{"id":1000034425,"date":"2026-08-31T15:24:55","date_gmt":"2026-08-31T18:24:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034425"},"modified":"2026-08-31T15:24:56","modified_gmt":"2026-08-31T18:24:56","slug":"italiani-allestero-strapazzati-come-le-uova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034425","title":{"rendered":"Italiani all\u2019estero strapazzati come le uova"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019approssimarsi delle elezioni per il rinnovo dei COMITES ritorna a galla il tema dell\u2019esercizio pieno della cittadinanza e del voto. I due sono strettamente legati l\u2019un con l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema parte da lontano. Nella prima settimana di Marzo dell\u2019anno passato la trasmissione RAI \u201cPresa Diretta\u201d ha messo il dito nella piaga delle cittadinanze italiane, guarda caso dando l\u2019esempio non proprio edificante del Brasile. Ahim\u00e9, io vivo in Brasile a Porto Alegre e sono perfettamente cosciente di tutto ci\u00f2. Persone intervistate in fila davanti ai consolati senza parlare una sola parola di italiano, neanche sapendo chi fosse il Presidente della Repubblica e ammettendo candidamente la ricerca del (solo) passaporto per viaggiare in quei paesi dove il passaporto europeo apre le porte. Inoltre la stessa trasmissione mostr\u00f2 impietosamente il business miliardario delle agenzie attuanti in Italia e Brasile non sempre pulito, i piccoli comuni quasi tutti del nordest Italia con gli uffici anagrafici al collasso cos\u00ec come in collasso il Tribunale di Venezia. Purtroppo, mostrando come il business della cittadinanza italiana equivalesse a un problema di polizia giudiziaria: false residenze, false dichiarazioni, falsi documenti e perfino falsi certificati di battesimo (!). E molti soldi, molti davvero quando una pratica per la cittadinanza italiana con un\u2019agenzia pu\u00f2 arrivare a diecimila Euro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione era nota da tempo. Ma a fronte di questa inchiesta televisiva il Ministro degli Esteri \u00e8 intervenuto con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristalli. Il D.L. pubblicato dal Governo Italiano che \u00e8 associato al suo nome (decreto Tajani) praticamente ha stravolto completamente le modalit\u00e0 di acquisto della cittadinanza \u201cjure sanguinis\u201d. Ha scatenato la rivolta di tutte le associazioni italiane e di discendenti italiani sparse nel mondo, segnatamente in Sud America dove gli oriundi sono numerosissimi e dove le liste di attesa nei consolati erano stracolme in attesa della chiamata per la presentazione dei documenti. La rivolta \u00e8 ancora forte e viva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019epoca c\u2019era all\u2019analisi della commissione affari costituzionali del Senato la proposta di legge Menia che proponeva di mettere ordine alle cittadinanze collocando limiti all\u2019ascendente che desse il diritto automatico alla richiesta di cittadinanza.&nbsp;&nbsp;E comunque oltre il limite di un bisnonno, la proposta di legge chiedeva solo di passare un anno di residenza in Italia cos\u00ec che il richiedente si impregnasse di cosa fosse l\u2019Italia di oggi differente da quella di fine secolo XIX del suo avo. In ogni caso la proposta contemplava la richiesta del certificato di conoscenza della lingua italiana.&nbsp;&nbsp;Per far s\u00ec che il cittadino italiano si possa esprimere in italiano, comprendere la lingua e potersi a sua volta esprimersi ed essere compreso. In linea con quanto prevedono gli altri paesi europei. Non un turista con il passaporto italiano ma un cittadino, con uguali doveri e diritti degli italiani in madrepatria. Lo stesso consigliere CGIE Petruzziello disse che aveva nostalgia della proposta Menia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sarebbe potuto votare ed approvare quella legge piuttosto che approvare quel D.L.&nbsp;&nbsp;confusionario e vessatorio. Purtroppo cos\u00ec non \u00e8 stato e alla data odierna le cittadinanze vengono emesse con ricorso ai tribunali italiani, ricorso che ottiene lo scopo. Ma costa. Quindi poco \u00e8 cambiato. Rimane il tema sinistro e molto contorto della trasmissibilit\u00e0 che introduce il cavallo di troia dello \u201cjus soli\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste in Italia un partito trasversale contrario alle cittadinanze all\u2019estero. Fra gli argomenti usati vi \u00e8 quello della mancata conoscenza dell\u2019Italia e della sua lingua da parte dei neocittadini.&nbsp;&nbsp;Purtroppo qui il tema della lingua italiana e della sua scarsa conoscenza persiste. E gli esempi istituzionali non mostrano nulla di buono, anzi. I vari Comites non pubblicano n\u00e9 si comunicano in italiano, e dire che i Comites sono stati istituiti con legge italiana per rappresentare i cittadini italiani. Io stesso candidato a queste elezioni Comites e, pur fluente in portoghese, sono trattato con disappunto per esprimermi in italiano e pretendere che si usi sempre di pi\u00f9 l\u2019italiano. Viene da constatare che gli stessi Comites che hanno protestato veementemente contro il D.L. Tajani non fanno assolutamente nulla per togliere argomenti a chi \u00e8 contro le cittadinanze italiane agli oriundi. Al contrario, non fanno altro che dare ragione a questo partito trasversale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora arrivano le elezioni per il rinnovo dei Comites. E qui siamo arrivati al paradosso. Da parte dell\u2019Italia negli ultimi anni si \u00e8 puntato l\u2019indice sulla bassa partecipazione al voto degli italiani residenti all\u2019estero. Forse \u00e8 vero, ma mi viene da chiedere cosa abbia fatto l\u2019Italia, dopo la morte di Tremaglia, per avvicinare le due sponde: madrepatria e comunit\u00e0 italiane sparse nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) Innanzitutto, per esprimere il suo voto il cittadino italiano residente in una circoscrizione consolare deve fare richiesta espressa al Consolato. Fast It \u00e8 una chimera, si dovr\u00e0 richiedere via e-mail. Avranno i consolati la capacit\u00e0 di smistare migliaia di messaggi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) Poi viene il tema delle firme dei sottoscrittori di lista, qui a Porto Alegre duecento ne sono richieste. Il cittadino si deve recare al Consolato e firmare in presenza di un funzionario consolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte italiana si segnala che la partecipazione al voto all\u2019estero \u00e8 bassa. Quindi l\u2019elettorato attivo per chi risiede all\u2019estero non \u00e8 pi\u00f9 un diritto in senso lato, il cittadino italiano residente all\u2019estero non riceve automaticamente la scheda elettorale come in Italia ma deve farne richiesta al Consolato. Quindi si viola apertamente il diritto elementare all\u2019uguaglianza previsto dalla Costituzione. Verrebbe da chiedersi se una norma del genere fosse introdotta in Italia dove l\u2019astensione dal voto \u00e8 in forte crescita quale risultato si otterrebbe. Un fracasso, ci sarebbe da piangere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda le firme dei sottoscrittori anche qui un ostacolo. Lo Stato del Rio Grande do Sul dove vivo \u00e8 grande come l\u2019Uruguay. Con quattro volte la popolazione e con oltre 130.000 cittadini maggiori d\u2019et\u00e0: elettori. Come si pu\u00f2 pretendere che un cittadino italiano animato dalle migliori intenzioni faccia centinaia di chilometri e perda una giornata di lavoro per sottoscrivere una lista? Lo stesso per tutte le altre circoscrizioni consolari, immaginando il Messico e la Colombia. \u00c8 stata inviata una lettera al ministero degli esteri, ai parlamentari eletti nella circoscrizione estero, ai consiglieri CGIE proprio su questo tema. Segnalando che una tale follia limita l\u2019esercizio al diritto al voto si richiedeva che quanto meno ci\u00f2 potesse essere disbrigato presso i Consolati onorari, mantenendo il rispetto alle disposizioni normative vigenti. La risposta iniziale del ministero \u00e8 stata negativa. Poi al novantesimo minuto qui \u00e8 stata trovata la soluzione salomonica: i consolati manderanno in date prestabilite i funzionari nei consolati onorari per accettare le firme dei sottoscrittori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia ufficiale punta il dito contro la scarsa partecipazione degli italiani al voto additandoli come italiani di serie B. Ma l\u2019atteggiamento italiano e del ministero degli esteri non fa altro che allontanare le comunit\u00e0 italiane dalla madrepatria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi, come me, ha partecipato con i CTIM alla battaglia di Tremaglia questo \u00e8 avvilente. E lui, il buon Mirko, si rivolta nella tomba a vedere che scempio che ne \u00e8 stato fatto della legge di riforma dei Comites: anzich\u00e9 avvicinare le due Italie le allontana sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Stefano Calcara<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019approssimarsi delle elezioni per il rinnovo dei COMITES ritorna a galla il tema dell\u2019esercizio pieno della cittadinanza e del voto. I due sono strettamente legati l\u2019un con l\u2019altro. Il tema parte da lontano. 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