{"id":1000033681,"date":"2026-07-25T09:12:04","date_gmt":"2026-07-25T12:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033681"},"modified":"2026-07-25T09:12:06","modified_gmt":"2026-07-25T12:12:06","slug":"vannacci-vestito-da-gladiatore-che-brutta-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033681","title":{"rendered":"Vannacci vestito da gladiatore? Che brutta fine"},"content":{"rendered":"\n<p>Sulla rete circola il video del generale Vannacci, con le vesta di gladiatore che richiama un famoso film, prodotto con l\u2019intelligenza artificiale. Addirittura, appare Giorgia Meloni, con preziose vesti di regina romana, che gli porge un fascio littorio, con il quale poi Vannacci si fa acclamare dalla folla adorante. In un angolo, la segretaria del Pd e il leader del M5S insieme legati con robuste corde ad una colonna in attesa della fine. Al di l\u00e0 del cattivo gusto, del richiamo costante al \u2018fascio\u2019 che tanto piace alle sporche dozzine al seguito del comandante, fatta luce anche sulla falsit\u00e0 del video, che non \u00e8 frutto di un qualche genio del basso popolo ma di professionista al servizio, il gioco del gladiatore forse non giova al nostro ultimo condottiero. Perch\u00e9 al di l\u00e0 delle emozioni suscitate da questo o quel film, la storia, quella vera non quella degli ignoranti, quando si \u00e8 soffermata sui veri gladiatori non ha potuto che registrare la loro brutta fine. E basta fare una qualche ricerca in rete per averne conferma. Il pi\u00f9 famoso, Spartaco (Spartacus). Gladiatore di origine tracia della scuola di Lentulo Batiato a Capua. Nel 73 a.C. guid\u00f2 la pi\u00f9 grande rivolta di schiavi della storia romana (la Terza Guerra Servile), mettendo in ginocchio diverse legioni romane. Alla fine, mor\u00ec in battaglia nel 71 a.C. sul fiume Sele contro le truppe di Marco Licinio Crasso. Il suo corpo non fu mai ritrovato, e oltre 6.000 dei suoi compagni catturati furono crocifissi lungo la Via Appia, da Capua a Roma, come avvertimento per future ribellioni. Poi c\u2019\u00e8 Crixo (Crixus). Gladiatore gallico e uno dei principali luogotenenti di Spartaco. Combatt\u00e9 al fianco di Spartaco fino a quando decise di separarsi dal gruppo principale per saccheggiare l\u2019Italia meridionale. Nel 72 a.C. fu sorpreso e sconfitto dalle legioni romane guidate dal console Lucio Gellio Publicola nella battaglia del Gargano. Crixo mor\u00ec in combattimento insieme a circa ventimila dei suoi uomini. Per vendicarlo, Spartaco organizzer\u00e0 giochi gladiatori usando come combattenti 300 prigionieri di guerra romani. Enomao (Oenomaus): anche lui gladiatore gallico, contribu\u00ec alle prime decisive vittorie dei ribelli di Spartaco contro le milizie romane inviate a soffocare la fuga dal Vesuvio. Mor\u00ec giovanissimo nelle primissime fasi della rivolta (intorno al 73-72 a.C.), cadendo in uno dei primi scontri diretti con le forze romane. C\u2019\u00e8 traccia anche di Flamma, gladiatore di origine siriana, appartenente alla classe dei secutores. \u00c8 famoso per aver rifiutato la libert\u00e0 (il rudis, la spada di legno simbolo di congedo) per ben quattro volte, preferendo continuare a combattere nell\u2019arena per fame di gloria. Su 34 combattimenti disputati, ne vinse 21, ne pareggi\u00f2 9 e fu graziato 4 volte. Alla fine mor\u00ec nell\u2019arena all\u2019et\u00e0 di 30 anni. Poi arriva la coppia, Prisco e Vero (Priscus &amp; Verus), due dei gladiatori pi\u00f9 famosi del I secolo d.C. Sono celebri per il loro epico combattimento durante l\u2019inaugurazione dell\u2019Anfiteatro Flavio (il Colosseo) nell\u201980 d.C., immortalato dal poeta Marziale. Combatterono per ore fino allo sfinimento senza che nessuno dei due cedesse. L\u2019imperatore Tito concedette a entrambi la vittoria e il rudis (la libert\u00e0). Sebbene non morirono in quel combattimento, la speranza di vita per gli ex-gladiatori rimase quasi sempre brevissima a causa delle ferite riportate durante la carriera e delle precarie condizioni sociali. Poi c\u2019 \u00e8 il grande truffatore, Commodo, imperatore romano (161-192 d.C.) ossessionato dai giochi gladiatori. Amava scendere personalmente nell\u2019arena in combattimenti truccati o svantaggiosi per gli avversari per farsi acclamare come un Ercole redivivo. Il suo comportamento scandaloso e la sua tirannia portarono a una congiura di palazzo: il 31 dicembre 192 d.C. fu prima avvelenato e poi strangolato nel bagno dal lottatore\/gladiatore Narciso. Se la storia insegnasse qualcosa, ecco non insisterei troppo sulle gesta da gladiatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla rete circola il video del generale Vannacci, con le vesta di gladiatore che richiama un famoso film, prodotto con l\u2019intelligenza artificiale. Addirittura, appare Giorgia Meloni, con preziose vesti di regina romana, che gli porge un fascio littorio, con il quale poi Vannacci si fa acclamare dalla folla adorante. 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