{"id":1000033460,"date":"2026-07-18T07:01:29","date_gmt":"2026-07-18T10:01:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033460"},"modified":"2026-07-18T07:01:31","modified_gmt":"2026-07-18T10:01:31","slug":"il-bimbo-non-e-perfetto-la-madre-surrogata-non-vuole-abortire-coppia-gay-le-fa-causa-per-600mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033460","title":{"rendered":"Il bimbo non \u00e8 \u201cperfetto\u201d, la madre surrogata non vuole abortire: coppia gay le fa causa per 600mila euro"},"content":{"rendered":"\n<p>Un caso recente dal Canada illumina con cruda evidenza la natura profondamente inumana della maternit\u00e0 surrogata, una pratica che nemmeno il pi\u00f9 autentico spirito liberale e libertario dovrebbe avallare. La vicenda: una coppia gay canadese ha citato in giudizio la madre surrogata che aveva portato in grembo il loro figlio (loro?), chiedendo un risarcimento di circa 600 mila dollari. Il motivo? Il feto presentava una malformazione congenita labiopalatoschisi (volgarmente detto labbro leporino, una problematica ormai ampiamente risolvibile attraverso un intervento chirurgico): la coppia aveva dunque chiesto l\u2019aborto, ma la donna si era rifiutata dopo ulteriori accertamenti che confermavano una condizione compatibile con una vita pi\u00f9 che dignitosa. Il bambino \u00e8 nato e oggi la coppia accusa la surrogata di averli tenuti all\u2019oscuro, causando loro \u201cforte stress\u201d. Praticamente un bimbo viene trattato alla stregua di un elettrodomestico che, arrivando a casa lievemente danneggiato, legittima i proprietari a richiedere un cambio o un rimborso. Siamo al baratro dell\u2019umano. Peraltro in Canada la legge proibisce espressamente il pagamento alla madre surrogata: la gestazione deve essere altruistica, con un rimborso soltanto delle spese documentate. Pagare per un bambino \u00e8 reato, punibile con multe salatissime o peggio con il carcere. Eppure, nella pratica, il meccanismo \u00e8 identico a una transazione commerciale. Si seleziona una donna come contenitore, si impiantano embrioni creati in laboratorio, si monitora il prodotto e, se non risponde agli standard di perfezione attesi, si pretende di scartarlo e si chiede persino un lauto risarcimento. Letteralmente come al mercato: si tocca, e se c\u2019\u00e8 un difetto si butta via. Solo che qui non si tratta di una mela ammaccata, ma di un essere umano. Questo episodio \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di quanto questa pratica sia un abominio vero e proprio. La madre surrogata non \u00e8 e non sar\u00e0 mai una semplice portatrice: cede letteralmente il suo corpo, essendo ridotta a incubatrice a noleggio. Quando rifiuta di abortire, esercitando un diritto elementare sulla vita che porta in grembo, viene trascinata in tribunale. I committenti, che si erano detti pronti ad accogliere il bambino dopo rassicurazioni mediche, ora pretendono danni per lo stress emotivo. La donna, dal canto suo, ha chiesto invece il rimborso delle spese sostenute, finendo sola con un neonato che i genitori \u201cintenzionali\u201d (anche questo, un paradosso: come possono due genitori essere \u201cintenzionali\u201d attraverso un corpo non loro?) sembravano pronti a rifiutare. Dunque, bench\u00e9 in Canada legalmente non si possa pagare un bimbo, questa rimane evidentemente una brutta storia di soldi davanti al miracolo di una nuova vita. L\u2019evidenza empirica che anche dove la legge vieta il compenso esplicito, la dinamica rimane quella di una compravendita. Le coppie pagano agenzie, cliniche, viaggi, embrioni. La donna offre il proprio utero e la propria salute in cambio di un rimborso. E il bene scambiato \u00e8 il bambino stesso. Ma come pu\u00f2 essere un figlio paragonabile a un servizio? La possibilit\u00e0 di \u201cordinare\u201d un bambino e pretendere di eliminarlo se imperfetto trasforma la procreazione in un atto inqualificabile. E infatti \u00e8 stata proprio la madre a salvare il bambino e a scegliere di non abortire. Si spera per innato istinto di protezione materna e non perch\u00e9 altrimenti, come in un qualsiasi procedimento industriale, abortendo avrebbe dovuto ricominciare tutto da capo\u2026 Chi ha ancora un briciolo di umanit\u00e0 non potr\u00e0 mai arrendersi alla seconda ipotesi. Certamente l\u2019utero in affitto, sebbene nel tempo edulcorato e smussato attraverso l\u2019utilizzo di parole pi\u00f9 dolci come \u201cgestazione per altri\u201d, rimane uno squallore disumano, soprattutto per la donna che nella pratica viene equiparata a una fattoria su gambe. Eppure le femministe tacciono o peggio concordano e promuovono questa pratica. Per quale ragione?<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Bonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un caso recente dal Canada illumina con cruda evidenza la natura profondamente inumana della maternit\u00e0 surrogata, una pratica che nemmeno il pi\u00f9 autentico spirito liberale e libertario dovrebbe avallare. 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