{"id":1000033958,"date":"2026-08-03T19:00:52","date_gmt":"2026-08-03T22:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033958"},"modified":"2026-08-03T19:00:53","modified_gmt":"2026-08-03T22:00:53","slug":"esplode-il-campo-largo-il-pd-attacca-conte-politica-estera-alle-primarie-grave-errore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033958","title":{"rendered":"Esplode il campo largo, il Pd attacca Conte: \u201cPolitica estera alle primarie? Grave errore\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il campo largo riesce nell\u2019impresa di esplodere ancora prima di nascere. Non c\u2019\u00e8 un programma comune, non \u00e8 stato scelto il candidato premier e non si conosce nemmeno con precisione il perimetro della coalizione. Eppure Pd e Movimento Cinque Stelle hanno gi\u00e0 trovato il modo di dividersi su uno dei temi pi\u00f9 delicati per chiunque aspiri a governare un Paese: la politica estera. A riaccendere lo scontro \u00e8 stato Giuseppe Conte, che ha ribadito la contrariet\u00e0 del Movimento alla prosecuzione del sostegno militare all\u2019Ucraina. Al prossimo voto parlamentare, ha annunciato l\u2019ex presidente del Consiglio, i pentastellati non voteranno nuovi aiuti militari a Kiev. \u201cIo continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l\u2019Europa non vuole. Pi\u00f9 che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi. Se dovessi essere investito\u201d della premiership \u201cchiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui \u00e8 l\u2019aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l\u2019aggressore, per imprimere una svolta negoziale\u201d, la sua linea. Non solo. Conte ha proposto di trasformare la posizione italiana sull\u2019Ucraina in uno dei temi della possibile sfida per la leadership del centrosinistra. Il nodo, secondo il presidente del M5s, \u201cscioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani\u201d. Una soluzione quantomeno singolare: affidare una scelta strategica, legata agli impegni internazionali dell\u2019Italia e alla credibilit\u00e0 del Paese davanti agli alleati, alla competizione interna tra i candidati del campo largo. Parole che hanno immediatamente fatto saltare il fragile equilibrio costruito da Elly Schlein. Dal Partito Democratico \u00e8 arrivata infatti la bocciatura di Alessandro Alfieri, responsabile Riforme della segreteria dem, che all\u2019Adnkronos ha definito \u201cun grave errore\u201d l\u2019idea di trascinare questioni come la politica estera nella battaglia per le primarie. \u201cCredo che chi si candida a guidare il Paese deve sapere unire\u201d, ha sottolineato Alfieri. I temi pi\u00f9 delicati, quelli sui quali si misura la credibilit\u00e0 di una possibile coalizione di governo, dovrebbero essere affrontati attraverso il confronto tra i partiti e inseriti in un programma condiviso. \u201cSarebbe invece un grave errore affidarne la soluzione alla battaglia delle primarie\u201d, ha concluso l\u2019esponente democratico. Il problema, per\u00f2, \u00e8 proprio questo: quella sintesi politica non esiste. E difficilmente potr\u00e0 essere nascosta dietro una consultazione popolare o risolta da una gara tra leader. Pd e Cinque Stelle hanno posizioni incompatibili sull\u2019Ucraina, sulla Nato, sull\u2019invio delle armi e pi\u00f9 in generale sulla collocazione internazionale dell\u2019Italia. Una distanza che non riguarda un dettaglio marginale, ma uno dei pilastri dell\u2019azione di qualsiasi governo. Gi\u00e0 ieri sera le parole di Conte avevano suscitato sconcerto all\u2019interno del Pd. Lia Quartapelle non aveva utilizzato troppi giri di parole sui social: \u201cBene. Si prenda atto che c\u2019\u00e8 chi vuole rompere la coalizione. Su una materia per noi del Pd del pi\u00f9 alto valore, cio\u00e8 il futuro dell\u2019Europa e la sicurezza del nostro continente\u201d. Ancora pi\u00f9 tranchant Filippo Sensi: \u201cIl Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscir\u00e0. Dovr\u00e0 fare pippa. A meno che non punti di nuovo a una alleanza gialloverde. Gli italiani l\u2019hanno gi\u00e0 conosciuta, purtroppo. Se ne facesse una ragione\u201d. L\u2019ennesima frattura conferma ci\u00f2 che il centrosinistra tenta da tempo di nascondere. Il cosiddetto campo largo non \u00e8 una coalizione costruita intorno a una visione comune, ma una somma di partiti tenuti insieme quasi esclusivamente dall\u2019obiettivo di battere Giorgia Meloni. Un\u2019alleanza fondata pi\u00f9 sull\u2019avversario da combattere che sulle cose da fare una volta arrivati a Palazzo Chigi. Le divisioni, del resto, attraversano praticamente ogni dossier: dalla politica energetica all\u2019immigrazione, dalla giustizia alla difesa, dalle infrastrutture fino alla politica economica. Ogni volta che la discussione passa dagli slogan alle decisioni concrete, l\u2019unit\u00e0 scompare e tornano a emergere veti, distinguo e interessi elettorali contrapposti. Questa volta lo scontro \u00e8 arrivato persino prima dell\u2019elaborazione del programma. Conte prova a intestarsi la linea pacifista per non lasciare spazio alle componenti pi\u00f9 radicali della sinistra. Il Pd, invece, non pu\u00f2 permettersi di apparire ambiguo sul sostegno a Kiev e sugli impegni assunti dall\u2019Italia in Europa e nella Nato. Il risultato \u00e8 una coalizione che discute gi\u00e0 di come dividersi prima ancora di avere deciso come unirsi. L\u2019anti-melonismo \u2013 come un tempo l\u2019anti-berlusconismo \u2013 pu\u00f2 forse servire durante una manifestazione o in una campagna elettorale. Ma non basta per governare. E il campo largo, ancora una volta, lo sta dimostrando da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il campo largo riesce nell\u2019impresa di esplodere ancora prima di nascere. Non c\u2019\u00e8 un programma comune, non \u00e8 stato scelto il candidato premier e non si conosce nemmeno con precisione il perimetro della coalizione. 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