{"id":1000034591,"date":"2026-09-03T17:14:02","date_gmt":"2026-09-03T20:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034591"},"modified":"2026-09-03T17:14:03","modified_gmt":"2026-09-03T20:14:03","slug":"litalia-si-spopola-nel-2080-oltre-13-milioni-di-residenti-in-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034591","title":{"rendered":"L\u2019Italia si spopola, nel 2080 oltre 13 milioni di residenti in meno"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre meno residenti, pi\u00f9 anziani e figli in calo. E nemmeno i migranti basteranno a colmare il deficit tra morti e nuovi nati. E&#8217; questa l&#8217;Italia di un futuro non troppo remoto in base alle previsioni dell&#8217;Istat inserite in un report che guarda da qui al 2080. Tra 55 anni l&#8217;Italia conter\u00e0, infatti, oltre 13 milioni di residenti in meno. Tra soltanto 24 anni, invece, nel 2050, il calo sar\u00e0 di 4 milioni. Dai 58,9 milioni di oggi si passer\u00e0, dunque, a 55 milioni fino ad arrivare a 45,8 milioni. Con uno scenario che, tra le altre cose, non risulta essere omogeneo: le aree interne, soprattutto nel Mezzogiorno, continueranno, infatti, a perdere popolazione pi\u00f9 rapidamente dei centri urbani. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un aspetto che l&#8217;Istat descrive come \u00abla prospettiva pi\u00f9 certa\u00bb ed \u00e8 quello che riguarda l&#8217;invecchiamento di un&#8217;Italia spopolata \u00abtrainato dall&#8217;ingresso nelle et\u00e0 anziane delle generazioni del baby boom\u00bb. E cos\u00ec, parallelamente al calo della popolazione, aumenter\u00e0 anche l&#8217;et\u00e0 media che passer\u00e0 dai 46,9 del 2025 ai 51 anni del 2050, con gli over 65 che raggiungeranno il 34,5% del totale. La quota di 15-64enni si ridurr\u00e0, inoltre, al 55,3%. La diminuzione della popolazione in questa fascia d&#8217;et\u00e0 definita come lavorativa ridurr\u00e0, inoltre, la disponibilit\u00e0 di forza lavoro. Al tempo stesso crescer\u00e0 la partecipazione al lavoro. Resta dunque un&#8217;Italia destinata a invecchiare, peraltro non in compagnia. Tra il 2025 e il 2050 il numero delle persone che vivono sole aumenter\u00e0 del 16%, ed \u00e8 una crescita che riguarder\u00e0 soprattutto le et\u00e0 pi\u00f9 avanzate, oltre le donne. Nel 2025, infatti, su 10 milioni complessivi di individui soli, il 46,3% ha almeno 65 anni. Entro il 2050 potrebbero arrivare a rappresentare il 57% delle persone senza nessuno. Una dinamica, questa, che per l&#8217;Istat spiega anche l&#8217;incremento del numero delle famiglie e della loro riduzione media. Nel 2050 oltre quattro famiglie su dieci saranno senza nuclei, cio\u00e8 senza la presenza di relazioni di coppia o di tipo genitore-figlio. Inoltre, sempre nello stesso anno, scende anche il numero di chi ha figli: le coppie senza prole saranno di pi\u00f9 rispetto a quelle che hanno bambini: 21,4% contro 21,1%. Un calo delle nascite che si scontra anche con un altro dato: l&#8217;aumento dei decessi. Nello scenario rappresentato dall&#8217;Istat, fino al 2030 i nuovi nati saranno stabili, 355mila annui. Poi il calo: 335mila nel 2050 e 281mila nel 2080. \u00abLa futura natalit\u00e0 &#8211; si legge nel report &#8211; non riuscir\u00e0 a riequilibrare la dinamica naturale\u00bb. Infatti, i decessi aumenteranno e passeranno da 652mila nel 2025 a 708mila nel 2030, raggiungendo un picco di 869mila nel 2058. Le nascite cos\u00ec non eguaglieranno i decessi e, nonostante il saldo migratorio estero rimanga positivo, nemmeno i migranti compenseranno il deficit tra nascite e morti. Quanto proprio ai numeri delle persone immigrate in Italia, nel tempo passeranno da circa 432mila, nel 2025, a 423mila nel 2030, per poi ridursi a 372 mila nel 2050 e risalire a 404mila nel 2080.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre meno residenti, pi\u00f9 anziani e figli in calo. E nemmeno i migranti basteranno a colmare il deficit tra morti e nuovi nati. E&#8217; questa l&#8217;Italia di un futuro non troppo remoto in base alle previsioni dell&#8217;Istat inserite in un report che guarda da qui al 2080. 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