{"id":1000033730,"date":"2026-07-25T09:48:43","date_gmt":"2026-07-25T12:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033730"},"modified":"2026-07-25T09:48:44","modified_gmt":"2026-07-25T12:48:44","slug":"gli-amici-delliran-finiscono-sotto-il-fuoco-incrociato-dei-paesi-arabi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033730","title":{"rendered":"Gli amici dell\u2019Iran finiscono sotto il fuoco incrociato dei Paesi arabi"},"content":{"rendered":"\n<p>Che mondo sar\u00e0? Non fra dieci o vent\u2019anni come i politologi o gli esperti veri e di geopolitica amavano dire. Che mondo sar\u00e0 fra una settimana, o forse fra un mese: ogni giorno il panorama del Medio Oriente cambia in modo radicale e forse, come fra i primi da queste \u201ccolonne\u201d avevamo previsto, l\u2019intensificarsi del conflitto con l\u2019Iran e la resa dei conti in cui Israele \u00e8 impegnata con i proxy di Teheran in Libano (gli Hezbollah) e a Gaza (Hamas), provocheranno una brusca accelerazione verso la direzione in cui gi\u00e0 Biden, ma ancora di pi\u00f9 Trump, ha incanalato la politica mediorientale degli Usa: gli accordi di Abramo. Se un gigantesco fattore di incertezza aleggia tutt\u2019oggi sull\u2019intero Medio Oriente, a causa della perdurante chiusura (o quasi) di Hormuz e della minaccia di un bis formulata dagli Houthi yemeniti sull\u2019altro choke-point strategico del traffico marittimo mondiale, ovvero quello stretto di Bab el Mandab (che \u00e8 porta di ingresso del Mar Rosso e quindi del Canale di Suez), il recentissimo accordo sulla cooperazione anche nel campo del nucleare siglato dal Presidente degli Stati Uniti con la monarchia saudita, segna una svolta epocale per l\u2019intera regione: da un lato (e probabilmente con il consenso non detto di Israele e con condizioni non rivelate dell\u2019intesa),&nbsp;&nbsp;l\u2019accordo sul nucleare sfocer\u00e0 in tempi molto brevi nella ufficializzazione di patti, in parte gi\u00e0 in atto, fra Israele e Arabia Saudita, ovvero fra le due pi\u00f9 importanti potenze militari dell\u2019area; dall\u2019altro il via libera nucleare di Washington a Riyad dar\u00e0 mano libera alla monarchia saudita per un regolamento definitivo dei conti nello Yemen e per un attacco in forze contro i ribelli Houthi, alle prese con una carenza di rifornimenti di armi in gran parte di provenienza iraniana. Si profila quindi una svolta epocale per i tre proxy iraniani: gli Houthi probabilmente in balia dell\u2019Arabia Saudita che non ha intenzione di assistere inerme all\u2019attacco di altre petroliere battenti la sua bandiera e che non pu\u00f2 sopportare un blocco senza termine dello stretto di Bab el Mandeb con il conseguente congelamento delle sue esportazioni di greggio. Per parte sua, Hamas che a Gaza subisce quotidianamente lo smantellamento specie della sua rete di tunnel dovr\u00e0 \u201cingoiare\u201d il boccone amarissimo della presenza (sancita da un\u2019intesa fra Rabat e Gerusalemme) di un forte contingente militare marocchino che una volta smilitarizzata la striscia di Gaza da parte delle forze israeliane, assicurer\u00e0 la gestione dell\u2019ordine pubblico e specialmente impedir\u00e0 qualsiasi tentativo di riarmo e ripresa del potere da parte di Hamas. Infine, nel Libano del Sud: Hezbollah ha criticato aspramente la visita a Washington del presidente libanese, Joseph Aoun, accusando il governo di Beirut di essersi piegato agli Stati Uniti. Il movimento libanese filo-iraniano ha definito un fallimento la recente missione, sostenendo che ha mostrato la \u201csottomissione del governo a una potenza straniera\u201d. In una nota i parlamentari del gruppo sciita hanno affermato che l\u2019incontro ha evidenziato \u201cil livello di subordinazione e dipendenza da una tutela straniera\u201d, accusando Aoun di non aver ottenuto risultati concreti in un territorio che continua a essere occupato da IDF. Lo scenario non configura quindi solo un Iran sempre pi\u00f9 solo, ma anche uno scontro epocale, davvero una resa dei conti, dei Paesi arabi sunniti, contro l\u2019estremismo islamico specie se di matrice sciita.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno Dardani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che mondo sar\u00e0? 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