{"id":1000034536,"date":"2026-09-02T21:17:25","date_gmt":"2026-09-03T00:17:25","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034536"},"modified":"2026-09-02T21:17:26","modified_gmt":"2026-09-03T00:17:26","slug":"conte-schlein-la-guerra-e-gia-iniziata-e-psicodramma-campo-largo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034536","title":{"rendered":"Conte-Schlein, la guerra \u00e8 gi\u00e0 iniziata: \u00e8 psicodramma campo largo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro che campo largo. Qui, a forza di allargarlo, rischiano semplicemente di farlo esplodere. Perch\u00e9 Pd, Movimento 5 Stelle e cespugli vari della futura coalizione anti-Meloni sembrano essere d\u2019accordo sostanzialmente su una cosa sola: che Giorgia Meloni deve andare a casa. Sul resto, buio pesto. Non c\u2019\u00e8 ancora un programma comune, non \u00e8 chiaro chi debba guidare l\u2019alleanza e adesso scopriamo che non riescono neppure a stabilire la regola con cui scegliere il candidato premier.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuseppe Conte, almeno, ha deciso di mettere le carte sul tavolo. E le carte dicono che al Movimento 5 Stelle non va affatto bene l\u2019idea secondo cui il partito pi\u00f9 forte della coalizione possa automaticamente esprimere il leader. Tradotto: se il Pd arriva primo, Elly Schlein non pu\u00f2 semplicemente prendere le chiavi del campo largo e accomodarsi alla guida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSe l\u2019unica possibilit\u00e0 che ci viene offerta \u00e8 dire che il partito pi\u00f9 forte prende tutto, questa \u00e8 una cosa che nel momento in cui si sta costruendo un\u2019alleanza con forze politiche che hanno diverse sensibilit\u00e0 non \u00e8 sostenibile\u201d, ha spiegato Conte a La7. E ancora: \u201cTutte le altre forze sarebbero automaticamente degradate a cespugli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che i cespugli, nel frattempo, litigano persino sul metodo. Conte vuole le primarie e considera ormai \u201cstucchevole e snervante\u201d il dibattito interno: \u201cSe non le vogliono, ce lo dicano\u201d. Come racconta Repubblica, dentro il campo largo cresce infatti il timore che una sfida Schlein-Conte ai gazebo possa trasformarsi in una guerra fratricida, lasciando sul terreno elettori scontenti e ferite difficili da rimarginare proprio alla vigilia delle Politiche. E non \u00e8 esattamente un dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonio Decaro propone di fare l\u2019esatto contrario: prima il programma, poi possibilmente un candidato condiviso e soltanto in caso di fallimento le primarie. Eugenio Giani si domanda addirittura quale senso possano avere le primarie con l\u2019attuale legge elettorale. Nicola Fratoianni, invece, sembra aver perso la pazienza: \u201cDobbiamo smetterla di perdere tempo\u201c, perch\u00e9 agli italiani, sostiene, interessa sapere cosa far\u00e0 il centrosinistra se vincer\u00e0, non \u201cchi deve fare il capo\u201d. Appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 mentre discutono da settimane su chi debba fare il capo, ancora non si capisce bene che cosa dovrebbe fare questo eventuale governo. Il programma comune non c\u2019\u00e8. Il Movimento 5 Stelle presenter\u00e0 il proprio soltanto alla kermesse di Milano del 19 e 20 settembre. Nel frattempo il tavolo della coalizione pu\u00f2 attendere. E cos\u00ec l\u2019alleanza che dovrebbe presentarsi agli italiani come alternativa \u201ccoerente e solida\u201d alla Meloni non ha ancora deciso n\u00e9 cosa pensa n\u00e9 chi la guida n\u00e9 come scegliere chi la guider\u00e0. Un dettaglio abbastanza curioso per chi punta a governare il Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conte, peraltro, contesta anche il modello del centrodestra. Da quelle parti la regola \u00e8 semplice: normalmente il partito che prende pi\u00f9 voti esprime il candidato premier. Secondo il leader pentastellato funziona perch\u00e9 \u00e8 una regola consolidata e perch\u00e9, nel corso degli anni, la leadership pu\u00f2 passare da un partito all\u2019altro. Nel campo largo, invece, applicarla significherebbe secondo lui condannare tutti gli altri a un ruolo subordinato. Ed eccoci al punto. Altro che grande coalizione gi\u00e0 pronta a sfidare Meloni. Siamo ancora alla discussione preliminare sulle istruzioni per il montaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schlein, prudentemente, prova a cambiare argomento e torna ad attaccare il governo sul costo della vita. Comprensibile. Perch\u00e9 guardare dentro casa propria in questo momento potrebbe essere piuttosto complicato. Il centrosinistra vuole convincere gli italiani di essere pronto a governare. Ma prima dovrebbe convincere s\u00e9 stesso di essere davvero un\u2019alleanza. Per ora assomiglia molto di pi\u00f9 a una polveriera: Conte non vuole farsi comandare dal Pd, nel Pd non tutti vogliono le primarie, Fratoianni non vuole perdere altro tempo e nessuno ha ancora scritto un programma condiviso. Manca praticamente tutto. Tranne la certezza di voler battere Meloni. Che per\u00f2, pi\u00f9 che un programma di governo, sembra ancora l\u2019unico collante disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altro che campo largo. Qui, a forza di allargarlo, rischiano semplicemente di farlo esplodere. 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