{"id":1000034816,"date":"2026-09-17T08:07:23","date_gmt":"2026-09-17T11:07:23","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034816"},"modified":"2026-09-17T08:07:25","modified_gmt":"2026-09-17T11:07:25","slug":"intelligenza-artificiale-lo-psichiatra-scatena-perdita-di-controllo-e-crisi-di-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034816","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, lo psichiatra: \u201cScatena perdita di controllo e crisi di identit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019aver constatato che i sistemi intelligenti imparano a muoversi in autonomia ha generato un forte allarme. Li avvertiamo pi\u00f9 intelligenti di noi e capaci di decidere con la possibilit\u00e0 di escluderci. Una situazione che ha scatenato due paure fondamentali nell\u2019uomo: la perdita del controllo e la crisi di identit\u00e0, perch\u00e9 vediamo che il confronto \u00e8 impari. Quando queste due paure compaiono insieme, da psichiatra, dico che siamo nel panico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo, secondo Claudio Mencacci, direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze dell\u2019ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, il punto da cui guardare all\u2019allarme lanciato in questi giorni sul bisogno di rallentare lo sviluppo dell\u2019AI. A chiedere di \u2018rallentare il ritmo\u2019 con cui vengono sviluppate le capacit\u00e0 dei modelli \u00e8 stato Dario Amodei, ceo di Anthropic, che ha ricevuto il sostegno di Sam Altman, ceo di OpenAI, e Elon Musk. L\u2019appello arriva dopo l\u2019allarme lanciato da Jacob Coxon, ricercatore che ha lasciato Anthropic denunciando i rischi di uno sviluppo incontrollato dell\u2019intelligenza artificiale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cStiamo scoprendo che abbiamo generato un sistema che funziona meglio di noi, privo di implicazioni filosofiche o religiose- spiega lo psichiatra- e questo segna la fine della nostra unicit\u00e0\u201d. Per Mencacci l\u2019Ia, per come si sta sviluppando, rappresenta \u201cun assalto serio alla nostra identit\u00e0 e allo stesso tempo amplifica i nostri timori sull\u2019autenticit\u00e0 o meno di quello che vediamo nella rete, immagini e filmati. Come facciamo a riconoscere una condizione rispetto a un\u2019altra?- chiede- Anche questo dato mette ulteriormente in crisi il tema della nostra identit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La segnalazione arrivata da questi \u201ctre maggiori capofila nel campo della ricerca dell\u2019Ia \u2013 di una situzione che pu\u00f2 sfuggirci di mano \u2013 non \u00e8 un freno alla ricerca ma la richiesta di aumentare una capacit\u00e0 di controllo e di strumentazione a nostro beneficio. Abbiamo gi\u00e0 sperimentato con l\u2019inizio dell\u2019era nucleare come una condizione generata dall\u2019uomo pu\u00f2 dimostrarsi distruttiva per tutta l\u2019umanit\u00e0. Questo aspetto, che pensavamo aver messo sotto controllo- continua lo psichiatra- adesso entra in crisi. E ora il timore che hanno lanciato sulla perdita di controllo generata dalla stessa intelligenza artificiale, e non dell\u2019uomo, riguarda anche la possibilit\u00e0 che si possa generare un conflitto, una tale competizione che si esponga nuovamente l\u2019umanit\u00e0 a dei rischi molto alti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritornano alla mente le immagini dei film di Stanley Kubrick. \u201cNe Il dottor Stranamore c\u2019\u00e8 l\u2019uomo che schiaccia il bottone- ricorda Mencacci- e ancora in 2001: Odissea nello spazio il supercomputer HAL 9000 prende il controllo della nave e cerca di eliminare l\u2019equipaggio. La paura \u00e8 questa: la macchina che pu\u00f2 prendere il sopravvento in totale autonomia, senza riconoscere il bene dal male. Perch\u00e9 la tecnica \u00e8 al di fuori di qualunque etica, \u00e8 l\u2019uso che ne facciamo che assume un aspetto morale\u201d. Inoltre, aggiunge lo psichiatra, c\u2019\u00e8 un altro fantasma molto forte che mette in dubbio l\u2019unicit\u00e0 della nostra mente: \u201cSiamo cresciuti e ci siamo sviluppati nell\u2019idea dell\u2019unicit\u00e0 del pensiero, come se ci fossimo solo noi nel creato e tutto il resto a nostro servizio. Noi dovevamo essere i padroni e invece abbiamo generato qualcuno che pu\u00f2 diventare il nostro padrone e pu\u00f2 eliminarci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo, a livello di salute mentale, ci fa entrare nel pi\u00f9 ampio ambito dei disturbi legati alla sfera del digitale. \u201cAlla base c\u2019\u00e8 la paura di essere esclusi, che genera una paralisi nella ricerca di accedere a nuove opportunit\u00e0- spiega ancora Mencacci- le persone sono sempre pi\u00f9 incapaci di scegliere. Da qualche anno prima della pandemia stiamo osservando una crescita dei disturbi d\u2019ansia e di depressione, ma i cambiamenti tecnologici hanno sempre spinto gli esseri umani a reagire. Ovviamente non dimentichiamo le dipendenze dal digitale, e in questo caso a generare la dipendenza in maniera paradossale \u00e8 lo stesso riconoscimento della supremazia dell\u2019algoritmo. E\u2019 il fascino della tecnica vissuta come un ampliamento della propria potenzialit\u00e0. Oggi- conclude- per la prima volta ci troviamo davanti a una tecnica che prende il sopravvento in autonomia e sotto questo profilo l\u2019inquietudine si \u00e8 fatta profonda, tanto da portare a una valutazione prudenziale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rachele Bombace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019aver constatato che i sistemi intelligenti imparano a muoversi in autonomia ha generato un forte allarme. 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