{"id":1000034122,"date":"2026-08-10T19:45:05","date_gmt":"2026-08-10T22:45:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034122"},"modified":"2026-08-10T19:45:06","modified_gmt":"2026-08-10T22:45:06","slug":"siamo-un-paese-morto-tre-ragazzini-vendono-limonata-per-comprare-il-ciao-e-vengono-denunciati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034122","title":{"rendered":"Siamo un Paese morto: tre ragazzini vendono limonata per comprare il Ciao e vengono denunciati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Pradamano, piccola citt\u00e0 alle porte di Udine, tre amici di 13 e 14 anni (ancora senza smartphone, complimenti sinceri ai genitori) hanno fatto qualcosa di semplice ma, visti i tempi, rivoluzionario. Invece di passare le vacanze scrollando su Instagram hanno costruito un banchetto nel cortile di casa vicino alla piazza del paese e hanno messo in vendita limonata fresca, caff\u00e8, acqua e pasticcini. Lo scopo? Mettere da parte qualche soldo e comprarsi un vecchio Piaggio Ciao, il motorino che ha fatto sognare generazioni intere e che \u00e8 praticamente sconosciuto alla maggior parte dei loro coetanei. I ragazzi si svegliavano anche alle cinque del mattino per preparare tutto e per guadagnare qualche soldino anzich\u00e9 mettere il broncio ai genitori nel tentativo di farsi dare da loro l\u2019ammontare per l\u2019acquisto del Ciao. E stava anche funzionando: in pochi giorni avevano raccolto circa cento euro. L\u2019iniziativa aveva chiaramente causato l\u2019ilarit\u00e0 e la simpatia della cittadinanza come esempio di spirito d\u2019intraprendenza, di sana voglia di fare rimboccandosi le maniche e guadagnando in autonomia. Un esempio, in altre parole, di libert\u00e0. Poi \u00e8 arrivato qualcuno che invece di sorridere e di comprare una limonata o pi\u00f9 banalmente di passare oltre facendo spallucce, ha deciso di presentare addirittura una denuncia formale. Chiaramente ai giovani mancavano le autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande. Cos\u00ec la polizia locale \u00e8 intervenuta (pare scusandosi\u2026) e ha ammonito i tre ragazzi. Fine della storia, fine del sogno. Questa storiaccia \u00e8 lo specchio di un Paese che si prende troppo sul serio, nel quale tre adolescenti che vendono limonata nel cortile di casa vengono trattati come se gestissero un ristorante clandestino. Una nazione dove l\u2019individuo medio storce il naso pure davanti a una piccola attivit\u00e0 di giovani che muovono i primi passi nel mondo e allora, applicando la tanto amata burocrazia e i numerosi interminabili regolamenti, schiaccia ci\u00f2 che un tempo era banale normalit\u00e0. Intere generazioni di ragazzi hanno venduto i propri giocattoli, bevande o dolci fatti in casa per comprarsi la bici o il motorino, coltivando peraltro il modo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 educativo di imparare il valore del lavoro e del sacrificio. Oggi invece si privilegia la sanzione, persino a dei tredicenni, rispetto allo spirito. Si fa perdere ai ragazzi il pi\u00f9 banale briciolo di spirito d\u2019iniziativa economica che in un paese che insegue ancora il sogno del posto fisso sarebbe ossigeno puro. E si premia, di fatto, chi non fa niente del suo tempo libero. I tre amici non stavano rubando n\u00e9 stavano mettendo a rischio la salute pubblica. Stavano solo cercando di realizzare un piccolo sogno senza pesare sulla famiglia. Uno di loro ha detto di non aver avuto paura quando sono arrivati i vigili, ma di essere rimasto molto dispiaciuto: \u201cPensavo fosse una bella cosa e volevo andare avanti\u201d. Stiamo esplicitamente dicendo ai giovani che \u00e8 meglio stare sul divano, chiedere soldi ai genitori o aspettare che qualcuno gli regali qualcosa, piuttosto che fare qualcosa di concreto. Grazie al cielo la comunit\u00e0 sta reagendo. Molti si sono mobilitati, qualcuno ha gi\u00e0 offerto contributi, i genitori stanno valutando una raccolta fondi. Non perch\u00e9 i ragazzi debbano ricevere un regalo ma perch\u00e9 il loro sforzo con i tempi che corrono merita di essere riconosciuto. E a chi ha segnalato questa attivit\u00e0 manco fosse uno smercio di contrabbando non si pu\u00f2 che dire: ripigliati!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alessandro Bonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Pradamano, piccola citt\u00e0 alle porte di Udine, tre amici di 13 e 14 anni (ancora senza smartphone, complimenti sinceri ai genitori) hanno fatto qualcosa di semplice ma, visti i tempi, rivoluzionario. 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