{"id":1000033993,"date":"2026-08-04T20:46:42","date_gmt":"2026-08-04T23:46:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033993"},"modified":"2026-08-04T20:46:43","modified_gmt":"2026-08-04T23:46:43","slug":"sudan-il-business-delloro-che-alimenta-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033993","title":{"rendered":"Sudan, il business dell&#8217;oro che alimenta la guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abDecine di persone ammassate su camion merci che hanno una sola destinazione: le miniere. Ogni giorno li vediamo e sono tanti. Solo sulla strada che da qui va verso il Nilo e porta fino alla citt\u00e0 di Atbara ho contato otto siti estrattivi dove si vedono macchinari e gente che lavora senza fermarsi mai\u00bb. La nostra fonte a Port Sudan decide di parlare solo a patto che gli sia garantito il pi\u00f9 assoluto anonimato. Far riferimento al giro d\u2019affari dell\u2019oro pu\u00f2 toccare nervi scoperti. E costare caro.<\/p>\n\n\n\n<p>Miliardi di dollari<\/p>\n\n\n\n<p>In Sudan, il commercio del metallo giallo \u00e8 arrivato a valere miliardi di dollari. Il rapporto Gold and the war in Sudan. How regional solutions can support an end to conflict (L\u2019oro e la guerra in Sudan. Come le iniziative regionali possono favorire la fine del conflitto) pubblicato nel marzo del 2025 da Chatham House, autorevole centro di ricerca britannico specializzato in politica estera e relazioni internazionali, ha svelato che quel giro d\u2019affari costituisce una delle principali fonti di finanziamento sia delle Forze armate sudanesi (Saf) che delle Forze di supporto rapido (Rsf): l\u2019esercito regolare del generale Abdel Fattah al-Burhan e la potente forza paramilitare guidata dal generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto \u00abHemedti\u00bb, contrapposti in una sanguinosa guerra iniziata nel 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Economia di precariet\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuelli che si vedono dalla strada per il Nilo sono siti estrattivi a cielo aperto, quindi legali. Ma poi, da quelle parti, ci sono anche zone montagnose di difficile accesso dove si possono trovare miniere artigianali, illegali\u00bb racconta la fonte. Che rivela come intorno alle pepite d\u2019oro si sia strutturata un\u2019economia di giovani senza lavoro che pur di sopravvivere hanno accettato condizioni estreme fatte di precariet\u00e0 e rischio della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Fitta rete transnazionale<\/p>\n\n\n\n<p>I curatori del rapporto,&nbsp;&nbsp;Ahmed Soliman,&nbsp;&nbsp;responsabile delle attivit\u00e0 di ricerca sul Corno d\u2019Africa per Chatham House, e Suliman Baldo, direttore esecutivo del Sudan transparency and policy tracker, centro di ricerca indipendente specializzato nell&#8217;analisi della governance, dell\u2019economia politica e della trasparenza in Sudan, hanno spiegato che il commercio dell\u2019oro alimenta una fitta rete transnazionale composta da commercianti, intermediari, contrabbandieri, gruppi armati e governi stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Controllo e potere<\/p>\n\n\n\n<p>Chi controlla l\u2019oro, \u00e8 la tesi di fondo, controlla le entrate economiche, la capacit\u00e0 di acquistare armi, il consenso locale, il potere politico. Per questo, hanno sostenuto nel rapporto, il conflitto in corso non riguarderebbe solo il controllo del territorio ma soprattutto quello delle miniere e delle rotte commerciali destinate al metallo giallo. Rotte che comprenderebbero anche Egitto, Emirati Arabi Uniti, Libia, Ciad, Sud Sudan, Etiopia ed Arabia Saudita.<\/p>\n\n\n\n<p>Difficolt\u00e0 estreme<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra fonte di Port Sudan \u2014 esperto e studioso delle dinamiche sociali e politiche nazionali \u2014&nbsp;&nbsp;ha visto con i suoi occhi le tende di tessuto dentro le quali dormono i minatori: \u00ab\u00c8 gente che lavora lontano da casa e che si arrangia come pu\u00f2: in quei luoghi, la temperatura sfiora anche i 46 gradi.&nbsp;&nbsp;Chi \u00e8 pi\u00f9 fortunato, esce al mattino presto e torna a casa la sera ma almeno non deve dormire nel deserto\u00bb. Il rapporto di Chatham House ha calcolato che almeno un milione di sudanesi \u00e8 impegnato nell\u2019estrazione artigianale di oro, modalit\u00e0 che rappresenterebbe l\u201983 per cento della produzione nazionale e che non permetterebbe di impedire il contrabbando, la tassazione informale e l\u2019appropriazione da parte dei gruppi armati.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;oro ha trasformato la guerra<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra tesi che Soliman e Baldo hanno sviluppato nel loro lavoro di ricerca \u00e8 quella secondo la quale non \u00e8 stata la guerra a trasformare il settore aurifero ma il contrario. Il Sudan, hanno ricostruito gli autori, per la maggior parte della sua storia indipendente \u00e8 stato governato da militari i quali hanno assunto un ruolo di controllo e di dominio dell\u2019economia nazionale, settore dell\u2019oro compreso. Ecco, allora, spiegate le rivalit\u00e0 tra Saf ed Rsf per accaparrarsi pi\u00f9 giacimenti possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Motore del conflitto<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019oro \u2014 conferma la fonte \u2014 \u00e8 la benzina che alimenta la guerra in corso. Prima della secessione del Sud Sudan, la principale ricchezza era il petrolio. Dopo che tre quarti delle riserve petrolifere sono rimaste al Sud Sudan, il metallo giallo per il Sudan \u00e8 diventato una priorit\u00e0\u00bb. Una situazione, quella dell\u2019oro motore del conflitto, che preoccupa anche i missionari comboniani: tramite la Fondazione Nigrizia Ets, hanno chiesto alle istituzioni internazionali ed europee di bloccare la filiera illegale dell\u2019oro per tentare di trovare una via verso la pacificazione. Come ha messo in evidenza lo studio di Chatham House, interrompere il finanziamento del conflitto non vuol dire solamente agire sulle miniere in Sudan ma provare ad intervenire anche sulle reti regionali, che permettono all\u2019oro di trasformarsi in denaro contante, coinvolgendo le nazioni confinanti e i principali hub commerciali del Golfo.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico Piana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDecine di persone ammassate su camion merci che hanno una sola destinazione: le miniere. Ogni giorno li vediamo e sono tanti. Solo sulla strada che da qui va verso il Nilo e porta fino alla citt\u00e0 di Atbara ho contato otto siti estrattivi dove si vedono macchinari e gente che lavora senza fermarsi mai\u00bb. 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