{"id":1000034222,"date":"2026-08-18T18:09:10","date_gmt":"2026-08-18T21:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034222"},"modified":"2026-08-18T18:09:12","modified_gmt":"2026-08-18T21:09:12","slug":"lelettrico-imposto-da-bruxelles-si-schianta-contro-il-mercato-anche-porsche-alza-bandiera-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034222","title":{"rendered":"L\u2019elettrico imposto da Bruxelles si schianta contro il mercato: anche Porsche alza bandiera bianca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Porsche, secondo quanto riportato da WirtschaftsWoche (la principale rivista settimanale tedesca), starebbe preparando lo stop alla produzione del suo modello elettrico, la Taycan, entro il 2030. Non \u00e8 ancora un annuncio ufficiale definitivo ma pare esserci un\u2019intesa con il comitato aziendale che prevede un\u2019uscita graduale della produzione fino all\u2019addio definitivo. I numeri della Taycan parlano chiaro: dalle quasi 41.000 unit\u00e0 del 2023 si \u00e8 passati a circa 16.000 nel 2025 e a poco pi\u00f9 di 6.000 nel primo semestre 2026. L\u2019ammiraglia elettrica lanciata nel 2019, simbolo della spinta green del marchio di Stoccarda, non piace pi\u00f9 e forse evidentemente non ha mai convinto il mercato fino in fondo. Certamente il calo verticale delle vendite denota un crollo che non lascia spazio ad alcuna interpretazione ottimistica. E dunque ha senso citare una massima sempreverde: \u00e8 il mercato, bellezza! Se i clienti non comprano, continuare a parlare di transizione energetica e di green diventa un mero esercizio di propaganda. L\u2019elettrico, peraltro, \u00e8 stato inizialmente proposto come una svolta epocale per ridurre a zero le emissioni; questa visione per\u00f2 non teneva conto del fatto che la produzione delle batterie per le auto comporta emissioni elevatissime, consumo intensivo di materie di difficile approvvigionamento e soprattutto dipendenza da filiere quasi sempre concentrate in Asia. Il bilancio complessivo al netto dell\u2019affidabilit\u00e0 delle vetture, della loro autonomia e del loro ciclo di vita, resta controverso e certamente meno virtuoso di quanto si racconti nei comunicati ufficiali del green deal della cara Ursula Von Der Leyen. E il punto pi\u00f9 grave \u00e8 che questa crisi \u00e8 stata interamente innescata dalla politica scellerata di Bruxelles: per inseguire l\u2019elettrico, l\u2019Unione Europea ha imposto scadenze rigidissime sull\u2019abbandono dei motori a combustione, spingendo costruttori e filiere verso investimenti enormi senza verificare se la domanda reale ci sarebbe stata. Il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: una crisi nera del comparto automotive europeo fatta di stabilimenti sottoutilizzati, tagli occupazionali e ristrutturazioni. Volkswagen, Fiat e gli altri storici player perdono terreno mentre marchi cinesi (BYD in testa, ma non solo) conquistano quote del nostro mercato. Gli europei, quando scelgono, comprano spesso le proposte orientali, pi\u00f9 competitive su prezzo e offerta. Si \u00e8 di fatto regalata alla Cina una fetta importante di un settore strategico, frutto di un ragionamento folle che ha privilegiato l\u2019astratto del dogma ambientalista all\u2019economia. Quello della Taycan di Porsche non \u00e8 che l\u2019ennesimo triste esempio. L\u2019intero settore dell\u2019automotive, soprattutto quello delle utilitarie, sta facendo i conti con utili in forte calo. Continuare a forzare l\u2019elettrico per decreto, ignorando i segnali del mercato, significa sostanzialmente continuare a suicidarsi. E cos\u00ec persino Porsche, casa automobilistica storica che grazie al lusso e alla fama delle sue vetture non sta avvertendo la crisi, decide di fare marcia indietro senza troppa preoccupazione sulla Taycan, dopo aver gi\u00e0 rivisto al ribasso i piani di elettrificazione complessivi. Il comparto automobilistico europeo sta pagando il prezzo salatissimo di decisioni prese a Bruxelles senza sufficiente realismo. E se anche un marchio premium come Porsche deve fare marcia indietro significa che il modello imposto non piace, non vende e quindi non regge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alessandro Bonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porsche, secondo quanto riportato da WirtschaftsWoche (la principale rivista settimanale tedesca), starebbe preparando lo stop alla produzione del suo modello elettrico, la Taycan, entro il 2030. Non \u00e8 ancora un annuncio ufficiale definitivo ma pare esserci un\u2019intesa con il comitato aziendale che prevede un\u2019uscita graduale della produzione fino all\u2019addio definitivo. 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