{"id":1000034216,"date":"2026-08-18T13:12:57","date_gmt":"2026-08-18T16:12:57","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034216"},"modified":"2026-08-18T13:12:58","modified_gmt":"2026-08-18T16:12:58","slug":"clima-estremo-lultimo-report-di-copernicus-giugno-e-luglio-2026-i-piu-caldi-mai-registrati-in-europa-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034216","title":{"rendered":"Clima estremo, l\u2019ultimo report di Copernicus: \u201cGiugno e luglio 2026, i pi\u00f9 caldi mai registrati in Europa occidentale\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel luglio 2026 le condizioni di caldo e siccit\u00e0 prolungate nell\u2019Europa occidentale hanno portato alla diffusione e all\u2019intensificazione di incendi estremi, ricorda Copernicus. Nel corso del mese si \u00e8 registrata anche la temperatura superficiale del mare pi\u00f9 alta mai rilevata per il mese di luglio negli oceani extrapolari, in parte alimentata dallo sviluppo di condizioni di El Ni\u00f1o nel Pacifico equatoriale, come riportato dal Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019EFFETTO EL NI\u00d1O<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mese di luglio ha registrato temperature eccezionalmente elevate in gran parte del Pacifico tropicale, un\u2019area in cui sono presenti condizioni di El Ni\u00f1o \u201cche, secondo le previsioni, dovrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi\u201d, ricordano gli scienziati. In Europa, i valori record delle temperature superficiali del mare lungo l\u2019Atlantico e nel Mediterraneo occidentale sono stati associati a ondate di calore marine diffuse, di intensit\u00e0 forte o grave, che hanno colpito le comunit\u00e0 e gli ecosistemi costieri. In gran parte dell\u2019Europa occidentale si \u00e8 assistito al persistere e all\u2019intensificarsi della siccit\u00e0 diffusa osservata a maggio e giugno, con precipitazioni e\/o umidit\u00e0 del suolo eccezionalmente basse segnalate in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e nel Regno Unito. In tutte le regioni colpite dalla siccit\u00e0, le portate fluviali sono state molto inferiori alla media o eccezionalmente basse, con la Senna, il Reno e il Danubio particolarmente colpiti, con ripercussioni sull\u2019approvvigionamento idrico, l\u2019irrigazione e la produzione energetica in diversi paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LE ONDATE DI CALDO ECCEZIONALI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La temperatura media sul territorio europeo nel luglio 2026 \u00e8 stata l\u2019undicesima pi\u00f9 alta mai registrata per il mese, pari a 20,49 gradi, ovvero 0,66 gradi al di sopra della media del mese per il periodo 1991-2020. \u201cQuesta posizione relativamente bassa nella classifica \u00e8 spiegabile dal netto contrasto tra ovest ed est nelle anomalie di temperatura- spiega Copermicus- Le temperature sono state molto superiori alla media nell\u2019Europa occidentale (in particolare in Francia, Spagna, Inghilterra e Irlanda), ma inferiori alla media in gran parte dell\u2019Europa orientale e della Scandinavia\u201d. L\u2019Europa occidentale ha registrato la terza e la quarta ondata di caldo da maggio. Sebbene queste siano state meno intense rispetto a quelle di giugno, la sequenza complessiva delle ondate di caldo registrate da maggio rimane eccezionale per la regione. La temperatura media di giugno-luglio per l\u2019Europa occidentale \u00e8 stata la pi\u00f9 alta mai registrata, pari a 21,62 gradi, ovvero 2,79 gradi al di sopra della media, avendo superato il precedente record del 2022 e a testimonianza dell\u2019eccezionale persistenza del caldo dall\u2019inizio dell\u2019estate.Nel luglio 2026, prosegue Copernicus, le condizioni di siccit\u00e0 superiori alla media osservate a giugno e, in parte, a maggio si sono protratte e si sono intensificate in gran parte dell\u2019Europa occidentale e in vaste regioni dell\u2019Europa centrale, in particolare in alcune zone della Penisola Iberica, della Francia, della Germania, dell\u2019Austria e dell\u2019Ungheria. Anche il Regno Unito, l\u2019Irlanda, parte dell\u2019Islanda e la regione del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) hanno registrato condizioni di eccezionale siccit\u00e0 nel mese di luglio. Le agenzie nazionali hanno segnalato deficit eccezionali o da record per le precipitazioni e\/o l\u2019umidit\u00e0 del suolo in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e nel Regno Unito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">GLI INCENDI: RECORD PER SUPERFICIE BRUCIATA ED EMISSIONI IN EUROPA OCCIDENTALE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I livelli di umidit\u00e0 del suolo superficiale nell\u2019Europa occidentale nel luglio 2026 sono stati significativamente inferiori a quelli del luglio 2022, l\u2019ultima estate caratterizzata da una grave siccit\u00e0 in tutta l\u2019Europa occidentale. Le condizioni di siccit\u00e0 hanno coinciso con un\u2019ondata di caldo diffusa in gran parte dell\u2019Europa occidentale e hanno favorito un\u2019attivit\u00e0 eccezionale di incendi in Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni. Altre regioni pi\u00f9 secche della media hanno incluso alcune zone della Scandinavia meridionale e un\u2019ampia area a est del Mar Caspio. \u201cNel mese scorso si \u00e8 registrata un\u2019attivit\u00e0 eccezionale di incendi in tutta l\u2019Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni- segnala Laurence Rouil, direttrice del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (CAMS)presso l\u2019ECMWF- I cambiamenti climatici stanno determinando sempre pi\u00f9 spesso condizioni di caldo e siccit\u00e0 che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensit\u00e0 nell\u2019Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi pi\u00f9 estesi producono pi\u00f9 fumo e lo immettono a quote pi\u00f9 elevate nell\u2019atmosfera, il che significa che pu\u00f2 propagarsi a una distanza maggiore e influire sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi potrebbero subire un impatto crescente dovuto al trasporto del fumo a lunga distanza, anche se si trovano a migliaia di chilometri\u201d. Le portate fluviali sono state molto inferiori alla media, e in alcune zone eccezionalmente basse, in gran parte delle regioni aride, con la Senna, il Reno e il Danubio particolarmente colpiti. Le basse portate hanno aumentato la pressione sull\u2019approvvigionamento idrico e sull\u2019irrigazione, sugli ecosistemi acquatici, sul trasporto fluviale e sulla produzione energetica in diversi paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roberto Antonini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel luglio 2026 le condizioni di caldo e siccit\u00e0 prolungate nell\u2019Europa occidentale hanno portato alla diffusione e all\u2019intensificazione di incendi estremi, ricorda Copernicus. 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