{"id":1000034318,"date":"2026-08-26T21:40:14","date_gmt":"2026-08-27T00:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034318"},"modified":"2026-08-26T21:40:15","modified_gmt":"2026-08-27T00:40:15","slug":"la-verita-sui-dublinanti-promemoria-per-smemorati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034318","title":{"rendered":"La verit\u00e0 sui \u201cdublinanti\u201d, promemoria per smemorati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri sono notoriamente gli unici a non tergiversare. Nel 2025, secondo Eurostat, l\u2019Europa ha chiesto all\u2019Italia di riprendersi 24.152 persone. L\u2019Italia, nello stesso anno, ha chiesto agli altri Stati europei di prendersene carico in misura di 5.279. Quasi cinque a uno. E c\u2019\u00e8 un dettaglio icastico: di quelle 24.152 richieste, nel 2025 ne sono state effettivamente eseguite verso l\u2019Italia appena 85. Il resto non si \u00e8 tradotto in trasferimenti. Un blocco che dura, salvo eccezioni, dalla fine del 2022. Ma la carta, prima o poi, presenta il conto. Come siamo diventati il ricettacolo degli indesiderabili d\u2019Europa? La memoria corta \u00e8 un\u2019arte nazionale. Rinfreschiamola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La genesi: Renzi e gli hotspot<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il 2014 e il 2016 il governo Renzi accett\u00f2 l\u2019architettura che ci saremmo portati dietro per due legislature europee. Con Triton, l\u2019operazione Frontex che nel novembre 2014 rimpiazz\u00f2 Mare Nostrum, si consolid\u00f2 una prassi operativa per cui le persone soccorse nel Mediterraneo centrale venivano sbarcate nei porti italiani. Non significa, giuridicamente, che la bandiera della nave determinasse automaticamente la responsabilit\u00e0 prevista da Dublino. Ma significava che l\u2019Italia diventava sistematicamente il luogo di sbarco, identificazione e registrazione. Poi arriv\u00f2 l\u2019approccio hotspot del 2015: fotosegnalamento sistematico, registrazione e rilevamento delle impronte. E qui il paradosso: quelle impronte non rendevano automaticamente l\u2019Italia il Paese competente, ma documentavano l\u2019ingresso e fornivano agli altri Stati europei una traccia utilizzabile per applicare i criteri di Dublino. Una firma digitale su ogni futuro dublinante. C\u2019\u00e8 un particolare che oggi suona come una beffa. Prima di quella svolta l\u2019Italia praticava il fotosegnalamento in maniera assai meno sistematica, e non sempre riusciva a identificare chi arrivava. Molte persone proseguivano quindi verso altri Paesi europei senza lasciare una traccia Eurodac utilizzabile per ricostruire il loro ingresso. Con l\u2019hotspot approach quella situazione cambi\u00f2 radicalmente: identificazione e impronte divennero parte strutturale della gestione degli arrivi. Perch\u00e9 accettammo di procedere alla schedatura sistematica? La tesi la formularono due voci non certo ostili a Renzi. Emma Bonino, da un\u2019area contigua: \u201cRenzi ha barattato i soccorsi in cambio della flessibilit\u00e0 sui conti\u201d. E rincar\u00f2: \u201cNel 2014-2016 si decise che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia. Lo abbiamo chiesto noi, l\u2019accordo l\u2019abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino\u201d. Le fece eco Valeria Fedeli, ministra del Pd: \u201cGiustamente abbiamo negoziato la flessibilit\u00e0, ma perch\u00e9 facevamo un\u2019operazione sugli immigrati\u201d. Renzi ha sempre negato che vi fosse un baratto diretto, e non esiste un documento che dimostri un accordo formale \u201cmigranti in cambio di flessibilit\u00e0\u201d. \u00c8 per\u00f2 documentato che Bruxelles riconobbe all\u2019Italia margini di bilancio aggiuntivi anche in relazione ai costi eccezionali provocati dall\u2019afflusso di rifugiati. Una cosa \u00e8 documentata; l\u2019altra resta una ricostruzione politica. Le coincidenze, comunque, restano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La grande promessa mancata<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In cambio della schedatura, l\u2019Europa promise di alleggerirci attraverso un programma straordinario di ricollocazione. All\u2019Italia erano stati assegnati 34.953 posti. Alla fine del programma, per\u00f2, dall\u2019Italia furono effettivamente ricollocate 12.706 persone: poco pi\u00f9 di un terzo. Gli altri posti rimasero inutilizzati. La solidariet\u00e0 europea, quella cogente, si ferm\u00f2 l\u00ec. Ed \u00e8 il vuoto pneumatico su cui, per un intero decennio, l\u2019attuale opposizione ha taciuto con ammirevole disciplina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il boomerang immaginario<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo a oggi. I trasferimenti ripartono, e non per un capriccio di Palazzo Chigi. Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo \u00e8 entrato in applicazione il 12 giugno 2026; il regolamento che sostituisce formalmente Dublino III, l\u2019AMMR, si applica da quella stessa data. La responsabilit\u00e0 dello Stato di primo ingresso per l\u2019ingresso irregolare viene inoltre estesa, in determinate condizioni, da dodici a venti mesi. E ripartono anche perch\u00e9 il 5 marzo la Corte di giustizia dell\u2019Unione, nel caso C-458\/24, nato da un rinvio di un tribunale tedesco, ha stabilito che uno Stato membro non pu\u00f2 sottrarsi unilateralmente agli obblighi derivanti dal sistema Dublino. Il rifiuto dello Stato responsabile non trasferisce automaticamente la responsabilit\u00e0 sull\u2019altro Stato, ma pu\u00f2 produrre conseguenze precise, fino a imporre allo Stato richiedente di esaminare la domanda in determinate circostanze. Era esattamente il terreno sul quale l\u2019Italia si era mossa dalla fine del 2022, quando aveva comunicato agli altri Stati di non essere temporaneamente in grado di accettare, salvo eccezioni, i trasferimenti Dublino. Eppure Matteo Renzi, oggi, grida all&#8217;\u201dautogol clamoroso\u201d e accusa Meloni di aver \u201crotto la solidariet\u00e0 europea\u201d sospendendo Schengen con la Spagna dopo Ceuta. Splendido: l\u2019uomo che contribu\u00ec a costruire il sistema di identificazione che oggi consente di documentare la responsabilit\u00e0 italiana rimprovera chi si trova a raccoglierne i cocci. Schlein parla di \u201cboomerang\u201d, Conte sentenzia che \u201ci rimpatri funzionano, ma contro di noi\u201d. Tutti impegnati a saldare due eventi privi di nesso giuridico: la sospensione temporanea dei controlli Schengen con la Spagna, gesto politico legato alla crisi di Ceuta, e i trasferimenti dei dublinanti, che discendono dalle regole europee sulla responsabilit\u00e0 delle domande d\u2019asilo e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. \u00c8 un\u2019abduzione senza premesse: si abbraccia la spiegazione pi\u00f9 comoda, non quella vera. Il punto dirimente \u00e8 un altro, e lo si sussurra appena. Per dieci anni il tema dei ricollocamenti mancati \u00e8 rimasto quasi completamente fuori dal dibattito politico italiano. Eppure all\u2019Italia erano stati assegnati 34.953 posti e ne furono utilizzati appena 12.706. Ora, mentre l\u2019Europa torna a chiedere all\u2019Italia di riprendersi le persone che considera di sua competenza, la politica riscopre il problema. Ma i due fenomeni non sono la stessa cosa: i ricollocamenti del 2015-2017 erano un meccanismo straordinario di solidariet\u00e0; i trasferimenti Dublino sono invece l\u2019applicazione delle regole europee sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019esame delle domande d\u2019asilo. Il paradosso \u00e8 che oggi l\u2019Italia si trova contemporaneamente a essere il Paese che nel 2025 ha ricevuto pi\u00f9 richieste Dublino di qualunque altro Stato europeo \u2014 24.152 \u2014 e quello che ne ha effettivamente ricevute attraverso un trasferimento appena 85. La festa della memoria selettiva \u00e8 servita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giulio Galetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri sono notoriamente gli unici a non tergiversare. Nel 2025, secondo Eurostat, l\u2019Europa ha chiesto all\u2019Italia di riprendersi 24.152 persone. L\u2019Italia, nello stesso anno, ha chiesto agli altri Stati europei di prendersene carico in misura di 5.279. 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