{"id":1000034233,"date":"2026-08-18T19:11:21","date_gmt":"2026-08-18T22:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034233"},"modified":"2026-08-18T19:11:23","modified_gmt":"2026-08-18T22:11:23","slug":"e-cominciato-il-repulisti-di-infantino-nella-fifa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034233","title":{"rendered":"\u00c8 cominciato il repulisti di Infantino nella Fifa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Kevin Lamour lo sapeva. Aveva calcolato il rischio, l\u2019aveva accettato consapevolmente, e ora il conto \u00e8 arrivato: il direttore operativo della FIFA \u00e8 stato licenziato dopo aver criticato apertamente il fallimentare piano di Gianni Infantino di vendere parte dei diritti dei Mondiali a investitori privati. Il manager francese, arrivato alla federazione meno di due anni fa dopo una lunga esperienza ai vertici della UEFA, si era espresso senza mezzi termini contro il progetto, sostenendo che l\u2019amministrazione FIFA fosse stata \u201cingannata\u201d e che il presidente \u201ccrede di incarnare la Fifa quando dovrebbe essere al suo servizio\u201d. Sapeva bene a cosa andava incontro: \u201cSe questo significa che perder\u00f2 il lavoro, che cos\u00ec sia. Capir\u00f2 e rispetter\u00f2 questa decisione. Almeno dormir\u00f2 sonni tranquilli stanotte\u201d. Chi conosce Lamour racconta per\u00f2 che quell\u2019uscita pubblica, quella presa di posizione cos\u00ec netta, non gli somigliava affatto. Non era da lui. Direttore operativo e numero tre della FIFA per quasi due anni, ma soprattutto figura di lungo corso ai vertici del calcio mondiale \u2013 attivo da oltre vent\u2019anni nel settore \u2013 Lamour, 45 anni, \u00e8 da sempre uno dei dirigenti francesi pi\u00f9 noti nell\u2019ambiente e al tempo stesso meno conosciuti al grande pubblico. Un uomo che ha sempre preferito muoversi nell\u2019ombra, e che avrebbe volentieri evitato questa improvvisa esposizione mediatica, scrive L\u2019Equipe nel ritratto che gli dedica. \u201c\u00c8 una persona brillante che non cerca i riflettori e non aspira alla fama. Bisogna interpretarlo come un\u2019espressione di totale esasperazione\u201d, dice William Gaillard, suo ex collega alla UEFA quando era principale consigliere di Michel Platini: Nei corridoi di Nyon circolavano da sempre dubbi sul suo reale ruolo. C\u2019era chi si chiedeva se non fosse semplicemente una marionetta di Platini. \u201cEra pi\u00f9 un addetto stampa che un segretario personale\u201d, ha ironizzato un ex dirigente. Si diceva anche fosse il figlio di Jean-Fran\u00e7ois Lamour, all\u2019epoca ministro dello Sport francese \u2013 voce che lui stesso ha sempre smentito con i nuovi colleghi: suo padre \u00e8 in realt\u00e0 Jean-Louis Lamour, ex direttore dello Stade Brestois, ispettore di polizia e responsabile della sicurezza della nazionale francese negli anni di Platini. Gaillard ricorda i suoi esordi accanto al presidente francese: \u201cCon Platini, all\u2019inizio, era un po\u2019 un factotum. Alle riunioni tutti parlavano, poi a un certo punto lui riassumeva tutto e spiegava che bisognava prendere una decisione. E nessuno batteva ciglio. Tutto filava liscio\u201d. In quel periodo, dietro Platini, Lamour formava un trio con Theodore Theodoridis- oggi segretario generale UEFA \u2013 e un certo Gianni Infantino, allora meticoloso stratega in ascesa. Il legame con Platini andava oltre il semplice rapporto professionale: Lamour lo accompagnava in ogni viaggio, e col tempo si svilupp\u00f2 una fiducia tale che l\u2019ex presidente UEFA arriv\u00f2 a considerarlo quasi un secondo figlio. \u201cAveva un talento per dire a Platini, e poi a Gianni, cose diverse senza essere scortese. La sua opinione veniva persino richiesta\u201d, racconta ancora Gaillard. \u201cQuesta \u00e8 la sua forza: \u00e8 molto calmo, elegante, non parla a voce alta, non fa scenate, non si mette in mostra. E non sembrava essersi montato la testa come tutti gli altri. Pi\u00f9 si sale nella gerarchia, pi\u00f9 bisogna indossare gli stivali da cowboy. \u00c8 stato proprio questo a rovinare Gianni. Kevin \u00e8 rispettato e apprezzato perch\u00e9 \u00e8 discreto e affidabile\u201d. Fu proprio un rigido codice di condotta personale a spingerlo alle dimissioni nel momento in cui vennero alla luce le accuse contro Platini, legate al presunto pagamento di due milioni di franchi svizzeri ricevuto da Sepp Blatter. \u201cLa questione non era se fosse legittimo o meno, ma il fatto che non ne fosse stato informato\u201d, spiega Gaillard. \u201c\u00c8 un uomo di principi. Ma ci vuole coraggio per lasciare tutto a 35 anni\u201d. La sua reputazione di uomo diplomatico, capace di mantenere equilibrio anche nei momenti di maggiore tensione, sembra essere universalmente riconosciuta: nessuno, tra chi lo ha conosciuto, \u00e8 riuscito a fornire un giudizio negativo sul suo conto. Nel 2024, dopo un lungo corteggiamento, Lamour fece infine ritorno alla FIFA. Rispondeva direttamente a Grafstr\u00f6m, operando allo stesso livello di Ars\u00e8ne Wenger e Jill Ellis per lo sviluppo, di Romy Gai per le questioni commerciali, e di Heimo Schirgi per l\u2019organizzazione dei Mondiali. Tra le sue priorit\u00e0 dichiarate: ricucire i rapporti con i sindacati dei calciatori, le leghe europee e, soprattutto, la UEFA \u2013 nel tentativo di ricomporre una frattura storica tra due istituzioni da sempre rivali, assicurandosi ad esempio che l\u2019organo di governo europeo non venisse a conoscenza di nuovi progetti FIFA dalla stampa, come purtroppo era gi\u00e0 accaduto in passato. Proprio quell\u2019ennesimo fallimento nella comunicazione tra le due federazioni sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Lamour, spingendolo a esporsi pubblicamente contro Infantino, consapevole dei rischi che questo comportava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Marini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Kevin Lamour lo sapeva. 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