ucraina, il Campo Largo ha 3 posizioni (diverse). Pronta la supercazzola per fingersi uniti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra \u00e8 in Ucraina, ma un\u2019altra battaglia si combatte nel campo largo. E pi\u00f9 Giuseppe Conte ed Elly Schlein provano a raccontare l\u2019alleanza che verr\u00e0, pi\u00f9 emerge una domanda piuttosto semplice: come pu\u00f2 governare insieme chi sulla politica estera \u2013 ma non solo \u2013 dice praticamente l\u2019opposto? Il nodo, ormai, non \u00e8 pi\u00f9 nascosto sotto il tappeto. Conte ha messo il suo paletto: niente programma comune se continueranno gli aiuti militari a Kiev. Il Pd risponde che la linea non cambia e che l\u2019Ucraina va sostenuta \u201ccon ogni mezzo\u201d, comprese le armi. Nel mezzo c\u2019\u00e8 la Schlein, impegnata ancora una volta nel difficile esercizio di tenere insieme ci\u00f2 che insieme fatica parecchio a stare. La segretaria dem, racconta il Corriere, prova a disinnescare la bomba accusando il leader grillino di voler \u201cmetterci in difficolt\u00e0 schiacciandoci su una posizione guerrafondai che non \u00e8 la nostra\u201d. Tradotto: Conte sarebbe gi\u00e0 in campagna elettorale per le eventuali primarie e starebbe usando l\u2019Ucraina per marcare la distanza dal Pd. Lorenzo Guerini \u00e8 ancora pi\u00f9 netto: \u201cConte vuole creare una caricatura di dibattito tra pacifisti e guerrafondai\u201d. E Lia Quartapelle arriva a definirlo \u201cun sabotatore\u201d, domandandosi apertamente se il presidente del Movimento voglia davvero \u201cl\u2019unit\u00e0 della coalizione\u201d. Il problema \u00e8 che, dietro lo scontro personale, c\u2019\u00e8 una frattura politica vera. E profonda. Piero Fassino domanda provocatoriamente se per Conte la pace significhi dire s\u00ec a Putin sul Donbass. Altro che sfumature tra alleati: qui siamo al fuoco amico. Eppure la contraddizione pi\u00f9 gustosa \u00e8 tutta interna al Pd. Perch\u00e9 mentre una parte del partito rivendica il sostegno militare a Kiev, un\u2019altra usa parole che sembrano uscite direttamente da una manifestazione pacifista. Alla Festa dell\u2019Unit\u00e0 la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero ha scandito: \u201cNon saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perch\u00e9 noi organizzeremo i disertori\u201d. Difficile immaginare una sintesi pi\u00f9 plastica del problema dem: Conte viene accusato di spostarsi troppo sul fronte pacifista, mentre dentro il Pd c\u2019\u00e8 chi corre esattamente nella stessa direzione. Poi arrivano, puntuali, i pompieri. Stefano Bonaccini assicura che l\u2019Ucraina continuer\u00e0 a essere sostenuta \u201canche dal punto di vista militare finch\u00e9 ce ne sar\u00e0 bisogno\u201d, aggiungendo per\u00f2 che bisogna arrivare rapidamente a una pace \u201cgiusta e duratura\u201d. Chiara Braga invoca il protagonismo europeo e un negoziatore. Persino dal Movimento provano ad abbassare i toni: Ettore Licheri sostiene che \u201csull\u2019Ucraina non c\u2019\u00e8 una frattura\u201d. Peccato che la frattura sia precisamente ci\u00f2 di cui stanno discutendo tutti. A rendere ancora pi\u00f9 evidente il cortocircuito ci pensa Alessandro Alfieri. Intervistato da Repubblica, il responsabile Riforme del Pd assicura che \u201cla nostra linea non cambia. Fin dal principio abbiamo detto che bisogna sostenere con ogni mezzo il diritto a difendersi del popolo ucraino barbaramente aggredito da Putin. E siamo sempre rimasti coerenti, votando a favore degli aiuti militari, cos\u00ec come anche il M5S ha fatto durante il governo Draghi\u201c. Poi, quando gli viene chiesto che cosa accadrebbe se il Movimento rifiutasse questa linea, la risposta cambia registro: bisogner\u00e0 \u201clavorare con pazienza per conciliare le diverse sensibilit\u00e0\u201d. Insomma: nessuna ambiguit\u00e0, purch\u00e9 alla fine si trovi una formula abbastanza elastica da tenere tutti dentro. Ed \u00e8 qui che il campo largo mostra il suo problema strutturale. Prima ancora di scegliere il leader, dovrebbe decidere cosa pensa. Perch\u00e9 non si tratta di una tassa, di una riforma amministrativa o di una diversa aliquota fiscale. Si parla della collocazione internazionale dell\u2019Italia, della Nato, della difesa europea e di una guerra in corso alle porte dell\u2019Unione.. Il dem Filippo Sensi, intervistato dal Foglio, taglia corto: il sostegno militare e politico all\u2019Ucraina \u201cnon mancher\u00e0\u201d quale che sia la composizione dell\u2019alleanza. E definisce \u201ctruffaldino\u201d il tentativo grillino di trasformare riarmo e disarmo nel nuovo confine ideologico della sinistra, perch\u00e9 dietro la retorica delle spese militari sottratte al Welfare vedrebbe, in realt\u00e0, \u201cl\u2019abbandono dell\u2019Ucraina a se stessa\u201d. Il tavolo sul programma dovrebbe partire a breve. E gi\u00e0 si intravede la soluzione pi\u00f9 classica: parole abbastanza vaghe da non scontentare nessuno. \u201cNo al riarmo nazionale, s\u00ec alla difesa europea\u201d, ipotizza il Corriere come possibile formula di compromesso. Una sintesi perfetta per rimandare il problema senza risolverlo. Perch\u00e9 il punto resta l\u00ec. Conte dice basta alle armi. Una parte del Pd risponde che le armi continueranno ad arrivare. Un\u2019altra parte del Pd parla di disertori. Schlein prova a tenere insieme tutti. E mentre il campo largo discute ancora di primarie, leadership e programma, sull\u2019unico tema sul quale una forza che aspira a governare dovrebbe avere una posizione inequivocabile la sinistra riesce nell\u2019impresa opposta: averne almeno tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra \u00e8 in Ucraina, ma un\u2019altra battaglia si combatte nel campo largo. E pi\u00f9 Giuseppe Conte ed Elly Schlein provano a raccontare l\u2019alleanza che verr\u00e0, pi\u00f9 emerge una domanda piuttosto semplice: come pu\u00f2 governare insieme chi sulla politica estera \u2013 ma non solo \u2013 dice praticamente l\u2019opposto? 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