{"id":1000033646,"date":"2026-07-24T09:37:29","date_gmt":"2026-07-24T12:37:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033646"},"modified":"2026-07-24T09:38:42","modified_gmt":"2026-07-24T12:38:42","slug":"antartide-le-montagne-permisero-la-formazione-della-calotta-glaciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033646","title":{"rendered":"Antartide: le montagne permisero la formazione della calotta glaciale"},"content":{"rendered":"\n<p>La calotta glaciale dell&#8217;Antartide orientale \u00e8 la pi\u00f9 grande distesa di ghiaccio del Pianeta: se fondesse completamente, con la quantit\u00e0 di ghiaccio che contiene porterebbe da sola il livello globale dei mari a innalzarsi di 52 metri. La sua formazione, a partire da 34 milioni di anni fa, \u00e8 sempre stata avvolta da un enigma: come fece l&#8217;Antartide a ricoprirsi di ghiaccio milioni prima rispetto all&#8217;Artico, e per giunta quando le temperature atmosferiche medie sulla Terra erano circa 5 \u00b0C pi\u00f9 elevate rispetto a oggi? La risposta \u00e8 da cercare pi\u00f9 in profondit\u00e0 &#8211; nell&#8217;interno della Terra. In base a uno studio pubblicato su Science, fu la formazione di rilievi montuosi in Antartide a fissare le condizioni per l&#8217;accumulo perenne di nevi e ghiacci su questo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Movimento dal basso<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio \u00e8 stato coordinato da un gruppo di scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 di Southampton in collaborazione l&#8217;Universit\u00e0 di Durham (entrambe nel Regno Unito), con il Centro GFZ Helmholtz per le Geoscienze in Germania, l&#8217;Universit\u00e0 di Potsdam in Germania, quella di Utrecht nei Paesi Bassi e l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze. Usando modelli computazionali, i ricercatori hanno ricostruito l&#8217;evoluzione della superficie dell&#8217;Antartide orientale nel corso di 100 milioni di anni. Scoprendo come questa si sia gradualmente sollevata, in risposta a potenti processi innescati nel sottosuolo dalla separazione tra Antartide e Africa, dopo lo smembramento del supercontinente Gondwana tra 201 e 143 milioni di anni fa. Secondo gli autori dello studio, i movimenti che portano alla fratturazione della crosta terrestre e alla nascita di nuove placche continentali innescarono \u00abonde di mantello\u00bb, cio\u00e8 lentissime onde che si muovono all&#8217;interno del mantello, lo strato che si trova tra la crosta terrestre e il nucleo. Quando queste onde, che secondo studi precedenti si propagano a una velocit\u00e0 di circa 15-20 km per milione di anni, arrivarono sotto l&#8217;Antartide orientale, causarono il sollevamento del suolo, la formazione di un vasto altopiano sormontato dai monti Gamburtsev: una catena montuosa subglaciale che si estende, in Antartide, per circa 1.200 km.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altitudine giusta per conservare i ghiacci<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, a partire da circa 45 milioni di anni fa, gran parte del paesaggio dell&#8217;Antartide orientale si trov\u00f2 a una quota superiore ai 2000 metri, necessaria per la formazione, la conservazione e l&#8217;espansione dei ghiacciai montani e della calotta glaciale. Prima del sollevamento causato dalle onde di mantello, 50 milioni di anni fa, la maggior parte dei monti Gamburtsev non superava i 1500 metri di quota. Il cambio di altitudine fu fondamentale per rendere nevi e ghiacci finalmente perenni, prevenendone la fusione nei mesi caldi. La formazione della calotta gener\u00f2 un effetto a catena che ridusse ulteriormente le temperature nella regione. L&#8217;espansione dei ghiacci aument\u00f2 la superficie capace di riflettere meglio la luce solare, un fenomeno che abbass\u00f2 di circa 1\u00b0C le temperature in Antartide. L&#8217;aria pi\u00f9 fredda e meno satura di vapore fece scendere ulteriormente il termometro. Presi tutti insieme, questi effetti di feedback climatico, cio\u00e8, in questo caso, meccanismi di amplificazione, fecero s\u00ec che la calotte glaciale antartica si espandesse fino a ricoprire quasi tutto il continente, dalle montagne dove si trovava inizialmente fino alla costa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le differenze con l&#8217;Artico<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca d\u00e0 in parte ragione dell&#8217;asimmetria tra lo sviluppo della calotta glaciale in Antartide 34 milioni di anni fa, e i ghiacci nell&#8217;Artico, databili attorno ai 5 milioni di anni fa. Finora la formazione delle calotte glaciali era stata spiegata con un brusco raffreddamento delle temperature atmosferiche terrestri dovuto alla diminuzione della CO2 (e quindi a un calo dell&#8217;effetto serra naturale). Questo per\u00f2 non spiega come mai in Antartide la calotta si form\u00f2 molto prima, e quando il clima terrestre era ancora relativamente mite. L&#8217;Antartide, ora sappiamo, aveva dalla sua il vantaggio di rilievi montuosi molto elevati, mentre le montagne nell&#8217;Artico avevano un&#8217;altitudine minore. \u00abLe nostre scoperte rivelano che l&#8217;interno della Terra predispone i paesaggi alla glaciazione\u00bb conclude Thomas Gernon, autore principale dello studio e professore di Scienze della Terra all&#8217;Universit\u00e0 di Southampton. \u00abQuesto \u00e8 incredibilmente importante per comprendere le antiche ere glaciali della Terra, cos\u00ec come i futuri punti di svolta nel sistema climatico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La calotta glaciale dell&#8217;Antartide orientale \u00e8 la pi\u00f9 grande distesa di ghiaccio del Pianeta: se fondesse completamente, con la quantit\u00e0 di ghiaccio che contiene porterebbe da sola il livello globale dei mari a innalzarsi di 52 metri. 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