{"id":1000033379,"date":"2026-07-14T09:25:11","date_gmt":"2026-07-14T12:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033379"},"modified":"2026-07-14T09:25:13","modified_gmt":"2026-07-14T12:25:13","slug":"il-colpo-di-scena-in-palestina-che-i-media-hanno-quasi-ignorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033379","title":{"rendered":"Il colpo di scena in Palestina che i media hanno quasi ignorato"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono accaduti recentemente due fatti a mio avviso significativi, ma quasi ignorati dai pi\u00f9 importanti organi di stampa italiani, attenti giustamente ad analizzare gli ultimi sviluppi del conflitto tra Stati Uniti ed Iran o, meno giustamente, a scandagliare le posture o le espressioni facciali di Trump nei confronti di alleati e nemici. Mi riferisco a due decisioni politiche che arrivano dai territori palestinesi: la prima, dalla Striscia di Gaza, dove Hamas ha annunciato, il 6 luglio, di aver sciolto l\u2019organo politico di governo del territorio, che deteneva da ben 19 anni; la seconda, del 9 luglio, arriva da Ramallah, sede del governo dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, dove il Presidente Abu Mazen ha emanato un decreto che fissa la data delle elezioni legislative al 28 novembre di quest\u2019anno, e che riguarder\u00e0 i palestinesi residenti in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est. Cos\u00ec, infatti, viene riportata la notizia da parte dell\u2019agenzia di stampa Wafa, organo ufficiale di informazione dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese: \u201dIl decreto presidenziale invita il popolo palestinese di Gerusalemme, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza a partecipare a elezioni legislative libere e dirette per eleggere i membri del Consiglio legislativo palestinese nella data specificata\u201d. La prima notizia, la decisione di Hamas di trasferire le competenze amministrative al costituendo Comitato nazionale tecnocratico per l\u2019amministrazione di Gaza, anche se al momento appare pi\u00f9 formale che sostanziale si muove, seppur al rallentatore, nella direzione voluta dal Presidente Trump con il suo Piano di Pace in 20 punti. In particolare, al punto 9: \u201cGaza sar\u00e0 governata temporaneamente da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e dei comuni per la popolazione di Gaza. Questo comitato sar\u00e0 composto da palestinesi qualificati ed esperti internazionali, sotto la supervisione di un nuovo organismo internazionale di transizione, il \u201cBoard of Peace\u201d, presieduto da Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato da annunciare, incluso l\u2019ex primo ministro Tony Blair\u201d. Ovviamente lo Stato di Israele rimane tiepido, se non decisamente scettico, valutando la mossa di Hamas come assolutamente irrilevante, se non seguita da quanto previsto da uno dei punti pi\u00f9 controversi e difficili da accettare per l\u2019organizzazione terroristica al punto 13): \u201cHamas e le altre fazioni accettano di non avere alcun ruolo nel governo di Gaza, n\u00e9 diretto n\u00e9 indiretto, n\u00e9 in alcuna forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, inclusi tunnel e impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite. Ci sar\u00e0 un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di osservatori indipendenti, che includer\u00e0 la messa fuori uso permanente delle armi tramite un processo concordato di dismissione, supportato da un programma internazionale di riacquisto e reintegrazione, verificato da osservatori indipendenti\u201d. L\u2019altra notizia, come accennato, \u00e8 l\u2019indizione delle libere elezioni per eleggere i membri del Consiglio legislativo palestinese, cio\u00e8 il parlamento monocamerale dello Stato di Palestina. Momento senz\u2019altro importante perch\u00e9 vedranno confrontarsi pacificamente, si spera, tutte le realt\u00e0 politiche palestinesi: da Fatah ad Hamas, da partitini legati ai vari clan tribali a liste molto frammentate e poco rappresentative. A dire il vero una tornata amministrativa c\u2019\u00e8 appena stata, nell\u2019aprile del 2026, che Hamas ha tentato di boicottare, con una affluenza mediamente molto bassa \u2013 circa il 23% a Gaza e il 56% in Cisgiordania \u2013 e che ha visto prevalere Fatah, la formazione pi\u00f9 laica e moderata del Presidente Abu Mazen, compresa la municipalit\u00e0 di Deir el-Balah, cittadina posta nel centro della Striscia di Gaza e quindi sottratta al controllo di Hamas. Mentre, per quanto riguarda l\u2019elezione del Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, l\u2019elezione sicuramente pi\u00f9 importante, Abu Mazen ha annunciato che le elezioni presidenziali si terranno nel 2027, a 22 anni dalle ultime, senza per\u00f2 indicare il mese esatto. Insomma, se militarmente c\u2019\u00e8 ancora molto da fare, almeno politicamente qualcosa si sta muovendo. La speranza \u00e8 che Hamas venga definitivamente bocciata dai palestinesi, in modo da procedere poi, perso il sostegno popolare, con il suo smantellamento totale. Ci\u00f2 consentirebbe al partito del Presidente Abu Mazen, e di chi verr\u00e0 tra un anno dopo di lui, di rilanciare una politica di distensione e di riconoscimento dello stato di Israele (mettendo definitivamente da parte l\u2019idea criminale di Hamas di voler distruggere lo stato ebraico, come riportato apertamente nel suo Statuto del 1988, aggiornato nel 2017), portando allo stesso tempo a compimento il processo interno di pulizia da corruzione e malaffare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio De Santis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono accaduti recentemente due fatti a mio avviso significativi, ma quasi ignorati dai pi\u00f9 importanti organi di stampa italiani, attenti giustamente ad analizzare gli ultimi sviluppi del conflitto tra Stati Uniti ed Iran o, meno giustamente, a scandagliare le posture o le espressioni facciali di Trump nei confronti di alleati e nemici. 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