{"id":1000033467,"date":"2026-07-18T07:03:19","date_gmt":"2026-07-18T10:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033467"},"modified":"2026-07-18T07:03:21","modified_gmt":"2026-07-18T10:03:21","slug":"zelensky-sfida-la-piazza-ora-rischia-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033467","title":{"rendered":"Zelensky sfida la piazza: ora rischia davvero?"},"content":{"rendered":"\n<p>Un amministratore delegato alla guida del governo, un ministro della Difesa popolare accompagnato alla porta e le piazze ucraine tornate a riempirsi di manifestanti. Il rimpasto deciso da Volodymyr Zelensky non assomiglia affatto a una normale operazione di manutenzione dell\u2019esecutivo. \u00c8 un terremoto politico che arriva nel momento peggiore possibile, mentre la guerra continua, i bombardamenti russi non si fermano e la fiducia degli ucraini nelle istituzioni diventa una risorsa sempre pi\u00f9 preziosa e sempre pi\u00f9 fragile. Come anticipato dai media, la Verkhovna Rada ha nominato Sergiy Koretskyi nuovo primo ministro. Un manager, un amministratore delegato chiamato a sostituire Yulia Svyrydenko dopo appena un anno di mandato. Ma non \u00e8 la scelta del nuovo premier ad aver acceso la protesta. Il vero detonatore \u00e8 stato il siluramento di Mykhaylo Fedorov, giovane e popolare ministro della Difesa, nominato soltanto sei mesi fa e diventato in poco tempo il volto della modernizzazione dell\u2019apparato militare ucraino. Le sue dimissioni hanno provocato rare manifestazioni di piazza in diverse citt\u00e0 del Paese, compresa Kiev. Centinaia di persone hanno sventolato bandiere ucraine e dell\u2019Unione europea, scandendo slogan come \u201cvergogna\u201d e \u201criportate Fedorov\u201d. Tutto questo dopo l\u2019ennesima notte di attacchi, con due morti e diversi feriti. Un dettaglio tutt\u2019altro che secondario: persino sotto le bombe, una parte della popolazione ha sentito il bisogno di contestare apertamente una decisione del presidente. Fedorov, del resto, non ha scelto la strada del silenzio. Nel corso di un briefing con i giornalisti ha spiegato di essere stato sacrificato a causa degli attriti con il comandante delle forze armate, Oleksandr Syrsky, accusato di aver agito \u201cinvece di escogitare un modo per sconfiggere la Russia, ha escogitato un modo per dividere il Paese\u201c. Parole pesantissime, soprattutto perch\u00e9 pronunciate da chi fino a poche ore prima guidava il ministero pi\u00f9 importante in un Paese in guerra. Secondo la ricostruzione dell\u2019ex ministro, il rapporto con i vertici militari si sarebbe deteriorato dopo la sua richiesta a Zelensky di rimuovere Syrsky. Il presidente avrebbe respinto la proposta e, da quel momento, \u201cci siamo trovati di fronte al fatto che tutte le iniziative che proponevamo cominciavano a essere bloccate\u201d dall\u2019esercito. Fedorov ha poi rincarato la dose. \u201cSyrsky \u00e8 pronto a tessere intrighi e non a riconoscere il problema\u201d, ha affermato, aggiungendo di non credere che l\u2019Ucraina possa vincere la guerra con l\u2019attuale comandante delle forze armate. Non una semplice divergenza amministrativa, dunque, ma uno scontro sulla conduzione stessa del conflitto e sulle possibilit\u00e0 di vittoria di Kiev. Zelensky ha scelto Syrsky. Una decisione forse inevitabile dal punto di vista della catena di comando, ma politicamente molto rischiosa. \u201cUn presidente in tempo di guerra non dovrebbe essere costretto a scegliere in una situazione del genere\u201d, ha spiegato il leader ucraino, invocando \u201cunit\u00e0\u201d nelle forze armate. Unit\u00e0 che, per\u00f2, sembra essere stata cercata eliminando uno dei contendenti e provocando una nuova frattura nel Paese. Per sostituire temporaneamente Fedorov, il presidente ha affidato il ministero a Yevgeny Khmara, funzionario di carriera dei servizi segreti. \u201cHo affidato a Yevgeny Khmara l\u2019incarico di ministro ad interim e la prosecuzione della riforma del settore della difesa\u201d, ha scritto Zelensky su X, elogiandone la \u201csolida esperienza\u201d all\u2019interno dello Sbu, il servizio di sicurezza ucraino. La scelta segnala la volont\u00e0 di mantenere il controllo del settore della difesa nelle mani di un uomo considerato affidabile. Ma proprio questo \u00e8 il punto politico. Fedorov si era guadagnato la reputazione di rottamatore e modernizzatore, mettendo in discussione procedure, equilibri e gerarchie consolidate. Il suo allontanamento rischia quindi di essere interpretato non come un semplice avvicendamento, ma come la vittoria dell\u2019apparato contro chi tentava di cambiarlo. Anche alcuni parlamentari del partito di governo avevano criticato il siluramento prima ancora dell\u2019annuncio ufficiale. Il malcontento, quindi, non arriva soltanto dall\u2019opposizione o dalla piazza, ma attraversa la stessa maggioranza presidenziale. E ci\u00f2 avviene mentre Kiev rivendica alcuni risultati militari, in particolare la campagna di raid contro i siti petroliferi russi, che starebbe creando difficolt\u00e0 a Mosca. Cambiare il vertice politico della Difesa proprio adesso alimenta inevitabilmente dubbi e incertezze. Il Cremlino osserva e prova a sfruttare la situazione. Secondo Dmitry Peskov, \u201cnon ha molta importanza chi sia il ministro della Difesa\u201d, purch\u00e9 \u201cci sia qualcuno che prenda una decisione responsabile e che permetta di raggiungere una soluzione pacifica\u201d. Per Mosca, \u201c\u00e8 ben noto quali decisioni debbano essere prese\u201d: una formula diplomatica dietro la quale si nasconde la pretesa della resa ucraina, almeno nel Donbass. Zelensky si trova cos\u00ec davanti al passaggio forse pi\u00f9 delicato della sua leadership. Deve tenere insieme esercito, istituzioni e popolazione mentre il conflitto continua a consumare uomini, risorse e speranze. La sua autorit\u00e0 resta legata non soltanto alla capacit\u00e0 di resistere alla Russia, ma anche alla percezione che le decisioni assunte a Kiev siano trasparenti, necessarie e rivolte esclusivamente all\u2019interesse nazionale. Fedorov avrebbe rifiutato anche la proposta del presidente di restare nella squadra come consigliere. Un segnale che rende ancora pi\u00f9 evidente la profondit\u00e0 della rottura. Non si tratta di una sostituzione concordata, ma di uno scontro politico e militare arrivato al punto di non ritorno. La situazione per Zelensky \u00e8 sempre pi\u00f9 delicata. Gli ucraini hanno accettato sacrifici enormi, restrizioni e una guerra interminabile perch\u00e9 convinti di difendere il proprio Paese. Ma la fiducia popolare non \u00e8 inesauribile. Erodere ulteriormente quel patrimonio, dando l\u2019impressione che a Kiev prevalgano gli intrighi, le rivalit\u00e0 personali o la difesa degli apparati, potrebbe trasformarsi in un autentico harakiri politico. Perch\u00e9 un presidente in guerra pu\u00f2 sopravvivere a molte sconfitte tattiche. Molto pi\u00f9 difficilmente pu\u00f2 permettersi di perdere il proprio popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un amministratore delegato alla guida del governo, un ministro della Difesa popolare accompagnato alla porta e le piazze ucraine tornate a riempirsi di manifestanti. 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