{"id":1000034364,"date":"2026-08-27T19:14:19","date_gmt":"2026-08-27T22:14:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034364"},"modified":"2026-08-27T19:14:20","modified_gmt":"2026-08-27T22:14:20","slug":"carburanti-in-arrivo-la-proroga-degli-sconti-sul-diesel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034364","title":{"rendered":"Carburanti, in arrivo la proroga degli sconti sul diesel"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo prova a disinnescare il conto alla rovescia sul caro-carburanti. La prima risposta arriver\u00e0 con una breve proroga delle misure attualmente in vigore. Quella definitiva, invece, dovrebbe assumere la forma di un intervento pi\u00f9 selettivo, concentrato sulle fasce di reddito maggiormente esposte agli aumenti. \u00c8 questa la linea emersa dalla riunione di oggi a Palazzo Chigi, convocata mentre si avvicina la scadenza delle accise mobili sul diesel. Al tavolo hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell\u2019Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Un vertice necessario per fare il punto sulle risorse disponibili e individuare una soluzione che protegga famiglie e automobilisti senza aprire una voragine nei conti pubblici. Il passaggio immediato \u00e8 atteso gi\u00e0 domani, quando si riunir\u00e0 un nuovo Consiglio dei ministri. L\u2019orientamento dell\u2019esecutivo \u00e8 quello di prorogare per alcuni giorni gli strumenti gi\u00e0 operativi, evitando cos\u00ec che la loro scadenza produca un aumento improvviso del prezzo alla pompa. Si tratter\u00e0, per\u00f2, soltanto di una misura-ponte. \u201cDomani \u00e8 previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure gi\u00e0 in vigore, cos\u00ec da consentire al Governo di lavorare a un intervento pi\u00f9 mirato\u201d, spiegano fonti di Palazzo Chigi. L\u2019esecutivo vuole dunque guadagnare il tempo necessario per definire coperture, platea dei beneficiari e modalit\u00e0 di applicazione del nuovo sostegno. La direzione politica appare gi\u00e0 tracciata. Palazzo Chigi punta a superare, almeno in parte, la logica dello sconto generalizzato, che garantisce lo stesso beneficio indipendentemente dal reddito, per destinare le risorse soprattutto a chi risente maggiormente dei rincari. \u201cQuella in scadenza domani \u2013 aggiungono le stesse fonti \u2013, dunque, non sar\u00e0 la misura definitiva, ma servir\u00e0 a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L\u2019obiettivo \u00e8 predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno pi\u00f9 bisogno del sostegno dello Stato, rendendo cos\u00ec l\u2019intervento pi\u00f9 efficace e selettivo\u201d. Fino alla mezzanotte di domani resteranno in vigore le accise mobili da 17 centesimi sul diesel. La proroga dovrebbe evitare il vuoto, ma non risolver\u00e0 ancora il nodo principale: quanto durer\u00e0 il nuovo sostegno e, soprattutto, dove saranno recuperate le risorse necessarie. Perch\u00e9 ogni intervento sul prezzo dei carburanti produce un costo immediato per lo Stato. A ricordarlo \u00e8 stato il ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che nelle ultime ore aveva mantenuto una linea di estrema prudenza: \u201cNon escludo e non confermo niente. Ma con onest\u00e0 dico che non si pu\u00f2 aggiungere un miliardo al mese di tasse degli italiani, la matematica \u00e8 matematica\u201d. Il punto, dunque, non \u00e8 soltanto decidere se intervenire, ma stabilire chi debba essere aiutato e per quanto tempo. Proprio per questo il governo valuta anche soluzioni differenti rispetto alla semplice riduzione delle accise. Tra le ipotesi figura quella di introdurre \u201cagevolazioni per singoli settori o sistemi di consumo\u201d, concentrando il sostegno sulle categorie produttive maggiormente dipendenti dal carburante o sui nuclei economicamente pi\u00f9 fragili. A complicare il quadro restano le tensioni internazionali. L\u2019instabilit\u00e0 nel Golfo Persico e le oscillazioni legate allo Stretto di Hormuz impongono un monitoraggio continuo delle quotazioni energetiche. Il governo deve quindi costruire una misura sufficientemente robusta da reggere a eventuali nuovi aumenti, senza trasformarla in una spesa permanente e difficilmente sostenibile. Non potr\u00e0 essere utilizzata per abbassare benzina, diesel e bollette neppure la clausola europea di flessibilit\u00e0 sull\u2019energia. La proposta formale dell\u2019Italia dovrebbe arrivare intorno alla met\u00e0 di settembre, dopo un confronto tra Pichetto Fratin, Meloni e Giorgetti. Per Roma vale circa 14 miliardi, ma le relative risorse dovranno essere destinate agli investimenti energetici e non agli sconti immediati sui consumi. Solo dopo il dossier interno emerge la questione europea. Italia, Spagna, Germania, Portogallo, Polonia e Austria avevano chiesto a Bruxelles di valutare una tassa comune sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, nel tentativo di reperire nuove risorse senza lasciare ogni governo da solo davanti all\u2019emergenza. La risposta della Commissione, per\u00f2, ha rimandato la palla alle capitali: \u201cLa tassazione degli extraprofitti \u00e8 di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale\u201d. Bruxelles ha inoltre ricordato che i governi possono gi\u00e0 utilizzare i propri strumenti fiscali, secondo quanto previsto dalla comunicazione AccelerateEU del 22 aprile. Una posizione formalmente ineccepibile, ma politicamente piuttosto comoda. L\u2019Unione indica obiettivi, vincoli e scadenze quando si parla di transizione ecologica. Quando sei Stati chiedono uno strumento comune per fronteggiare un\u2019emergenza che attraversa i confini nazionali, la risposta diventa improvvisamente: fate voi. Per il momento, dunque, il dossier rimane tutto nelle mani di Palazzo Chigi. Domani arriver\u00e0 la proroga necessaria a evitare lo stop delle misure. Subito dopo comincer\u00e0 la partita pi\u00f9 difficile, quella sull\u2019intervento selettivo e sulle relative coperture. Il governo cerca una soluzione che protegga chi ha davvero bisogno senza scaricare un altro miliardo al mese sui contribuenti. Da Bruxelles, invece, non arriver\u00e0 il paracadute sperato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo prova a disinnescare il conto alla rovescia sul caro-carburanti. La prima risposta arriver\u00e0 con una breve proroga delle misure attualmente in vigore. 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