{"id":1000033707,"date":"2026-07-25T09:20:07","date_gmt":"2026-07-25T12:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033707"},"modified":"2026-07-25T09:20:09","modified_gmt":"2026-07-25T12:20:09","slug":"emissioni-legate-al-cibo-chi-inquina-di-piu-mangiando-la-risposta-ha-a-che-fare-con-leta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033707","title":{"rendered":"Emissioni legate al cibo: chi inquina di pi\u00f9 mangiando? La risposta ha a che fare con l&#8217;et\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre un terzo delle emissioni globali di gas serra di origine antropica \u00e8 generato dai sistemi alimentari. Ma quando mangiamo, inquiniamo tutti allo stesso modo? Chiarirlo \u00e8 importante perch\u00e9 potrebbe aiutare a pensare a interventi pi\u00f9 mirati per ridurre le emissioni legate al cibo. Secondo uno studio pubblicato su Nature Food, giovani e adolescenti tendono, individualmente, ad avere le diete a pi\u00f9 alto contenuto di carbonio, anche se oggi sono gli over 60 a rappresentare la fonte di emissioni totali a pi\u00f9 rapida crescita, perch\u00e9 la popolazione globale sta aumentando. L&#8217;analisi guidata dall&#8217;Universit\u00e0 di Birmingham, nel Regno Unito, ha considerato i dati sulle abitudini alimentari di 149 Paesi e in 22 fasce di et\u00e0 relativi al periodo 2000-2019. \u00c8 emerso che gli adolescenti, cio\u00e8 chi si trova nella fascia di et\u00e0 tra gli 11 e i 19 anni, e i giovani adulti (20-29 anni) producono le maggiori emissioni di gas serra pro capite per l&#8217;elevato consumo di prodotti di origine animale come carne e latticini, oltre che di cibi ultra-processati. Ci si potrebbe allora aspettare che, alla crescita delle emissioni globali di CO2 legate al cibo, aumentate di 2,1 gigatonnellate di anidride carbonica equivalente tra il 2000 e il 2019 (un ordine di grandezza corrispondente alle emissioni annuali di circa 457 milioni di automobili a benzina), siano stati maggiormente i pi\u00f9 giovani. Invece no: sono i pi\u00f9 anziani ad aver contribuito alla quota pi\u00f9 importante (25,4%) di questi gas climalteranti, e non perch\u00e9 le loro diete siano intrinsecamente impattanti, ma semplicemente per questioni&#8230; numeriche: con l&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita, gli over 60 stanno crescendo di numero, specialmente nei Paesi ad alto reddito. L&#8217;analisi fa notare che, nelle economie emergenti, l&#8217;aumento del consumo di prodotti di origine animale diffuso nella popolazione pi\u00f9 giovane coincide con un miglioramento della qualit\u00e0 nutrizionale, rispetto alle diete precedenti, povere anche dell&#8217;essenziale. In queste economie, la riduzione delle emissioni di gas serra legati al cibo non pu\u00f2 semplicemente, o non soltanto, passare per la riduzione del consumo di prodotti di origine animale, perch\u00e9 in questa prima fase, ne risentirebbe la qualit\u00e0 nutrizionale dell&#8217;alimentazione. In generale, invece, l&#8217;aumento delle emissioni coincide con un impoverimento della qualit\u00e0 nutrizionale delle diete (per esempio pi\u00f9 ricche di cibi ultra-processati e meno genuini), per cui le pressioni sul Pianeta si accompagnano spesso a un peggioramento delle condizioni di salute associate al cibo. La distinzione per fasce di et\u00e0 non serve a un rimpallo di responsabilit\u00e0 tra nonni e nipoti, ma deve guidare le politiche di riduzione delle emissioni di gas serra legate al cibo: per i giovani potrebbero, per esempio, essere pi\u00f9 utili programmi di educazione alimentare nelle scuole e nelle mense che facilitino le scelte pi\u00f9 salutari, o ancora opzioni a minore impatto ambientale ed elevato valore nutrizionale negli ambienti pi\u00f9 frequentati dai ragazzi. Nei Paesi ad alto reddito, vale la pena concentrarsi su diete a basse emissioni e nutrizionalmente adeguate per una popolazione che sta invecchiando, mentre in quelli a basso e medio reddito, occorre trovare un equilibrio tra un&#8217;alimentazione sostenibile e diete che siano nutrizionalmente adeguate. Insomma non esiste una soluzione che sia valida per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre un terzo delle emissioni globali di gas serra di origine antropica \u00e8 generato dai sistemi alimentari. Ma quando mangiamo, inquiniamo tutti allo stesso modo? Chiarirlo \u00e8 importante perch\u00e9 potrebbe aiutare a pensare a interventi pi\u00f9 mirati per ridurre le emissioni legate al cibo. 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