{"id":1000033727,"date":"2026-07-25T09:45:15","date_gmt":"2026-07-25T12:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033727"},"modified":"2026-07-25T09:45:17","modified_gmt":"2026-07-25T12:45:17","slug":"schlein-smaschera-il-campo-largo-su-kiev-volano-gli-stracci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033727","title":{"rendered":"Schlein smaschera il campo largo: su Kiev volano gli stracci"},"content":{"rendered":"\n<p>Il campo largo avrebbe trovato il suo programma. Come \u00e8 possibile? Bella domanda. Forse la soluzione \u00e8 semplice: non parlare di ci\u00f2 che lo divide. Una strategia geniale, almeno fino a quando si resta all\u2019opposizione, si organizzano fotografie di gruppo e si promette agli italiani che, prima o poi, arriver\u00e0 anche il momento dei contenuti. Il problema \u00e8 che chi si candida a governare non pu\u00f2 limitarsi a condividere il palco, qualche battaglia contro Giorgia Meloni e una vaga nostalgia dell\u2019Ulivo. Prima o poi deve spiegare che cosa intende fare. Soprattutto quando fuori dai confini nazionali c\u2019\u00e8 una guerra. Elly Schlein ha assicurato che da settembre il campo progressista accelerer\u00e0 finalmente sulla scrittura del programma. Finalmente, appunto. Prima si \u00e8 costruita la coalizione, poi si \u00e8 rinviata la scelta del leader, infine si \u00e8 deciso che le idee sarebbero arrivate dopo l\u2019estate. Una curiosa inversione dell\u2019ordine naturale delle cose: normalmente ci si mette insieme perch\u00e9 si condividono alcuni obiettivi, a sinistra invece prima ci si mette insieme e poi si prova a scoprire se esiste qualcosa da condividere. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una materia che, con ogni probabilit\u00e0, verr\u00e0 prudentemente confinata in qualche nota a pi\u00e8 di pagina: la politica estera. L\u2019ultima intervista della segretaria del Pd al Foglio dimostra infatti che tra i dem, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non esiste una semplice sfumatura. Esiste una distanza siderale. Schlein ha ribadito che l\u2019Ucraina va aiutata anche attraverso l\u2019invio di armi perch\u00e9 \u201c\u00e8 impensabile che qualcuno, in Europa, possa credere di riscrivere i confini con l\u2019uso della forza\u201d. E ha aggiunto: \u201cPutin ha violato il diritto internazionale con un\u2019invasione criminale, va cercata una pace giusta, e quando dico pace giusta non ci devono essere ambiguit\u00e0, parlo di una pace giusta dal punto di vista dell\u2019Ucraina, come ripete spesso Sergio Mattarella\u201d. Una posizione chiara, persino sorprendentemente chiara per gli standard della segretaria dem: c\u2019\u00e8 un aggressore, c\u2019\u00e8 un aggredito e Kiev deve essere sostenuta con tutti i mezzi necessari. Il guaio \u00e8 che Giuseppe Conte sostiene praticamente il contrario. Il presidente del M5s condanna formalmente Putin, certo, ma chiede di interrompere il flusso delle armi, denuncia la presunta propaganda bellicista e accusa le \u00e9lite europee di costruire la minaccia russa per giustificare il riarmo. A Napoli \u00e8 arrivato a sostenere che qualcuno stia fabbricando il pericolo di Mosca per convincere gli europei ad armarsi fino ai denti. Nel Pd non l\u2019hanno presa benissimo: persino esponenti vicini alla maggioranza schleiniana hanno ricordato che, dopo quattro anni di invasione, la minaccia putiniana non \u00e8 esattamente un\u2019invenzione dei produttori di carri armati. E poi c\u2019\u00e8 Avs, che sull\u2019Ucraina \u00e8 ancora pi\u00f9 vicina ai Cinque Stelle. Bonelli e Fratoianni contestano l\u2019aumento delle spese militari, rifiutano la logica del riarmo e insistono sulla necessit\u00e0 di fermare gli aiuti bellici per privilegiare la diplomazia. Nicola Fratoianni ha ammesso apertamente che con il Pd esiste ancora \u201cuna differenza significativa\u201d, assicurando per\u00f2 che prima o poi verr\u00e0 trovata una convergenza. Come, non \u00e8 dato sapere. Forse stabilendo che le armi vengono inviate dal luned\u00ec al mercoled\u00ec e sospese nel resto della settimana. La domanda, banalissima, \u00e8 questa: se il campo largo andasse al governo domani, che cosa farebbe? Continuerebbe a sostenere militarmente l\u2019Ucraina, come dice Schlein? Fermerebbe le forniture, come vuole Conte? Oppure denuncerebbe l\u2019economia di guerra, come chiedono Bonelli e Fratoianni? Davanti a una riunione della Nato o a un Consiglio europeo non basta presentarsi con una mozione sul salario minimo. Bisogna votare. Bisogna scegliere. Bisogna assumersi una responsabilit\u00e0. Naturalmente ci verr\u00e0 spiegato che le differenze esistono anche nel centrodestra. Verissimo. La Lega ha spesso posizioni differenti da Fratelli d\u2019Italia su Russia, armi e sanzioni. Ma il governo, quando arriva il momento di decidere, esprime una linea e la porta in Parlamento. Nel campo largo, invece, non \u00e8 chiaro neppure quale sarebbe il compromesso teoricamente possibile: il Pd considera irrinunciabile il sostegno a Kiev, mentre M5s e Avs considerano irrinunciabile interrompere la strategia fondata sulle armi. Non sono due strade parallele. Sono due strade che vanno in direzioni opposte. E l\u2019Ucraina \u00e8 soltanto il caso pi\u00f9 evidente. Restano da sciogliere il nodo della leadership, il perimetro della coalizione e l\u2019ingresso o meno di Matteo Renzi, sul quale Conte continua a mantenere il diritto di veto mascherato da discussione programmatica. Poi ci sono il fisco e la patrimoniale: Avs e una parte del Movimento la reclamano, i centristi la respingono e persino dentro il M5s Appendino, Conte e Patuanelli hanno posizioni differenti. C\u2019\u00e8 poi da stabilire che cosa significhi sicurezza, quanto spendere per la difesa, quale rapporto avere con gli Stati Uniti e quale collocazione assegnare all\u2019Italia in Europa. Piccoli dettagli, insomma, per chi si propone di guidare il Paese. A settembre, dunque, scriveranno il programma. O almeno cos\u00ec promettono. Probabilmente troveranno una formula abbastanza vaga da consentire a ciascuno di leggerci quello che vuole: sostegno alla pace, difesa del diritto internazionale, protagonismo europeo, diplomazia multilaterale. Parole bellissime, utili soprattutto a non rispondere alla domanda fondamentale: le armi all\u2019Ucraina continuereste a mandarle oppure no? Schlein ha gi\u00e0 risposto s\u00ec. Conte e Avs rispondono no. Il campo largo, invece, risponde settembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il campo largo avrebbe trovato il suo programma. Come \u00e8 possibile? Bella domanda. Forse la soluzione \u00e8 semplice: non parlare di ci\u00f2 che lo divide. Una strategia geniale, almeno fino a quando si resta all\u2019opposizione, si organizzano fotografie di gruppo e si promette agli italiani che, prima o poi, arriver\u00e0 anche il momento dei contenuti. 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