{"id":1000034007,"date":"2026-08-07T07:31:02","date_gmt":"2026-08-07T10:31:02","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034007"},"modified":"2026-08-07T07:31:04","modified_gmt":"2026-08-07T10:31:04","slug":"ebola-nella-repubblica-democratica-del-congo-la-peggior-epidemia-di-sempre-743-casi-tra-i-bambini-330-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000034007","title":{"rendered":"Ebola, nella Repubblica democratica del Congo la peggior epidemia di sempre: 743 casi tra i bambini, 330 morti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nuovi dati sanitari provenienti dalla provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), mostrano un forte calo del numero di bambini e donne che accedono ai servizi sanitari essenziali, tra cui le vaccinazioni infantili e i parti in strutture sanitarie, a causa del timore di contrarre infezioni e delle interruzioni dei servizi che tengono le famiglie lontane dalle cure. Tra aprile e giugno 2026, il ricorso ai servizi sanitari essenziali \u00e8 diminuito del 42% nei principali focolai dell\u2019epidemia di Bunia, Mongbwalu, Nizi e Rwampara. In tutta la provincia di Ituri, l\u2019utilizzo dei servizi \u00e8 diminuito, secondo le stime, del 13%. \u201cI dati suggeriscono che la paura del contagio, unita alle interruzioni dei servizi, sta dissuadendo molti bambini e le loro famiglie dal ricorrere alle cure\u201d, ha affermato in una nota John Agbor, rappresentante dell\u2019Unicef nella Repubblica Democratica del Congo. \u201cUn medico ha riferito al nostro team che, prima dell\u2019attuale epidemia, la sua struttura accoglieva in media 500 pazienti al mese, ma che ora il numero \u00e8 sceso quasi a zero\u201d. Ulteriori effetti significativi sui bambini e sulle donne (confronto aprile-giugno): \u201cLe vaccinazioni infantili di routine sono diminuite di oltre la met\u00e0 nelle aree pi\u00f9 colpite, con un calo del 69% della prima dose di vaccino contro il morbillo a Mongbwalu, l\u2019epicentro dell\u2019epidemia. A livello provinciale- continua la nota- anche le vaccinazioni di richiamo hanno subito un calo: la terza dose del vaccino pentavalente \u00e8 diminuita del 22% e la seconda dose contro il morbillo del 18%. A maggio e giugno le strutture sanitarie hanno somministrato oltre 23.000 dosi in meno di vaccini infantili di routine rispetto ad aprile. Anche le strutture sanitarie dedicate alla salute materna sono state colpite, con un calo dei parti assistiti in struttura del 13% in tutta la provincia e rispettivamente del 38%, 30% e 70% a Bunia, Rwampara e Nizi. Le prime visite di assistenza prenatale sono diminuite di circa il 28% in tutte e tre le zone pi\u00f9 colpite. Nel medesimo periodo del 2025 non era stato osservato alcun calo stagionale paragonabile\u201d. L\u2019interruzione dell\u2019assistenza sanitaria \u201csta aggravando la minaccia che i bambini gi\u00e0 devono affrontare direttamente a causa dell\u2019Ebola. Al 2 agosto 2026- fa sapere Unicef- si sono registrati 743 casi confermati tra i bambini e 330 decessi (0-17 anni). Sebbene i bambini rappresentino quasi un caso su quattro tra quelli confermati, costituiscono quasi un decesso su tre. I bambini di et\u00e0 inferiore ai cinque anni sono particolarmente colpiti, con un tasso di mortalit\u00e0 pi\u00f9 che doppio rispetto a quello degli adulti; oltre il 60 % dei casi confermati in questa fascia d\u2019et\u00e0 ha esito fatale, rispetto a meno del 30% tra gli adulti di et\u00e0 pari o superiore ai 18 anni. Si tratta attualmente della peggiore epidemia di Ebola mai registrata nel Paese e di quella con la crescita pi\u00f9 rapida mai documentata. Per contrastare l\u2019aumento dei contagi e ripristinare la fiducia della comunit\u00e0 nei servizi sanitari essenziali, l\u2019Unicef e i suoi partner \u2013 in stretta collaborazione con il ministero della Salute, l\u2019OMS e l\u2019Africa CDC \u2013 hanno formato e mobilitato circa 13.000 operatori comunitari in prima linea e figure di riferimento, raggiungendo oltre 2,4 milioni di persone con indicazioni sulla prevenzione e l\u2019individuazione precoce dell\u2019Ebola. Le squadre hanno inoltre effettuato oltre 505.000 visite domiciliari per instaurare un clima di fiducia, sfatare le informazioni errate e indirizzare i casi sospetti verso le strutture sanitarie\u201d. L\u2019Unicef ha inoltre fornito materiali per la prevenzione e il controllo delle infezioni a otto centri di cura per l\u2019Ebola e ha attrezzato 45 strutture sanitarie nell\u2019Ituri con kit per la prevenzione e il controllo delle infezioni, aiuti per l\u2019acqua, i servizi igienico-sanitari e l\u2019igiene, nonch\u00e9 materiali per lo screening all\u2019ingresso. Le catene di approvvigionamento di farmaci essenziali, kit per la malaria e forniture ostetriche sono state mantenute nelle strutture prioritarie. I servizi di salute mentale e di sostegno psicosociale a livello comunitario hanno raggiunto oltre 21.000 persone colpite dall\u2019epidemia, tra cui 5.100 bambini. \u201cL\u2019epidemia di Ebola sta mettendo gravemente a dura prova l\u2019intero sistema sanitario, con conseguenze inevitabili sui casi di malaria, diarrea e altre malattie curabili che rappresentano le principali cause di mortalit\u00e0 infantile\u201d, ha aggiunto Agbor. \u201cGarantire che i centri sanitari rimangano aperti, sicuri e affidabili \u00e8 essenziale per salvare vite oggi e prevenire future epidemie domani, mentre investiamo in un sistema sanitario pi\u00f9 resiliente\u201d. Per sostenere ed ampliare gli interventi salvavita dell\u2019Unicef da 21 a 51 zone sanitarie colpite e ad alto rischio, l\u2019Unicef ha rivisto il proprio appello semestrale portandolo a 113,45 milioni di dollari Usa. Con 23,5 milioni di dollari Usa mobilitati fino ad oggi, rimane un deficit di finanziamento di 89,9 milioni di dollari Usa, che richiede con urgenza un sostegno flessibile da parte dei donatori per evitare ulteriori interruzioni dei servizi essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Anzalone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovi dati sanitari provenienti dalla provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), mostrano un forte calo del numero di bambini e donne che accedono ai servizi sanitari essenziali, tra cui le vaccinazioni infantili e i parti in strutture sanitarie, a causa del timore di contrarre infezioni e delle interruzioni dei servizi che tengono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000034013,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-1000034007","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mundo"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/zr55.jpg?fit=1024%2C576&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000034007"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000034014,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000034007\/revisions\/1000034014"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000034013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000034007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000034007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000034007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}