{"id":1000034413,"date":"2026-08-29T11:50:35","date_gmt":"2026-08-29T14:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034413"},"modified":"2026-08-29T11:50:37","modified_gmt":"2026-08-29T14:50:37","slug":"putin-prepara-il-contraccolpo-missili-su-kiev-e-minacce-alle-basi-britanniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034413","title":{"rendered":"Putin prepara il contraccolpo: missili su Kiev e minacce alle basi britanniche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diplomazia si ferma, i missili tornano a parlare. La Russia starebbe valutando una nuova escalation della guerra in Ucraina, con attacchi condotti attraverso potenti missili balistici convenzionali contro Kiev, compreso il centro della capitale, e contro infrastrutture strategiche situate in altre citt\u00e0 del Paese. A riferirlo \u00e8 Bloomberg, sulla base delle informazioni raccolte da fonti vicine al Cremlino. Il possibile cambio di passo arriverebbe dopo lo stallo dei negoziati. Le distanze tra Mosca e Kiev restano profonde e, secondo le fonti, i tentativi di raggiungere un accordo avrebbero sostanzialmente riportato le parti al punto di partenza. Vladimir Putin non sarebbe intenzionato a fermare le operazioni militari n\u00e9 per effetto delle sanzioni occidentali n\u00e9 in seguito agli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi e reti logistiche russe. Al Cremlino si starebbe inoltre rafforzando la convinzione che le incursioni compiute dall\u2019Ucraina sul territorio russo siano sostenute direttamente dai Paesi della Nato, attraverso la fornitura di armi, informazioni di intelligence e assistenza militare. Da qui anche il nuovo avvertimento rivolto al Regno Unito. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha minacciato possibili rappresaglie contro \u201cqualsiasi installazione militare britannica\u201d presente in Ucraina e, eventualmente, anche fuori dal territorio ucraino. La risposta di Mosca sarebbe legata all\u2019impiego di armamenti forniti da Londra negli attacchi condotti da Kiev in Russia. Putin, intervenendo nel fine settimana con la televisione di Stato, ha minimizzato le conseguenze delle incursioni ucraine sull\u2019economia russa e promesso un \u201ccontraccolpo\u201d contro i settori pi\u00f9 sensibili dell\u2019Ucraina. \u201cL\u2019Ucraina ha aperto questo vaso di Pandora\u201d, ha dichiarato il presidente russo, lasciando intendere che Mosca disponga ancora di un ampio margine per aumentare la pressione militare. Sul fronte diplomatico, gli sforzi americani non hanno finora prodotto risultati. Il Cremlino avrebbe ormai accantonato l\u2019ipotesi di un\u2019intesa maturata tra Putin e Donald Trump durante il vertice di Anchorage dello scorso agosto. Il possibile compromesso avrebbe previsto pressioni statunitensi su Kiev affinch\u00e9 cedesse alla Russia la regione orientale di Donetsk. L\u2019Ucraina ha per\u00f2 sempre respinto la richiesta di consegnare a Mosca la fascia fortificata di citt\u00e0 che le truppe russe non sono riuscite a conquistare interamente neppure dopo anni di combattimenti. Anche Washington ha ridimensionato la ricostruzione russa dei colloqui. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva gi\u00e0 chiarito a giugno che gli Stati Uniti non condividevano quella lettura, mentre a luglio aveva parlato della necessit\u00e0 di elaborare \u201cnuovi concetti\u201d per superare lo stallo. In questo scenario si inserisce la missione a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, che marted\u00ec ha incontrato il capo dell\u2019intelligence estera russa Sergei Naryshkin. I contenuti del colloquio non sono stati resi pubblici. Naryshkin ha parlato di un incontro ordinario, dedicato a questioni di competenza delle rispettive agenzie. Secondo il Wall Street Journal, per\u00f2, Ratcliffe avrebbe anche avvertito il Cremlino sulle conseguenze di un eventuale attacco contro un Paese della Nato. Nuove valutazioni dell\u2019intelligence americana indicano infatti che Putin potrebbe tentare, nei prossimi anni, di mettere alla prova la tenuta dell\u2019Alleanza con un\u2019azione circoscritta: da un\u2019offensiva informatica a una piccola incursione terrestre, probabilmente contro uno Stato baltico. Nei calcoli di Mosca potrebbe rientrare anche la carenza di munizioni occidentali, aggravata dal loro impiego nel conflitto con l\u2019Iran. Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero intanto tornare nella capitale russa dopo otto mesi di assenza e potrebbero successivamente raggiungere Kiev. Nessuna data ufficiale \u00e8 stata per\u00f2 ancora comunicata. Mosca ha per\u00f2 respinto la ricostruzione americana. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito \u201cstorie allarmistiche\u201d le ipotesi di un possibile attacco russo contro un Paese della Nato, sostenendo che non abbiano \u201cnulla a che vedere con la realt\u00e0 n\u00e9 con le intenzioni della Russia\u201d. Secondo Peskov, sarebbero invece gli Stati europei a condurre una politica \u201caggressiva\u201d nei confronti di Mosca. Anche Donald Trump ha escluso che la missione di Ratcliffe fosse legata a minacce contro l\u2019Alleanza atlantica, descrivendo la visita come \u201cquasi di routine\u201d e collegandola piuttosto agli sforzi per fermare la guerra in Ucraina. Si \u00e8 trattato comunque del primo viaggio conosciuto di un direttore della Cia in Russia dal novembre 2021, quando William Burns raggiunse Mosca pochi mesi prima dell\u2019invasione. Naryshkin ha a sua volta ridimensionato la portata dell\u2019incontro, spiegando che i contatti tra i vertici dei servizi rientrano nella normale attivit\u00e0 delle agenzie. Le rassicurazioni arrivano mentre diversi Paesi della Nato accusano la Russia di sabotaggi, operazioni di spionaggio e azioni di guerra ibrida, oltre alle intrusioni di droni o missili denunciate da Polonia e Romania. Accuse che il Cremlino continua a respingere. Resta infine il nodo nucleare. La nuova spirale di attacchi avrebbe riaperto tra i falchi russi il dibattito sull\u2019eventuale utilizzo di ordigni tattici come misura estrema. Al momento, tuttavia, non emergono segnali concreti di preparativi in questa direzione. Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, considera il rischio \u201cestremamente basso\u201d: finch\u00e9 il Cremlino potr\u00e0 intensificare gli attacchi convenzionali, avrebbe pochi motivi per oltrepassare la soglia nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diplomazia si ferma, i missili tornano a parlare. La Russia starebbe valutando una nuova escalation della guerra in Ucraina, con attacchi condotti attraverso potenti missili balistici convenzionali contro Kiev, compreso il centro della capitale, e contro infrastrutture strategiche situate in altre citt\u00e0 del Paese. 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