{"id":1000034697,"date":"2026-09-11T08:03:41","date_gmt":"2026-09-11T11:03:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034697"},"modified":"2026-09-11T08:03:44","modified_gmt":"2026-09-11T11:03:44","slug":"antonio-pujia-veneziano-la-poetica-del-segno-tra-gestualita-e-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034697","title":{"rendered":"Antonio Pujia Veneziano : La Poetica del\u00a0 Segno tra Gestualit\u00e0 e\u00a0 Spazio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel guardare le opere di Antonio Pujia Veneziano penso ad Emanuele Severino il quale diceva: \u201cEbbene per tentare una rifondazione del senso dell&#8217;arte non pi\u00f9 come espressione del nichilismo e della conseguente volont\u00e0 di potenza, bisogna riconsiderare il senso autentico dell&#8217;essere, la sua struttura originaria, mostrando che nel suo originario significato, che viene esposto da Parmenide, \u00e8 inclusa la totalit\u00e0 dell\u2019essente che entra nell\u2019apparire. Quindi, bisogna ritornare a Parmenide, ma per andare oltre Parmenide e quindi bisogna tracciare la via che Severino gi\u00e0 nella sua prima grande opera \u201cLa struttura originaria\u201d, indica come la via del giorno, la via in cui l&#8217;essere, la totalit\u00e0 dell&#8217;essere, \u00e8 ed \u00e8 impossibile che non sia\u201d. Le opere di Antonio Pujia Veneziano mi fanno riflettere sul \u201cTrattato di semiotica generale\u201d del 1975 di Umberto Eco che paragona l&#8217;opera d&#8217;arte a un testo che per essere tale deve soddisfare innanzitutto una richiesta di leggibilit\u00e0. Affinch\u00e9 vi sia una risposta da parte dell&#8217;osservatore, \u00e8 fondamentale il codice con cui il messaggio dell&#8217;artista viene trasmesso; non tutto deve per forza essere chiaro, ma vi devono essere alcune regole che lo aiutano a distinguere l&#8217;opera d&#8217;arte dalla cosa astratta. Eco parla del linguaggio estetico, definendolo un particolare processo comunicativo significativo in cui non si ha solo il mero passaggio di informazioni, ma anche la sollecitazione dell\u2019elaborazione di una risposta interpretativa da parte del destinatario. Secondo l&#8217;autore vi sono due principali caratteristiche del testo estetico: l\u2019ambiguit\u00e0 e l\u2019autoriflessivit\u00e0. La prima \u00e8 una violazione delle regole del codice, poich\u00e9 \u00abanzich\u00e9 produrre puro disordine, essa attira l\u2019attenzione del destinatario\u00bb, il quale \u00ab\u00e8 stimolato a interrogare le flessibilit\u00e0 e le potenzialit\u00e0 del testo\u00bb. L\u2019ambiguit\u00e0 estetica gioca sia sull\u2019espressione sia sul contenuto del testo: cos\u00ec facendo esso diventa autoriflessivo poich\u00e9 attira l\u2019attenzione sull&#8217;organizzazione interna, sulla \u201csemiotica\u201d. Il testo estetico spinge in continuazione a rivedere i codici, imponendo una continua riconsiderazione del linguaggio su cui si basa; quest&#8217;ultimo deriva da una \u00abdialettica di accettazione e ripudio dei codici dell\u2019emittente e di proposta e controllo dei codici del destinatario\u00bb, il quale per\u00f2 non essendo a conoscenza delle regole dell&#8217;autore, le pu\u00f2 estrapolare da ci\u00f2 che prova nel corso dell&#8217;esperienza estetica. Egli si trova in bilico tra l&#8217;ambiguit\u00e0 oggettuale e l&#8217;organizzazione contestuale. Tramite una definizione semiotica dell\u2019opera d\u2019arte si riesce a comprendere perch\u00e9 nel corso della comunicazione estetica avvenga \u00abun\u2019esperienza che non pu\u00f2 essere n\u00e9 prevista n\u00e9 completamente determinata, e perch\u00e9 questa esperienza \u201caperta\u201d venga resa possibile da qualcosa che deve essere strutturato a ciascuno dei suoi livelli\u00bb. Il destinatario deve essere in grado di intervenire a colmare i vuoti semantici, a ridurre la molteplicit\u00e0 dei sensi, perch\u00e9 \u00e8 un collaboratore dell&#8217;autore il testo estetico deve essere strutturato per mezzo di codici noti, cercando di attirare attenzione su di s\u00e9, anche violando delle regole, al fine di garantire il giusto equilibrio dei meccanismi noto-ignoto che rendono tale l\u2019esperienza estetica.\u00a0 Senza l&#8217;adozione di regole precise il contenuto del testo estetico non sarebbe veicolato e non riuscirebbe ad essere trasmesso; il codice non rappresenta uno schema fisso ma immutabile, anzi in continua evoluzione. \u00abL\u2019interprete di un testo \u00e8 obbligato a sfidare i codici esistenti e ad avanzare ipotesi interpretative che funzionano come forme tentative di nuova codifica\u00bb. La nozione di arte come strumento di comunicazione visiva, vive nella sua pittura attraverso la poetica del segno, protagonista di un codice espressivo che, erede di una cultura internazionale affermata nell\u2019immediato dopoguerra che dall&#8217;astrattismo, all\u2019Informale, svincola il postulato artistico da ogni obbligo rappresentativo. Posso dire che Antonio Pujia Veneziano si rif\u00e0 ad un\u2019arte che si orienta verso una ricerca astrattista fino ad approdare ad un astrattismo- grafico. La realt\u00e0 per Antonio Pujia Veneziano non \u00e8 certo il campo visivo del dato retinico, ma quello della sua elaborazione mentale che si manifesta principalmente attraverso segni e colori, significativi testimoni di una consapevolezza artistica solo apparentemente casuale e veloce, in realt\u00e0 piena di grande equilibrio compositivo, pur sempre votata ad una libertaria esigenza esplorativa. Quanto alle radici di questa spinta che interagisce con pulsioni emotive ricche di slanci, esse andrebbero rintracciate, oltre che nel lessico informale, tanto incentrato sulle valenze della triade segno-gestualit\u00e0-materia. Ogni dipinto di Antonio Pujia Veneziano vale dunque come affermazione di un personale bilanciamento compositivo, espresso dall\u2019atto del dipingere, e la sua natura di intensa partecipazione alla vita, identificazione panica di una totalit\u00e0 fisica e psichica. L\u2019arte di Antonio Pujia Veneziano lascia esplodere tutta l\u2019incidenza del suo dato personale nello strutturarsi come pensiero e nell\u2019 immedesimarsi con il presente. Ed ecco, dunque, il senso di un organismo pittorico, in cui sicuramente divorante risulta la forza esplosiva del colore, che si connota, in un unico tempo, sia come pasta cromatica sia come accensione incandescente. La sua pittura \u00e8 un trionfo di materia e luce, che conduce a continue metamorfosi, tra epifanie di bagliori cosmici e paesaggi mentali di magmi incandescenti traiettorie vitali e dinamiche di infinite particelle in movimento, che si concretizzano nella sua arte in ci\u00f2 che per Antonio Pujia Venziano costituisce il punto cardine del proprio impegno: trasferire sulla tela tutta l\u2019energia dello spazio reale, codificandola in energia pittorica e cio\u00e8 in una pittura che sia soprattutto \u201cfatto concreto\u201d, condizione autentica e palpitante. In tal senso la sua esperienza \u00e8 anche indagine sulle possibilit\u00e0 esplorative offerte dal fare pittorico, un viaggio umano che nelle trame grafiche e nelle pulsazioni cromatiche, nelle zone di ombra e di luce, lascia libera la sua impronta di esistenza in atto, intima e vibrante, pronta ad immergersi nella profondit\u00e0 del proprio essere, per poi riemergere e appuntarsi in un bagliore o scomparire di nuovo. E questo \u00e8 un gioco che non \u00e8 gioco, perch\u00e9 non \u00e8 artificio, ma orientamento pittorico volto alla continua sperimentazione, poesia visiva, di vitalistica e febbrile inventiva, in cui il rapporto con la realt\u00e0 torna a farsi espressione autentica di una situazione umana colta nel suo concreto manifestarsi attraverso le sue opere, l\u2019artista ci prende per mano e ci conduce attraverso un percorso intimo, che parte dallo spirito interiore fino alla contemplazione della Natura e dell\u2019Universo. Dall\u2019infinitamente piccolo, immateriale, impalpabile, che vola dentro di noi con ali leggere, dall\u2019introspezione nella nostra anima pi\u00f9 profonda, alla nascita una di nuova creazione, la sua opera \u00e8 una riflessione approfondita sulla creazione, un canto, un inno alla Natura e a tutto il mondo che ci circonda, \u00e8 un cantico, incantato e sospeso, di francescana memoria, riletto e interpretato, s\u00ec, nella sensibilit\u00e0 contemporanea, ma quello che conserva \u00e8 l\u2019ineffabile stupore. Antonio Pujia Veneziano \u00e8 un artista autentico e umile. Nell\u2019arte odierna, in cui spesso l\u2019ispirazione, l\u2019idea non sono adeguatamente supportati da una adeguata sapienza del \u201cfare arte\u201d e del \u201cfare ad arte\u201d, Antonio Puja Veneziano si distingue per l\u2019uso sicuro di tutta una varia gamma coloristica unica nel suo linguaggio. Fuori da ogni formalismo compositivo, e lontano dalle facili seduzioni della cultura accademica, il suo lavoro oscilla tra consapevolezza allegorica e inganno reale. \u00c8 lo specchio invisibile dell\u2019anima per una realt\u00e0 visibile che man mano invade spazi vuoti diventando corpo, colore, luce. La luce \u00e8 intensa. Il colore \u00e8 rappresentativo, decisamente espressivo e brillante. Invade la realt\u00e0 con densi rivoli. Partito da accenti diversi e da attente riflessioni su situazioni artistiche che si accavallano oggi nel panorama della pittura italiana,<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:43.60425%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/4-DSC_9094-jpeg-1-1024x1021.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000034703\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000034703\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/4-DSC_9094-jpeg-1-scaled.jpg?fit=2560%2C2552&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2560,2552\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"4 &amp;#8211; 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In alcuni casi non mancano le suggestioni oniriche dei surrealisti, come anche la sinteticit\u00e0 grafica che accompagna contemporaneamente la sua attivit\u00e0 di artista. \u00c8 come anche il dinamismo lirico unito sempre ad un segno che non si stanca di manipolare e modellare ogni sua composizione. Ci troviamo di fronte ad opere caratterizzate da una forte personalit\u00e0 dove alla intensit\u00e0 cromatica fa riscontro una stesura di segni carichi di significati simbolici. Per lui non si d\u00e0 sogno versus realt\u00e0, ma questa apparente distonia, quella che \u00e8 una opposizione, e forse una contraddizione, trova la sua sintesi nel sogno come incantesimo della vita. Altro aspetto della sua pittura \u00e8 quello di inglobare accenti lirici con la rubricazione di un intimo diario, un simbolo di speranza, verso nuovi orizzonti che la vita a volte ci prospetta. Nella sua dimensione poetica l\u2019artista, non \u00e8 vincolato dall\u2019iconografia, ma rimanendo astratto o informale, immagina e trasporta su tela o su carta la visione che ha dentro di s\u00e9: estasi celestiali, cieli mossi da un segno creativo, un\u2019idea assoluta, senza retorica, di striature di colore o di segno grafico cos\u00ec limpide, essenziali, profonde, intense e perci\u00f2 spirituali. Differenti sono le modalit\u00e0 della narrazione, comune \u00e8 la ricerca degli stilemi pi\u00f9 adatti per comunicare la sacralit\u00e0 della vita e la propria dimensione metafisica. Il grande artista inglese Francis Bacon ritiene che il suo modo di intendere la vita equivale a quello con cui intende la pittura, che considera un\u2019irruzione nella vita, una sorta di continuazione della vita. L\u2019arte infatti esprime in maniera visibile il metafisico, il sublime, l\u2019astratto e permette all\u2019uomo di vincere, per cos\u00ec dire la forza di gravit\u00e0 che lo tiene avvinto, attaccato alla terra e gli consente un\u2019esperienza spirituale. Infine posso affermare che la realt\u00e0 pittorica di Antonio Pujia Veneziano \u00e8 rappresentata per frammenti, integrazioni, assetti compositivi, alla assidua ricerca della ancestrale espressione visiva dell\u2019esperienza collocata nell\u2019eterna trasfigurazione percettiva dell\u2019universo. Oltre la concezione convenzionale del dipinto l\u2019artista supera l\u2019aspetto sentimentale ed emotivo della composizione per donare a quest\u2019ultima un aspetto eroico, sospeso in una dimensione sovra sensoriale e infinita. Le tonalit\u00e0 di Antonio Pujia Veneziano, sempre omogenee e cangianti, vivono una realt\u00e0 bidimensionale, irrevocabilmente illimitata, generando inedite corrispondenze tra interpretazione e rappresentazione, dinamicit\u00e0 e immobilit\u00e0. Acquisite sublimazioni emozionali attraversano velocemente lo spazio pittorico generando realt\u00e0 complesse scomposte e immediatamente ricomposte tramite variabili modularit\u00e0. Miti e accadimenti si susseguono ordinati all\u2019interno di un luogo perfettamente delimitato, sensibilissimo e mutabile. La giustapposta sovrapposizione delle tonalit\u00e0 abolisce le tenebre, l\u2019oscurit\u00e0, la finitezza strutturale. Il rapporto tra materia e forma si dilata, evoca profondit\u00e0 lineari e sottesi segmenti in un ambiente volutamente differenziato e avulso da secolari e contemporanee contaminazioni. Ogni frammento \u00e8 immediatamente materia pittorica, risonanza, omogeneit\u00e0 d\u2019intenti in un continuo sovrapporsi di forme, strati, ritmicit\u00e0. Meta racconti, variazioni, accordi tonali, inondazioni di luce accelerano moti rotanti e inquieti. Rarefatte atmosfere si vaporizzano alla presenza di un flebile respiro che diviene unico testimone di profonde sofferenze. Quali mondi qui vivono, quali accadimenti si diramano in questo spazio apparentemente asettico, tutto \u00e8 come sospeso, bloccato, cristallizzato da figurazioni che appaiono come irrevocabilmente silenti. La verit\u00e0 \u00e8 nascosta, mimetizzata, giustificata da evocazioni allusive alla ricerca di un luogo, un\u2019oasi di pace, un destino. Un\u2019impalpabile sensazione di solitudine aleggia drammatica, avanza minacciosa e inestricabile tra gli animi e i desideri di libert\u00e0 e di vita. Oltre la tragica gravit\u00e0 dell\u2019esistenza, la forma sublima in un inconsapevole mito di effimera speranza, sottesa in un\u2019instabile atmosfera nell\u2019immensa, irrevocabile caducit\u00e0 della materia. Un complesso irradiarsi nello spazio di strutturati piani costruttivi diviene significativo istante ideativo, autentico paradigma di fondamentale rigenerazione plastica. Segmenti iridescenti si sovrappongono ordinati generando affascinanti diaframmi sequenziali sospesi da un\u2019elegiaca melodia, colta e vibrante, diffusa flebilmente nello spazio. Tracce di purissime linee si ricompongono libere sopra cangianti superfici, ampie e mutevoli, simili ad infinite citt\u00e0 cinetiche e spazi urbani modulati dove il colore, libero dalle naturali funzioni, acquisisce maggiore autonomia interpretativa espandendosi in correlate emulsioni sensitive. Le forme strutturate evocano una trasognante omogeneit\u00e0 di sensi rispettando perfettamente i limiti del perimetro formale. Sintesi, azione, regola e sequenza s\u2019inerpicano oltre le consuete simbologie generando corrispondenze con l\u2019antico, la mitologia, i quattro elementi della creazione. Antonio Pujia Veneziano \u00e8 alla ricerca della forma archetipica, ignoto e ineccepibile tassello della struttura universale, mito e unicum dell\u2019essere oltre l\u2019agire, riflesso concreto di un mondo lineare astratto. La scomposizione dell\u2019oggetto geometrico non perde o nasconde la forma primordiale ma la evidenzia seguendo la legge dei contrasti simultanei, delle dinamicit\u00e0 cromatiche, delle diffuse e animate sovrapposizioni . La scelta di Antonio Pujia Veneziano pone,in parallela antitesi, armonia e dilatazione, staticit\u00e0 e direzionalit\u00e0 d\u2019intenti alla ricerca di altre integrazioni temporali, altre irrevocabili ubiquit\u00e0. Essere di un luogo e non esserlo, viverlo, per osservarlo in lontananza, evidenzia tensione, sofferenza, inquietudine, accostamento e disgregazione della forma. La primordiale geometria assoluta, volutamente si sfalda e fluisce quasi liquida sul substrato per poi ritornare, repentinamente concreta, nella comune volont\u00e0 di ridefinire una base integrata e congruente. Divergenze e contrasti interiori dell\u2019artista lo vedono repentinamente abbandonarle per un\u2019effimera dissidenza compositiva, riscoprendo un elegiaco e rigenerativo ritorno all\u2019ordine. Suggestioni e intrecci, frammenti di realistiche figurazioni si sovrappongono a lamine astratte, disvelatrici d\u2019inedite sperimentazioni che veleggiano nello spazio libere da logiche naturalistiche. La sua visione plastica suffragata da reciproci incontri di linee verticali e orizzontali pone in evidenza il drammatico confronto tra individuo e spazio, sperimentazione e sintesi, spiritualit\u00e0 e destino. L\u2019assoluta essenzialit\u00e0, sfiora le intenzionalit\u00e0 concettuali di messaggi codificati trasfigurandoli in frame velocissimi e immediati. Una lirica contemplazione dell\u2019universo \u00e8 sapientemente evidenziata dalle straordinarie trame cromatiche che aleggiano nello spazio come angeliche presenze esperite tra stati emozionali e dilatazioni di luce. Variabili astrali appaiono come cristalline scansioni luminose, ali percettive di iperbolici voli trasfigurati da una successione dinamica di meditate modulazioni. Iridescenti superfici determinano continue vibrazioni cinetiche provocate da un ipotetico sisma primordiale della materia cromatica, delimitata da una dogmatica linea di contorno, incline a trasmigrare, al di fuori di un collaudato perimetro. Nella pura estasi contemplativa Antonio Pujia Veneziano inserisce nei dipinti forme semplici, cromaticamente omogenee, provenienti da una personale gamma di tonalit\u00e0, straripante espressione di un io profondo e occulto. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando una costante e continua meditazione sullo spazio, le forme primordiali, le corrette proporzioni. Silenti corpi geometrici interagiscono tra loro creando un armonico e affascinante equilibrio, quieto limite di arcane aspirazioni sensoriali. Delicatissime sovrapposizioni tonali assumono l\u2019identit\u00e0 di accumuli di memoria, eclatanti rimandi di sottili essenze floreali, organicamente disposte per scansioni, assonanze, razionali emotivit\u00e0. La vitalit\u00e0 sensibile si dilata nello spazio percettivo divenendo terapia poetica parallelamente strutturata ad una corroborante ricerca sperimentativa. Mutevoli condizioni sensitive generano nuovi flussi temporali, inediti concetti geometrici, innovative idealit\u00e0 progettuali. Un rigore metodologico di grande intensit\u00e0 ideativa, genera un sottile lirismo poetico modulato tramite delineate scansioni compositive. La forza dei segni si amalgama idealmente alla magia suadente dei colori in una dimensione eterea e silente dove le geometrie trovano il loro manifestarsi nel cielo,nel moto degli astri, nel ritmo segreto dei tempi. Forme sintetiche trovano il loro spazio sotteso da rigorosi e costanti equilibri congiunti da linee accidentali e perpendicolari in simbiosi con la luce. La sua autonomia pittorica lo vede librarsi oltre i confini del visibile e ascendere in una dimensione atemporale dove le velocit\u00e0 dinamiche si acquietano proiettando la luce in un contesto astratto. La rigorosa corrispondenza tra forma e colore esalta il sogno aereo delle suggestioni tonali dove il frammento \u00e8 piegato da un volere astrale, curvato nella dimensione spazio temporale, strutturato con le medesime assonanze del primigenio elaborato. Le profondit\u00e0 pi\u00f9 nascoste dell\u2019animo virano verso impercettibili vibrazioni divenendo unici testimoni di brevi istanti dell\u2019esistenza. Contorsioni strutturali partecipano a una nuova visione dello spazio ricreato da cosmiche deflagrazioni mediatrici di un ritrovato equilibrio. Iperboli sensitive defluiscono in liquide memorie, essenze rivelatrici di suadenti emanazioni dell\u2019anima tese a una assoluta trascendenza. Fluide cromie, di incomparabile finezza, plasmano il silenzio, disegnano nel vuoto un leggero movimento, diffondendo nell\u2019aere uno stato di ebbrezza, un anelito di libert\u00e0 che diviene incantata melodia animata da una forza invisibile, da una ritmicit\u00e0 concitata, sconvolta da un vento fortissimo, che soffia senza tregua sui destini del creato. Nascoste simbologie di verit\u00e0 sottese si espandono sul substrato intime dissolvenze, presagi compositivi, dissoluzioni percettive che impongono, con il loro divenire, un senso di sconcertante irrevocabilit\u00e0. Tracce connotative di un distacco sensoriale diventano incontrastate icone di germinali visioni simultanee, flash di intrecci multimediali, sensitivi messaggi subliminali. Vertigini dirompenti trovano la loro forza espressiva nell\u2019energia del gesto, ricostruendo un paradisiaco universo estetico tra interrelazioni di forma e onirici paradigmi tonali. Gesto e poesia si fanno forma vibratile e ricercata figurazione che si diramano attraverso ideali stratificazioni dell\u2019interiorit\u00e0, carichi di accese tonalit\u00e0 dalle raffinate tridimensionalit\u00e0 tattili. Lontani orizzonti dell\u2019anima, sentieri della memoria, vie inesplorate ai confini di un universo indefinito, aleggiano sopra ipotetici, assolati deserti inseguendo il silenzio, appena velato da una tenue e opaca luce. Forme irregolari ricostruiscono lontani accadimenti, fili imperscrutabili di lontane esistenze, ponti virtuali tra memoria e realt\u00e0 sintetica sottese tra enigmatiche emozioni e indefinite atmosfere. Un\u2019inquieta idealit\u00e0 s\u2019insinua tra le effimere e mutevoli sovrapposizioni sequenziali evocando arcane metamorfosi oltre un onirico limite, dove folgoranti e intense cromie accendono trasognate trascendenze. Sospesi nel vuoto, ipotetici assemblaggi polimaterici si diramano nello spazio costellato da dinamiche silhouette danzanti che raccontano, con discreta e sapiente essenzialit\u00e0, il dramma umano della solitudine e dell\u2019incomunicabilit\u00e0. Sensibilit\u00e0 materica, sublimazione emozionale, tensione plastica rappresentano gli aspetti pi\u00f9 significativi del fare artistico di Antonio Pujia Veneziano, da sempre impegnato nella istintiva e sapiente ricerca di una trasfigurata rappresentazione percettiva. La raffinata intimit\u00e0 tonale diviene sensibile sollecitazione di idealit\u00e0, fugace e fuggevole presenza, immediatamente dissolta da turbinii incontrollati oltre la sfera dell\u2019immaterialit\u00e0. La sintetica ricerca di assoluto, unita a un\u2019inedita e personale sensibilit\u00e0, grafico-compositiva, delinea impercettibili tracce che sublimano a un\u2019aurorale, sincretica nuova vita. Frammenti disegnati interrogano passato e presente tramite meditate scomposizioni e cangianti ricomposizioni tonali. Un fluido, pulsante e impetuoso, scorre sotterraneo nei meandri percettivi dell\u2019artista alimentando un luogo incantato, evocato come fenomeno di luce e colore, verit\u00e0 e vita oltre la vita. L\u2019invisibile sentire di una realt\u00e0, al di l\u00e0 dalla mimesi, diviene esercizio spirituale, aspetto emozionale della pittura destinato ad esplorare il mondo, alla ricerca del progetto ideale. Declinazioni dell\u2019immaginario animano la profonda sensibilit\u00e0 dell\u2019artista nell\u2019intento di conservare e proteggere dall\u2019oblio, oggetti lontani, essenze del vissuto, lievissime sensazioni. Equilibrate trasparenze cromatiche si aggregano in liquide e sensuali modulazioni segniche, si espandono nello spazio attuando una sintetica rigenerazione tonale. Inedite incandescenze cromatiche accentuano la convulsa aggregazione delle tonalit\u00e0 dando origine ad una magmatica cascata di energia dalle sublimi valenze espressive. Intuizioni premonitrici dove le forme occupando spazi paralleli non pi\u00f9 definiti da una realt\u00e0 precostituita ma luoghi senza memoria, dove la materia trova la sua nuova vocazione. Imperscrutabili equivalenze appaiono come estroflessioni parallele di un logos universale, sintesi tra emozione e materia, anima e spazio. Una fine spiritualit\u00e0 veleggia sul substrato, divenendo entit\u00e0 rivelatrici d\u2019inesplorati rimandi, irrefrenabili tensioni verso l\u2019assoluto, vibrazioni cosmiche tra terra e cielo, tracce indissolubili ma tra espressione ed evento, tra destino e avventura, tra poesia interiore e silenzio. Come cangianti vittorie alate, le forme ritmiche e lineari di Antonio Pujia Veneziano fluttuano sottese nello spazio, si svelano velocissime oltre la porta delle stelle, tra riverberi avvolgenti e ritmiche sospensioni di un tempo indefinito ai confini percettibili dell\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Biografia di Antonio Pujia Veneziano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pittura d\u2019avanguardia, unitamente ad uno sviluppo espressivo legato all\u2019esperienza ceramica, \u00e8 il tratto distintivo della sua opera che da un linguaggio di matrice segnico-gestuale si \u00e8 evoluta verso una dimensione pi\u00f9 essenziale e minimale, affrontando ambiti socialmente aperti. Gi\u00e0 titolare di cattedra nei Licei Artistici Statali, Pujia Veneziano ha maturato un prezioso curriculum espositivo. Il suo percorso artistico pi\u00f9 consapevole, inizia con le personali: Innocenza Semantica (Magazzini Voltaire, Lamezia T. 1986) e Senza Titolo (Centro Di Sarro, Roma 1987), presentate rispettivamente da T. Sicoli e da B. Tosi. Seguiranno: Segnopittura (Roma, 1989); Orizzontiverticali (Francavilla al Mare 1990); Protosegni (Milano 1991); Il Cielo della Pittura (Milano, 1991); Cronospazio (Chiostro di S. Giovanni, Orvieto 1993); You get what you see (Campobasso, Spoleto e Roma-1994). Nel 1992 gli viene assegnata la Borsa di Studio per le Arti Visive &#8211; Progetto Internazionale Civitella D\u2019Agliano, partecipando alle Residenze d\u2019Artista riservate agli artisti europei. Nel 1997, con la mostra Arte in Calabria 1960-2000, un\u2019opera \u00e8 acquisita dal MAON &#8211; Museo d\u2019Arte dell\u2019Otto e Novecento, Rende. Si occupa assiduamente di didattica dell\u2019arte e nel 2008 su invito del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ha preso parte in qualit\u00e0 di relatore alle giornate di studio sulla Metodologia di B. Munari. Nel 2006 l\u2019opera in ceramica realizzata per il progetto \u201cUn Muro di Storia\u201d, curato da T. Coltellaro, viene collocata nel Centro Storico di Lamezia Terme. Tra le mostre pi\u00f9 recenti: Across The Space Across The Time (Museo Civico Dei Brettii e degli Enotri, Cosenza 2012); 54\u00aa Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Villa Genoese Zerbi, Reggio C. -2011); La Formazione dell&#8217;Uno, (Galleria Nazionale, Cosenza -2011); Premio Internazionale Limen Arte (Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia 2011); Il Quarto Re, (Chiesetta di Sant\u2019Omobono, Catanzaro 2010). Sempre nel 2010, \u00e8 invitato alle rassegne Tornare@Itaca (Museo Civico Dei Brettii e degli Enotri di Cosenza &#8211; Fondazione Mudima e Biblioteca Sormani, Milano. Nel 2009: Sull\u2019Identit\u00e0 (Museo di Porta S. Paolo, Roma) e \u201cIl Valore dell\u2019arte. Arte come Valore\u201d (Palazzo Lancellotti, Roma); 13 x 17 Padiglione Italia, rassegna itinerante a cura di P. Daverio e Jean Blanchart -2007<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Panta Rei<\/em><\/strong>, 1988<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tecnica mista su tela\/ mixed mediaon canvas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 100 \u00d8<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Panta Rei<\/em><\/strong>, 1988<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">tecnica mista su carta intelata\/ mixed media onpapermounted on canvas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 48&#215;66<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Disvelatura<\/em><\/strong><em>\/ Unveiling<\/em>, 2008<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pigmento blu e vernice argento su tela\/ blue pigment and silver paint on canvas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 131x97x7<strong><em>15<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Sinapsi cromatiche<\/em><\/strong><em>\/ Chromaticsynapses<\/em>, 2014<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">aerografia e gesso su tela\/airbrushand acrylicplasteron canvas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 50&#215;70<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">collezione Museo \/MARTEMuseumcollection(San Pietro a Maida, CZ)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto 17<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Veritatissplendo<\/em><\/strong><em>\/ <\/em><em>Veritatis splendor<\/em>2014<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">aerografia con vernice oro su tela\/ airbrush with goldpaint on canvas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 90 \u00d8<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Collezione Museo \/L\u00ecmen ArteMuseumcollection<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto 23<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Quandosiarriva da Est<\/em><\/strong><em>\/ When you arrive from the<\/em><em>West<\/em>, 2014<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ossidoblu e miniosutavola\/ blue oxide and minium on woodenpanel<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">cm 35&#215;100<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel guardare le opere di Antonio Pujia Veneziano penso ad Emanuele Severino il quale diceva: \u201cEbbene per tentare una rifondazione del senso dell&#8217;arte non pi\u00f9 come espressione del nichilismo e della conseguente volont\u00e0 di potenza, bisogna riconsiderare il senso autentico dell&#8217;essere, la sua struttura originaria, mostrando che nel suo originario significato, che viene esposto da 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