{"id":1000034350,"date":"2026-08-27T11:04:47","date_gmt":"2026-08-27T14:04:47","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034350"},"modified":"2026-08-27T11:04:48","modified_gmt":"2026-08-27T14:04:48","slug":"dimagrire-perche-il-peso-si-blocca-dopo-le-prime-settimane-cosa-succede-davvero-al-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034350","title":{"rendered":"Dimagrire, perch\u00e9 il peso si blocca dopo le prime settimane? Cosa succede davvero al corpo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio sembra quasi troppo bello per essere vero. Si cambia alimentazione, si riducono le calorie, si cammina di pi\u00f9 e la bilancia comincia finalmente a scendere. Poi, dopo qualche settimana, qualcosa cambia: il peso rallenta, si ferma e a volte sembra non muoversi pi\u00f9 nonostante la dieta sia rimasta la stessa. \u00c8 uno dei momenti pi\u00f9 frustranti per chi cerca di dimagrire. Ed \u00e8 anche quello in cui molte persone pensano di avere un metabolismo \u201cbloccato\u201d, di dover tagliare ancora le calorie oppure di aver smesso improvvisamente di perdere grasso. In realt\u00e0, il rallentamento del peso durante un percorso di dimagrimento \u00e8 un fenomeno fisiologico abbastanza comune. Il corpo cambia man mano che perde peso e, di conseguenza, cambiano anche quanta energia consuma, quanto si muove spontaneamente e quanto appetito percepisce. Una revisione pubblicata nel 2026 sul Health Science Reports ha analizzato proprio il fenomeno del weight loss plateau, cio\u00e8 il plateau del dimagrimento, evidenziando come possa derivare da una combinazione di adattamenti metabolici, riduzione del dispendio energetico e aumento della fame. Ma c\u2019\u00e8 una cosa importante da capire: il fatto che la bilancia si fermi non significa necessariamente che il corpo abbia smesso di perdere grasso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 all\u2019inizio si perde peso cos\u00ec velocemente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle ragioni per cui le prime settimane possono dare risultati sorprendenti \u00e8 che il peso perso all\u2019inizio non corrisponde esclusivamente al grasso corporeo. Quando si riduce l\u2019apporto calorico e, soprattutto, quello di carboidrati, l\u2019organismo utilizza parte delle proprie riserve di glicogeno. Il glicogeno viene immagazzinato insieme all\u2019acqua e, quando le sue riserve diminuiscono, anche una certa quantit\u00e0 di liquidi viene persa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 nelle prime settimane la bilancia pu\u00f2 scendere rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che la dieta \u201cfunzioni meglio\u201d all\u2019inizio e poi improvvisamente smetta di funzionare. Significa semplicemente che la variazione del peso corporeo nelle prime fasi comprende acqua, glicogeno, contenuto intestinale e grasso, mentre successivamente la componente di grasso tende a rappresentare una parte pi\u00f9 importante della perdita. Per questo confrontare il calo della prima settimana con quello della decima pu\u00f2 essere fuorviante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo pesa meno e quindi consuma meno energia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 uno dei meccanismi pi\u00f9 semplici da capire. Un corpo pi\u00f9 leggero richiede generalmente meno energia per essere mantenuto e spostato. Se una persona pesa 90 chili e successivamente arriva a 80, il suo organismo non ha pi\u00f9 esattamente lo stesso dispendio energetico di prima. Camminare, salire le scale, muoversi durante la giornata e persino mantenere le funzioni dell\u2019organismo richiedono energia. Quando il peso diminuisce, il costo energetico di molte di queste attivit\u00e0 diminuisce a sua volta. Di conseguenza, lo stesso apporto calorico che inizialmente produceva un deficit potrebbe generare un deficit pi\u00f9 piccolo dopo diversi chili persi. Non \u00e8 quindi necessariamente il metabolismo che \u201csi rompe\u201d: in parte \u00e8 semplicemente cambiata la quantit\u00e0 di energia necessaria al nuovo corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metabolismo pu\u00f2 adattarsi alla perdita di peso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche un fenomeno pi\u00f9 complesso, chiamato adattamento metabolico o termogenesi adattativa. Durante una restrizione calorica, il dispendio energetico pu\u00f2 diminuire anche pi\u00f9 di quanto ci si aspetterebbe considerando esclusivamente la perdita di peso e di massa corporea. Una revisione scientifica ha analizzato 33 studi per un totale di 2.528 partecipanti e ha trovato segnali di termogenesi adattativa in numerosi lavori. Gli autori hanno per\u00f2 sottolineato che l\u2019entit\u00e0 dell\u2019effetto varia molto tra le persone e che negli studi metodologicamente pi\u00f9 solidi la riduzione aggiuntiva del dispendio energetico pu\u00f2 essere piccola o non statisticamente significativa. \u00c8 quindi scorretto dire che \u201cla dieta rallenta il metabolismo e impedisce di dimagrire\u201d. \u00c8 pi\u00f9 corretto affermare che l\u2019organismo mette in atto alcuni adattamenti che possono rendere progressivamente pi\u00f9 difficile mantenere lo stesso ritmo di perdita di peso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la fame pu\u00f2 aumentare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo non modifica soltanto il dispendio energetico. La restrizione calorica pu\u00f2 aumentare anche fame e appetito, rendendo pi\u00f9 difficile mantenere nel tempo lo stesso livello di deficit. La revisione del 2026 sul plateau del dimagrimento identifica proprio questa combinazione come uno dei meccanismi importanti: da una parte diminuisce il dispendio energetico, dall\u2019altra aumenta la spinta a mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che pu\u00f2 comparire un fenomeno molto comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una persona \u00e8 convinta di mangiare esattamente come all\u2019inizio della dieta, ma nel frattempo potrebbe aver iniziato ad aggiungere piccole quantit\u00e0 di cibo, assaggiare pi\u00f9 spesso, aumentare le porzioni o concedersi qualche extra nel weekend. Non necessariamente per mancanza di volont\u00e0. Mantenere un deficit calorico per mesi \u00e8 fisiologicamente e comportamentalmente pi\u00f9 difficile che farlo per alcune settimane. Ci si muove anche meno senza rendersene conto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 uno degli aspetti meno conosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutto il movimento quotidiano \u00e8 rappresentato da palestra, corsa o passeggiate programmate. Esiste anche il cosiddetto NEAT, cio\u00e8 la termogenesi dell\u2019attivit\u00e0 non associata all\u2019esercizio: camminare per casa, stare in piedi, muoversi mentre si parla, fare le faccende domestiche, cambiare posizione continuamente. Quando si mangia meno e si perde peso, pu\u00f2 succedere di muoversi spontaneamente un po\u2019 meno senza rendersene conto. La revisione del 2026 sul plateau indica proprio la riduzione del NEAT come una delle componenti che possono contribuire maggiormente alla diminuzione del dispendio energetico durante il dimagrimento. \u00c8 uno dei motivi per cui il semplice calcolo \u201cmangio X calorie e ne consumo Y\u201d pu\u00f2 diventare meno preciso nel corso di una dieta. Ma se la bilancia \u00e8 ferma, significa davvero che non sto dimagrendo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non necessariamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peso corporeo pu\u00f2 oscillare parecchio anche quando la quantit\u00e0 di grasso sta lentamente diminuendo. Acqua, sale, ciclo mestruale, allenamento, infiammazione muscolare, quantit\u00e0 di carboidrati consumati e contenuto intestinale possono modificare il numero sulla bilancia anche di diversi etti o pi\u00f9. Per questo una settimana senza variazioni non equivale automaticamente a un vero plateau. Il problema diventa pi\u00f9 evidente quando il peso rimane sostanzialmente stabile per un periodo pi\u00f9 lungo nonostante l\u2019aderenza al programma. La revisione del 2026 osserva che il plateau pu\u00f2 comparire tipicamente diversi mesi dopo l\u2019inizio di un percorso di perdita di peso, indicando circa 6-8 mesi come periodo frequente, pur con importanti differenze individuali. Quindi, se dopo tre settimane la bilancia rallenta, non significa necessariamente che si sia verificato un vero plateau metabolico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non bisogna tagliare immediatamente altre calorie<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il peso smette di scendere, la reazione pi\u00f9 intuitiva \u00e8 mangiare ancora meno. Ma non sempre \u00e8 la scelta migliore. Una restrizione eccessiva pu\u00f2 rendere pi\u00f9 difficile mantenere la dieta, aumentare la fame e favorire la perdita di massa magra. Una recente revisione del 2026 sugli interventi dietetici per la perdita di peso ha rilevato infatti una tendenza alla riduzione sia della massa magra sia del metabolismo a riposo, anche se l\u2019entit\u00e0 dei cambiamenti varia tra i diversi approcci. L\u2019obiettivo non dovrebbe quindi essere creare il deficit pi\u00f9 grande possibile. \u00c8 trovare un livello di restrizione sostenibile nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E le cosiddette \u201cdiet break\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni si \u00e8 parlato molto delle pause dalla dieta, cio\u00e8 periodi programmati nei quali si torna temporaneamente a un\u2019alimentazione di mantenimento. La teoria \u00e8 interessante: concedere al corpo una pausa dalla restrizione potrebbe attenuare alcuni adattamenti metabolici e rendere il percorso pi\u00f9 sostenibile. Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha analizzato 12 studi randomizzati per un totale di 881 partecipanti. I risultati hanno mostrato una riduzione del metabolismo a riposo pi\u00f9 evidente con la restrizione calorica continua rispetto ai protocolli con pause, suggerendo un possibile effetto sull\u2019adattamento metabolico. Tuttavia, la perdita di peso e di grasso non \u00e8 risultata significativamente diversa tra i due approcci. Insomma, la \u201cdiet break\u201d pu\u00f2 essere uno strumento interessante in alcuni percorsi, ma non \u00e8 una tecnica magica per far ripartire automaticamente la bilancia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche aumentare il movimento pu\u00f2 essere utile<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il corpo pesa meno, anche il consumo energetico legato al movimento diminuisce. Per questo mantenere un buon livello di attivit\u00e0 fisica durante il percorso pu\u00f2 essere importante. Camminare, fare attivit\u00e0 aerobica e soprattutto inserire esercizi di forza pu\u00f2 aiutare a preservare la massa muscolare mentre si perde peso. Non significa che bisogna allenarsi sempre di pi\u00f9. Anzi, l\u2019obiettivo dovrebbe essere costruire una quantit\u00e0 di movimento realistica e mantenibile. La ricerca sul dimagrimento mostra infatti che l\u2019esercizio fisico \u00e8 importante non soltanto per il consumo energetico, ma anche per la composizione corporea e il mantenimento dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peso non scende in linea retta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 questo il concetto pi\u00f9 importante. Ci immaginiamo il dimagrimento come una linea perfettamente inclinata verso il basso. Nella realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 simile a una strada con salite, discese, pause e oscillazioni. Una settimana si possono perdere 700 grammi, quella successiva soltanto 200, quella dopo ancora il peso pu\u00f2 rimanere identico. Poi improvvisamente la bilancia scende. Questo non significa necessariamente che il corpo abbia smesso di perdere grasso durante la settimana \u201cferma\u201d. Il peso corporeo \u00e8 una misura complessiva e non permette di distinguere immediatamente tra grasso, acqua, glicogeno e altri componenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bilancia non \u00e8 l\u2019unico parametro da osservare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante un percorso di dimagrimento pu\u00f2 essere utile guardare anche altri segnali. La circonferenza della vita, il modo in cui vestono i pantaloni, la composizione corporea e le prestazioni fisiche possono fornire informazioni aggiuntive. Questo \u00e8 particolarmente importante per chi fa allenamento di forza. \u00c8 possibile perdere grasso e contemporaneamente mantenere o aumentare parte della massa muscolare, con il risultato che la bilancia cambia poco mentre il corpo cambia comunque. Per questo un plateau apparente non dovrebbe essere interpretato esclusivamente attraverso il numero visualizzato sul display.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il peso si blocca davvero, cosa si pu\u00f2 fare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di modificare radicalmente la dieta, \u00e8 utile chiedersi se il plateau sia reale. Se il peso \u00e8 stabile da pochi giorni, probabilmente non c\u2019\u00e8 motivo di preoccuparsi. Se invece rimane invariato per diverse settimane, pu\u00f2 essere utile verificare porzioni, bevande, condimenti, snack, pasti fuori casa e attivit\u00e0 fisica, senza trasformare il controllo in un\u2019ossessione. Pu\u00f2 anche essere necessario rivalutare il fabbisogno energetico, perch\u00e9 un corpo pi\u00f9 leggero consuma meno rispetto a quello di partenza. In caso di obesit\u00e0, condizioni metaboliche o difficolt\u00e0 persistenti nel perdere peso, il percorso dovrebbe essere personalizzato con un medico o un professionista della nutrizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero obiettivo non \u00e8 dimagrire il pi\u00f9 velocemente possibile<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il plateau pu\u00f2 essere frustrante proprio perch\u00e9 ci aspettiamo che la perdita di peso continui alla stessa velocit\u00e0 per sempre. Ma il corpo non funziona come una calcolatrice. Con il passare delle settimane cambiano peso, fabbisogno energetico, attivit\u00e0 spontanea, fame e composizione corporea. \u00c8 quindi fisiologico che il ritmo del dimagrimento rallenti. La buona notizia \u00e8 che un rallentamento non significa necessariamente fallimento. La ricerca pi\u00f9 recente sul plateau conferma che si tratta di un fenomeno complesso, legato a una combinazione di adattamenti metabolici, comportamento, appetito, movimento e caratteristiche individuali. Per questo, quando la bilancia smette di scendere dopo le prime settimane, la cosa peggiore \u00e8 pensare immediatamente: \u201cIl mio metabolismo si \u00e8 bloccato\u201d. Molto pi\u00f9 probabilmente, il tuo organismo si sta adattando al nuovo peso e al nuovo livello di energia disponibile. E forse \u00e8 proprio qui che cambia il modo di affrontare una dieta: non cercando di costringere la bilancia a scendere sempre pi\u00f9 velocemente, ma costruendo un percorso abbastanza sostenibile da poter continuare anche quando il calo non \u00e8 pi\u00f9 spettacolare come nelle prime settimane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Claudia Montanari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio sembra quasi troppo bello per essere vero. 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