{"id":1000034043,"date":"2026-08-07T07:54:22","date_gmt":"2026-08-07T10:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034043"},"modified":"2026-08-07T07:54:24","modified_gmt":"2026-08-07T10:54:24","slug":"lipsia-il-mistero-del-drone-esplosivo-perche-il-pericolo-per-gli-aerei-e-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034043","title":{"rendered":"Lipsia, il mistero del drone esplosivo: perch\u00e9 il pericolo per gli aerei \u00e8 serio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un drone trovato accanto agli aerei ucraini. Un secondo oggetto volante che colpisce un cargo durante una delicata manovra di riattaccata. Il traffico sospeso, gli artificieri in pista, i voli dirottati. Quanto accaduto all\u2019aeroporto di Lipsia\/Halle non \u00e8 una bravata. E liquidarlo come un semplice \u201callarme sicurezza\u201d sarebbe il modo migliore per non capire la gravit\u00e0 della vicenda. Tutto \u00e8 iniziato poco prima della mezzanotte tra marted\u00ec e mercoled\u00ec, quando un oggetto volante non identificato \u00e8 stato segnalato nei pressi dello scalo. Un dipendente ha poi trovato, nel settore cargo vicino alla pista sud, un drone al quale era stata applicata una carica. La polizia federale ha utilizzato un robot artificiere e gli specialisti hanno rimosso il detonatore. Le indagini sono passate alla procura generale di Dresda e al centro antiterrorismo della polizia criminale della Sassonia. Non esattamente le autorit\u00e0 che vengono mobilitate per un giocattolo finito fuori rotta. Secondo un\u2019inchiesta congiunta di Ndr, Wdr e S\u00fcddeutsche Zeitung, i primi esami avrebbero rilevato la presenza di Petn e Semtex, esplosivi ad alta potenza utilizzati anche in ambito militare. Il detonatore potrebbe essersi staccato, impedendo l\u2019esplosione. Il drone si trovava inoltre nelle immediate vicinanze di quattro velivoli della compagnia ucraina Antonov Airlines. Per ora non \u00e8 possibile stabilire con certezza quale fosse il bersaglio, n\u00e9 chi abbia organizzato l\u2019operazione. Ma sostenere che si sia trattato di una coincidenza richiede parecchia fantasia. Nelle stesse ore un aereo cargo, costretto a interrompere l\u2019atterraggio a causa della chiusura della pista, avrebbe urtato in volo un secondo oggetto non identificato. Dopo l\u2019atterraggio ad Hannover sono stati riscontrati lievi danni nella parte anteriore del velivolo. Gli investigatori stanno verificando l\u2019eventuale collegamento tra i due episodi. \u00c8 questo il particolare che dovrebbe far suonare tutte le sirene: non siamo pi\u00f9 soltanto davanti alla possibilit\u00e0 teorica che un drone interferisca con il traffico aereo. La collisione, sia pure senza conseguenze gravi, si sarebbe verificata davvero. E qui veniamo ai pericoli. Un drone vicino a una pista non deve necessariamente esplodere per provocare una catastrofe. Pu\u00f2 finire contro il parabrezza, la fusoliera o un motore mentre l\u2019aereo vola a bassa quota e l\u2019equipaggio dispone di pochissimi secondi per reagire. L\u2019Agenzia europea per la sicurezza aerea considera proprio parabrezza, prese dei motori e sezioni della fusoliera tra le componenti da valutare negli studi sulla vulnerabilit\u00e0 degli aeromobili alle collisioni con droni. Se poi il drone trasporta esplosivo, la minaccia cambia completamente natura. Non si tratta pi\u00f9 soltanto di evitare una collisione, ma di proteggere aerei, depositi, carburante, centri logistici e personale di terra da un ordigno pilotabile a distanza. Un apparecchio relativamente economico pu\u00f2 avvicinarsi a un obiettivo da pi\u00f9 direzioni, volare a bassa quota e obbligare un aeroporto a bloccare le operazioni anche senza riuscire a colpire il bersaglio. In altre parole, per infliggere un danno strategico non \u00e8 sempre necessario far saltare lo scalo: pu\u00f2 bastare costringerlo a fermarsi. E Lipsia\/Halle non \u00e8 un aeroporto qualsiasi. Ospita il pi\u00f9 grande hub della rete espressa mondiale di Dhl, operativo ventiquattr\u2019ore su ventiquattro e capace di smistare fino a 150 mila spedizioni ogni ora. \u00c8 inoltre una base fondamentale per Antonov Airlines e un punto di transito per materiali militari destinati alla Germania, alla Nato e all\u2019Ucraina. Colpire o paralizzare questo nodo significa interferire contemporaneamente con le catene commerciali europee e con la logistica strategica occidentale. Il ministro dell\u2019Interno Alexander Dobrindt ha parlato di \u201cattacco ibrido\u201d e di un salto di qualit\u00e0 nelle minacce. \u00c8 una definizione pesante, ma non campata per aria. Le operazioni ibride servono proprio a produrre paura, costi e instabilit\u00e0 restando sotto la soglia di un\u2019aggressione militare aperta e rendendo difficile attribuire la responsabilit\u00e0. Al momento, per\u00f2, non ci sono prove che consentano di indicare un mandante. Le autorit\u00e0 tedesche valutano anche la pista russa, mentre Mosca respinge le accuse. La prudenza \u00e8 obbligatoria: un sospetto non \u00e8 una sentenza. Il contesto, tuttavia, non permette di dormire tranquilli. Nel 2024 un pacco incendiario prese fuoco nel centro Dhl di Lipsia prima di essere caricato su un aereo. Gli investigatori collegarono quella campagna di sabotaggio a una rete che avrebbe operato per conto dell\u2019intelligence militare russa. Nel 2025, inoltre, una dipendente di una societ\u00e0 logistica dello scalo \u00e8 stata condannata per aver raccolto informazioni sui trasporti militari e averle trasmesse a una rete di spionaggio cinese. Lipsia, insomma, era gi\u00e0 stata individuata come obiettivo sensibile. I numeri dimostrano che il problema non \u00e8 episodico. La Deutsche Flugsicherung ha registrato 225 interferenze causate da droni nei cieli tedeschi nel 2025, contro le 161 dell\u2019anno precedente. Nel primo semestre del 2026 gli episodi attorno agli aeroporti sarebbero stati circa 145. E nella maggioranza dei casi chi pilota gli apparecchi non viene identificato. La Germania ha ampliato i poteri della polizia federale e sta investendo nei sistemi di rilevamento e neutralizzazione, ma il fatto che un drone con esplosivo sia arrivato nel cuore di un\u2019area cargo dimostra quanto sia ancora ampio il margine tra le norme approvate e la protezione reale. La buona notizia \u00e8 che a Lipsia non ci sono stati morti e che l\u2019ordigno non \u00e8 esploso. Quella cattiva \u00e8 che potrebbe essere andata bene per un detonatore staccato, per l\u2019occhio di un dipendente e per una collisione che ha causato soltanto danni lievi. Tre circostanze fortunate non costituiscono un sistema di difesa. Sono soltanto tre avvertimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un drone trovato accanto agli aerei ucraini. Un secondo oggetto volante che colpisce un cargo durante una delicata manovra di riattaccata. Il traffico sospeso, gli artificieri in pista, i voli dirottati. Quanto accaduto all\u2019aeroporto di Lipsia\/Halle non \u00e8 una bravata. 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