{"id":1000033640,"date":"2026-07-24T09:21:54","date_gmt":"2026-07-24T12:21:54","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033640"},"modified":"2026-07-24T09:21:56","modified_gmt":"2026-07-24T12:21:56","slug":"un-vaccino-per-prevenire-il-tumore-del-pancreas-risultati-incoraggianti-da-un-primo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033640","title":{"rendered":"Un vaccino per prevenire il tumore del pancreas? Risultati incoraggianti da un primo studio"},"content":{"rendered":"\n<p>Un vaccino sperimentale che addestra il sistema immunitario a riconoscere come estranee le cellule che esibiscono una mutazione tipica del tumore del pancreas ha dato risultati promettenti in un piccolo studio clinico di fase 1, mirato a testare la sicurezza del vaccino e l&#8217;avvenuta attivazione immunitaria. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Cancer Discovery, sono preliminari e da prendere con le dovute cautele, ma anche &#8211; in un certo senso &#8211; rivoluzionari: si parla infatti di un vaccino per prevenire il tipo pi\u00f9 diffuso di tumore del pancreas in soggetti a rischio di sviluppare questa malattia, e non, come in passato, di un vaccino terapeutico, per chi gi\u00e0 sta combattendo contro questa forma di cancro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bersaglio del vaccino: l&#8217;interruttore genetico KRAS<\/p>\n\n\n\n<p>Quello sviluppato, e testato, dagli scienziati del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center (USA) e del suo Skip Viragh Center for Pancreatic Cancer \u00e8 il primo vaccino sperimentale testato sull&#8217;uomo che prende di mira il gene KRAS, un interruttore genetico che, quando \u00e8 bloccato nella posizione \u00abacceso\u00bb, ordina alle cellule di crescere e moltiplicarsi e che guida l&#8217;insorgenza dell&#8217;adenocarcinoma duttale del pancreas, la forma pi\u00f9 comune e aggressiva di tumore pancreatico. Gli scienziati hanno individuato le sei pi\u00f9 comuni versioni del gene mutante KRAS presenti nei tumori del pancreas e nelle lesioni precancerose e le hanno incorporate, insieme a una sostanza che attiva il sistema immunitario, in un vaccino a peptidi, cio\u00e8 a base di frammenti sintetici che riproducono le varie versioni della proteina KRAS mutata. L&#8217;obiettivo era insegnare al sistema immunitario a riconoscere e prendere di mira le cellule che contengano le versioni sbagliate di KRAS e risparmiare quelle sane.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono i pazienti a rischio su cui \u00e8 stato testato il vaccino<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vaccino era stato testato nel 2020 su pazienti gi\u00e0 in cura per un tumore del pancreas, reduci da un primo intervento e ad alto rischio di recidiva. Da quello studio era emerso che coloro in cui il vaccino aveva generato una forte attivazione immunitaria erano rimasti liberi dal cancro per almeno 5 anni. Questi risultati hanno spinto i ricercatori a pensare a un vaccino preventivo, diretto a partecipanti ad alto rischio o per una storia familiare di tumore del pancreas, o per un&#8217;alterazione genetica che li predisponeva a sviluppare questo tumore, o per la presenza di cisti pancreatiche che possono evolversi in forme maligne. L&#8217;adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) deriva spesso infatti da queste lesioni che si sviluppano silenziosamente nell&#8217;arco di decenni: la loro presenza pu\u00f2 fornire una finestra temporale utile per intervenire e impedire che evolvano in tumore.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati suggeriscono un&#8217;attivazione riuscita<\/p>\n\n\n\n<p>Venti partecipanti hanno ricevuto quattro dosi del vaccino nell&#8217;arco di 13 settimane in un periodo compreso tra il 2022 e il 2026. I ricercatori li hanno monitorati nel tempo con esami del sangue ed esami clinici per valutare la sicurezza del vaccino e l&#8217;attivazione immunitaria. Il 90% dei partecipanti ha mostrato un&#8217;attivazione immunitaria, e i linfociti in grado di riconoscere le cellule con mutazione KRAS sono risultati ancora presenti anche a distanza di due anni. In 16,5 mesi di follow-up nessuno dei partecipanti ha sviluppato un tumore del pancreas o una lesione cancerosa; in chi aveva cisti pancreatiche si \u00e8 verificata una regressione completa delle lesioni pi\u00f9 piccole (5 pazienti su 20) o parziale (3 pazienti su 20), mentre quelle rimanenti sono rimaste stabili in dimensione. Gli effetti collaterali? Minimi e risolvibili senza farmaci: un po&#8217; di affaticamento, brividi, sintomi simil-influenzali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ottimo inizio<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio non era mirato a valutare l&#8217;efficacia del vaccino e questo, unito al fatto che il campione testato \u00e8 molto piccolo e che il periodo per cui sono stati seguiti i pazienti \u00e8 limitato, fa s\u00ec che i risultati vadano interpretati con cautela. Lo studio dimostra un&#8217;avvenuta attivazione immunitaria, che andr\u00e0 confermata su numeri pi\u00f9 consistenti e periodi di tempo pi\u00f9 lunghi. Occorrer\u00e0 anche capire in che modo le cellule immunitarie istruite dal vaccino si comportino con il tessuto precanceroso nelle lesioni pancreatiche. La strada, per\u00f2, \u00e8 quella giusta, e lascia sperare in un futuro in cui i pazienti ad alto rischio di questa forma altamente letale di tumore possano pensare alla prevenzione. Inoltre, a differenza dei vaccini personalizzati a mRNA, i vaccini a peptidi pronti all&#8217;uso e diretti verso mutazioni gi\u00e0 individuate e comuni a molti tumori dovrebbero consentire una prevenzione immaginabile su larga scala, uguale per molte persone, e non solo costosa e per singoli casi all&#8217;interno di studi selezionati.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un vaccino sperimentale che addestra il sistema immunitario a riconoscere come estranee le cellule che esibiscono una mutazione tipica del tumore del pancreas ha dato risultati promettenti in un piccolo studio clinico di fase 1, mirato a testare la sicurezza del vaccino e l&#8217;avvenuta attivazione immunitaria. 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