{"id":1000034549,"date":"2026-09-03T16:44:10","date_gmt":"2026-09-03T19:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034549"},"modified":"2026-09-03T16:44:11","modified_gmt":"2026-09-03T19:44:11","slug":"che-cosa-resta-sotto-la-nostra-pelle-dopo-tatuaggi-piercing-e-rimozioni-laser","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034549","title":{"rendered":"Che cosa resta sotto la nostra pelle dopo tatuaggi, piercing e rimozioni laser?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bastano pochi gradi in pi\u00f9 per scoprire quanto sia cambiata, nel giro di una generazione, la pelle di chi ci sta intorno. In spiaggia, in piscina o per strada d&#8217;agosto, i tatuaggi e i piercing che i mesi freddi tenevano nascosti tornano visibili. E con loro, torna anche la domanda che a volte ci facciamo: ma tutti questi tatuaggi non faranno male?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricerche in corso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta della scienza \u00e8 per ora incompleta. Riguardo al rischio oncologico, l&#8217;Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione (Francia) non considera i tatuaggi cancerogeni in s\u00e9, ma non esclude nemmeno che possano esserlo. Servono infatti anni, forse decenni, prima che eventuali tumori associati si manifestino e possano essere dimostrati. Per chiarire la questione, la Iarc ha avviato due grandi studi, condotti in parallelo in Francia e in Germania, che coinvolgono rispettivamente 113.000 e quasi 180.000 individui, tatuati e non. Entrambi raccolgono dati sulle caratteristiche del tatuaggio (colore, dimensioni e quando \u00e8 stato fatto) e seguiranno i partecipanti per almeno vent&#8217;anni, monitorando l&#8217;insorgenza di tumori e altri effetti sulla salute. I risultati definitivi, dunque, non arriveranno presto; nel frattempo, dobbiamo affidarci a quelli che la ricerca ha gi\u00e0 prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tatuaggi, linfonodi e tumori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finora l&#8217;attenzione si \u00e8 concentrata soprattutto sui linfomi, che colpiscono i linfociti (un tipo di globuli bianchi) e si localizzano tipicamente nei linfonodi. Uno studio pubblicato due anni fa su eClinicalMedicine ha rilevato che il rischio di ammalarsi \u00e8 circa il 20% pi\u00f9 alto nelle persone tatuate che in quelle che non lo sono, forse perch\u00e9 le sostanze contenute negli inchiostri tendono ad accumularsi proprio nei linfonodi. \u00abIl problema dell&#8217;accumulo tuttavia si pone per i tatuaggi che interessano vaste aree del corpo, perch\u00e9 deve esserci una quantit\u00e0 sufficiente di pigmento affinch\u00e9 ci\u00f2 accada\u00bb, spiega Antonio Costanzo, responsabile della Dermatologia all&#8217;Istituto Clinico Humanitas, che sul legame con i tumori precisa: \u00abNon esiste una statistica sufficientemente solida per confermarlo; dobbiamo aspettare ulteriori studi, che chiariscano anche i meccanismi biologici eventualmente coinvolti\u00bb. Mauro Alaibac, direttore della Clinica dermatologica dell&#8217;Azienda ospedaliera di Padova, concorda: \u00abNel loro insieme, gli studi disponibili non evidenziano un aumento del rischio oncologico. Riguardo ai tumori della pelle, esiste per\u00f2 la possibilit\u00e0 che il tatuaggio copra nei o lesioni, rendendo difficile intercettare e trattare per tempo melanomi e altre forme\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGuarire\u00bb dai piercing<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se dal punto di vista oncologico i dati attuali non destano particolari preoccupazioni, merita invece attenzione la presenza di certe patologie pregresse. \u00abIn linea generale, i pazienti tatuati con problemi dermatologici sono una rarit\u00e0, ma la psoriasi pu\u00f2 essere indotta o aggravata da microtraumi, e il tatuaggio rientra proprio in questa categoria di stimoli\u00bb, continua Alaibac. Alcune questioni specifiche riguardano poi chi ama i piercing: le allergie al nichel e ad altri metalli possono causare dermatiti anche severe (i materiali pi\u00f9 sicuri sono il titanio medicale e l&#8217;oro ad alta caratura), mentre la guarigione dalla lesione e la cicatrizzazione pu\u00f2 richiedere tempo. I piercing alla cartilagine impiegano anche 12 mesi&nbsp;&nbsp;per guarire, mentre quelli in aree molto mobili o superficiali sono pi\u00f9 soggetti al rigetto, processo irreversibile in cui il corpo espelle progressivamente il gioiello, lasciando una cicatrice. Un altro osservato speciale \u00e8 poi il rischio infezioni, che esiste, ma \u00ab\u00e8 circoscritto e strettamente legato alla capacit\u00e0 degli operatori di adottare gli accorgimenti necessari a scongiurarle\u00bb, spiega l&#8217;esperto. Epatite B, epatite C e HIV possono essere trasmessi attraverso strumenti non adeguatamente sterilizzati: l&#8217;unico metodo davvero efficace \u00e8 la sterilizzazione in autoclave, che deve essere certificata e documentata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se poi mi pento?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la popolarit\u00e0 dei tatuaggi, non sono poche le persone che, a un certo punto della loro vita, si pentono di averli fatti e desiderano cancellarli. In Italia le richieste sono circa 14.000 all&#8217;anno, e riguardano soprattutto tatuaggi fatti in giovane et\u00e0 o quelli che non ci rappresentano pi\u00f9. La rimozione laser \u00e8 oggi una procedura consolidata, ma va eseguita da medici e richiede tempo. Il meccanismo \u00e8 preciso: \u00abIl fascio di luce concentrato colpisce il pigmento e lo frantuma in parti pi\u00f9 piccole, che possono essere assorbite dai macrofagi (cellule del sistema immunitario, ndr)\u00bb, spiega Antonino Di Pietro, dermatologo presso il Gruppo San Donato. Il risultato dipende dalla profondit\u00e0 del tatuaggio e dalla concentrazione degli inchiostri, mentre resta aperta una questione che Di Pietro definisce \u00abun grande punto di domanda\u00bb: le microparticelle trasportate dai macrofagi infatti finiscono anch&#8217;esse nei linfonodi, e \u00abin questo momento non ci sono studi o dati per accertarsi che possano dare problemi o no\u00bb, spiega l&#8217;esperto. La rimozione inoltre \u00e8 un percorso lungo: per cancellare un tatuaggio occorrono almeno diciotto mesi, con sedute ogni sei-otto settimane, al costo di 80-400 euro ciascuna. \u00c8 sconsigliato farlo in estate \u2013 perch\u00e9 il sole interferisce con il laser \u2013 e prima e dopo ogni seduta sono obbligatorie precauzioni rigide sulla protezione solare, pena alterazioni permanenti della pigmentazione. I rischi pi\u00f9 comuni restano lievi: variazioni di pigmentazione, residui di colore nei tatuaggi multicolore molto saturi, occasionali reazioni allergiche agli inchiostri che vengono liberati nel processo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristina Da Rold<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bastano pochi gradi in pi\u00f9 per scoprire quanto sia cambiata, nel giro di una generazione, la pelle di chi ci sta intorno. In spiaggia, in piscina o per strada d&#8217;agosto, i tatuaggi e i piercing che i mesi freddi tenevano nascosti tornano visibili. 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