{"id":1000034845,"date":"2026-09-17T08:30:54","date_gmt":"2026-09-17T11:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034845"},"modified":"2026-09-17T08:30:57","modified_gmt":"2026-09-17T11:30:57","slug":"legge-elettorale-ecco-il-melonellum-come-si-vota-e-cosa-cambia-secondo-i-sondaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034845","title":{"rendered":"Legge elettorale, ecco il Melonellum: come si vota (e cosa cambia secondo i sondaggi)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La legge elettorale fa un altro passo avanti. E, come spesso accade quando il Parlamento mette mano alle regole con cui il Parlamento stesso verr\u00e0 eletto, il clima \u00e8 tutto tranne che notarile. Il Senato ha approvato il nuovo sistema con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti. Il testo, modificato a Palazzo Madama, dovr\u00e0 ora tornare alla Camera per la terza lettura, prevista a partire dal 28 settembre. L\u2019obiettivo della maggioranza \u00e8 chiudere la partita entro la prima met\u00e0 di ottobre. Ma dopo quello che \u00e8 gi\u00e0 successo a Montecitorio, nessuno sembra avere particolare voglia di fare previsioni granitiche. A luglio, infatti, il voto segreto aveva gi\u00e0 regalato al centrodestra un incidente tutt\u2019altro che trascurabile: l\u2019emendamento sulle preferenze era stato affossato anche grazie ai franchi tiratori della maggioranza. Ed \u00e8 anche per questo che Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme, prima del voto del Senato ha voluto mettere le mani avanti: \u201cIo sono molto ottimista, il cosiddetto \u2018incidente\u2019 per un voto dell\u2019emendamento che riguardava proprio le donne non si riprodurr\u00e0\u201d. Ottimismo comprensibile, prudenza altrettanto comprensibile. Alla Camera le opposizioni puntano infatti a sfruttare nuovamente gli scrutini segreti previsti su alcune materie per tentare di aprire crepe nella maggioranza. A Palazzo Madama, intanto, il voto finale ha restituito l\u2019immagine di due fronti contrapposti. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha definito la riforma \u201cuna legge truffa\u201d, con \u201cpreferenze farlocche\u201d, mostrando in Aula un facsimile della scheda con il simbolo di Fratelli d\u2019Italia in evidenza. A quel punto \u00e8 intervenuto Ignazio La Russa: \u201cLei \u00e8 capogruppo: forse non era proprio necessaria questa caduta di stile. La richiamo all\u2019ordine\u201d. Pirondini ha protestato e il presidente del Senato ha precisato: \u201c\u00c8 il cartello che censuro non quello che dice ma quello che ha fatto\u201d. Siparietto parlamentare a parte, lo scontro \u00e8 molto pi\u00f9 sostanziale: riguarda chi sceglier\u00e0 gli eletti, quanto conteranno i piccoli partiti e, soprattutto, quale percentuale servir\u00e0 per trasformare una vittoria elettorale in una maggioranza parlamentare. Per capire la riforma \u2013 ribattezzata a seconda dei gusti \u201cMelonellum\u201d o \u201cStabilicum\u201d \u2013 conviene partire proprio da quest\u2019ultimo punto. Il Rosatellum oggi in vigore \u00e8 un sistema misto: circa tre ottavi dei seggi vengono attribuiti nei collegi uninominali, dove vince chi prende un voto in pi\u00f9 degli altri, mentre i restanti cinque ottavi sono assegnati con metodo proporzionale nei collegi plurinominali. La nuova legge cancella sostanzialmente la componente uninominale e costruisce invece un sistema a base proporzionale accompagnato da un premio di governabilit\u00e0. Ed eccoci al numero magico: 42. La lista o la coalizione che arriva almeno al 42 per cento dei voti e risulta vincente sia alla Camera sia al Senato ottiene un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori. Non significa, per\u00f2, che il vincitore possa prendere seggi senza limiti: \u00e8 previsto un tetto di 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200, al netto della rappresentanza eletta all\u2019estero. Se invece nessuno raggiunge il 42 per cento, oppure non ricorrono le condizioni previste in entrambe le Camere, niente premio: i seggi vengono distribuiti su base proporzionale. \u00c8 questa la vera differenza politica rispetto al Rosatellum. La nuova legge non premia tanto chi arriva primo quanto chi riesce ad arrivare primo superando una precisa asticella nazionale. Non \u00e8 un dettaglio. Anzi, \u00e8 probabilmente il dettaglio. La riforma obbliga inoltre le forze politiche, al momento del deposito di simboli e programmi, a indicare il nome della persona che intendono proporre al presidente della Repubblica per Palazzo Chigi. Le liste della stessa coalizione devono indicare lo stesso candidato. Non \u00e8, tecnicamente e costituzionalmente, l\u2019elezione diretta del presidente del Consiglio: le prerogative del capo dello Stato restano ferme. Ma \u00e8 evidente il significato politico dell\u2019operazione. L\u2019elettore saprebbe prima del voto non soltanto quali partiti si presentano insieme, ma anche quale nome intendono portare al Quirinale per la formazione del governo. Poi ci sono le preferenze, il terreno sul quale la maggioranza ha rischiato pi\u00f9 volte di inciampare. Il compromesso uscito dal Senato \u00e8 abbastanza particolare: il capolista resta bloccato, quindi viene scelto dal partito, mentre sotto il suo nome compaiono altri sei candidati prestampati. L\u2019elettore pu\u00f2 indicarne fino a tre, rispettando le regole sull\u2019alternanza di genere. In altre parole, tornano le preferenze ma non scompare il potere delle segreterie. Ed \u00e8 esattamente su questo che le opposizioni parlano di preferenze soltanto apparenti. Il Senato ha approvato questo meccanismo dopo che le proposte per introdurre preferenze completamente libere erano state respinte. Il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea De Priamo, di Fratelli d\u2019Italia, ha difeso invece l\u2019impianto rivendicando l\u2019ambizione di costruire regole destinate a durare: \u201cIn Italia abbiamo cambiato troppe leggi elettorali e proprio per questo la legge che proponiamo, che non \u00e8 perfetta, ha l\u2019ambizione di essere una legge per i prossimi lustri e non certamente per questa o quella maggioranza\u201d. \u00c8 precisamente qui che maggioranza e opposizione raccontano due leggi completamente differenti. Per il centrodestra \u00e8 una norma sulla stabilit\u00e0; per le minoranze \u00e8 una legge costruita a ridosso delle elezioni e capace di alterare pesantemente la rappresentanza attraverso il premio. Resta poi la giungla delle soglie. Per una lista la soglia ordinaria per ottenere seggi \u00e8 il 3 per cento, mentre per le coalizioni \u00e8 fissata al 10. Ma \u00e8 prevista una sorta di salvagente: all\u2019interno di ogni coalizione sopra il 10 per cento pu\u00f2 partecipare alla distribuzione dei seggi anche la lista pi\u00f9 votata fra quelle rimaste sotto il 3 per cento. \u00c8 il cosiddetto \u201cmiglior perdente\u201d. Ed \u00e8 stata modificata anche una norma apparentemente tecnica che, in realt\u00e0, potrebbe pesare moltissimo. Alla Camera era stata introdotta una clausola \u201canti-cespugli\u201d: i voti dei partitini sotto la soglia, con l\u2019eccezione della lista ripescata, non avrebbero contribuito al raggiungimento del 42 per cento necessario per ottenere il premio. Il Senato l\u2019ha cancellata. Risultato: anche il voto raccolto da una piccola lista che non elegger\u00e0 parlamentari potr\u00e0 contribuire a portare la coalizione sopra la soglia del premio. In una gara che pu\u00f2 decidersi per qualche decimale, anche gli zero virgola diventano improvvisamente preziosi. Da qui l\u2019altra modifica molto contestata: per le formazioni non gi\u00e0 rappresentate in Parlamento aumenta nettamente il numero di firme necessarie alla presentazione. Si passa da 1.500 a 6mila sottoscrizioni per collegio. Presentarsi in tutti e 49 i collegi significherebbe raccoglierne circa 300mila. La maggioranza considera la misura un argine alle liste civetta; le opposizioni la vedono come una barriera all\u2019ingresso di nuove formazioni. E le due cose, a ben vedere, non sono necessariamente incompatibili. Ci sono poi altre correzioni, dal ridisegno della circoscrizione Estero all\u2019estensione del voto fuori sede ai caregiver, ma il senso politico della riforma sta altrove: spostare il sistema dalla competizione nei collegi alla competizione fra coalizioni nazionali, incentivando gli schieramenti a presentarsi il pi\u00f9 possibile compatti. E a spiegare perch\u00e9 basta guardare i sondaggi. La Supermedia YouTrend\/Agi del 10 settembre fotografa Fratelli d\u2019Italia al 26,9 per cento, il Pd al 21, il Movimento 5 Stelle al 12,1, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci \u00e8 salito al 7,6 per cento, alla pari con Forza Italia. La Lega \u00e8 al 5,6. Ma il dato pi\u00f9 interessante non riguarda i singoli partiti: riguarda la somma delle coalizioni. Il centrodestra composto da FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati \u00e8 oggi stimato al 41,1 per cento. Un punto delicatissimo: sarebbe primo o comunque competitivo, ma resterebbe sotto quel 42 necessario a far scattare il premio. Con Futuro Nazionale salirebbe invece, aritmeticamente, al 48,7 per cento. Dall\u2019altra parte, Pd, M5S e Avs insieme valgono il 39,4; aggiungendo Italia Viva e +Europa il campo progressista arriverebbe al 43,2. Naturalmente un sondaggio non \u00e8 un\u2019elezione e sommare meccanicamente i voti dei partiti non significa sapere come voteranno gli elettori davanti a coalizioni diverse. Ma il messaggio politico \u00e8 abbastanza evidente. Con questa legge il 41,9 e il 42,1 per cento potrebbero appartenere a due mondi completamente diversi. Nel primo caso ci si divide i seggi proporzionalmente; nel secondo si apre la cassaforte del premio di maggioranza. Ed ecco il paradosso finale. Una legge pensata per produrre stabilit\u00e0 rischia di rendere ancora pi\u00f9 importante la costruzione di coalizioni molto larghe. A destra rende decisivo il rapporto con Vannacci; a sinistra rende molto pi\u00f9 complicato liquidare come irrilevanti Renzi, +Europa o qualunque altra forza capace di portare qualche decimale. Perch\u00e9 quando l\u2019obiettivo \u00e8 il 42 per cento, il piccolo alleato pu\u00f2 essere politicamente scomodissimo. Ma elettoralmente indispensabile. \u00c8 la vecchia regola della politica applicata a una legge nuova: prima si scrivono i numeri. Poi sono i numeri a dettare le alleanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge elettorale fa un altro passo avanti. E, come spesso accade quando il Parlamento mette mano alle regole con cui il Parlamento stesso verr\u00e0 eletto, il clima \u00e8 tutto tranne che notarile. Il Senato ha approvato il nuovo sistema con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti. Il testo, modificato a Palazzo Madama, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000034846,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,32],"tags":[],"class_list":["post-1000034845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-italia","category-politica"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/zt-2.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000034845"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000034847,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034845\/revisions\/1000034847"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000034846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000034845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000034845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000034845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}