{"id":1000033366,"date":"2026-07-14T09:18:26","date_gmt":"2026-07-14T12:18:26","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033366"},"modified":"2026-07-14T09:18:28","modified_gmt":"2026-07-14T12:18:28","slug":"il-campo-largo-affonda-e-conte-da-la-colpa-ai-poteri-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033366","title":{"rendered":"Il campo largo affonda. E Conte d\u00e0 la colpa ai poteri forti"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando una coalizione non riesce a mettersi d\u2019accordo su nulla, ha davanti a s\u00e9 due possibilit\u00e0. La prima, piuttosto faticosa, consiste nel chiarire le proprie idee, scegliere una linea politica e spiegare agli elettori che cosa intende fare una volta arrivata al governo. La seconda, molto pi\u00f9 comoda, \u00e8 denunciare l\u2019esistenza di oscuri poteri che tramano nell\u2019ombra. Indovinate quale ha scelto il campo largo. La pratica era stata inaugurata da Elly Schlein. Davanti alla direzione del Pd, la segretaria aveva spiegato che \u201cun pezzo di establishment\u201d mal sopporterebbe una leadership progressista a Palazzo Chigi. A rendere la sua candidatura ancora pi\u00f9 indigesta ai misteriosi signori del vapore contribuirebbero, secondo Schlein, il fatto di essere una donna, di avere quarant\u2019anni e di amare un\u2019altra donna. Insomma, se gli italiani non si precipitano verso il radioso futuro progressista, non sar\u00e0 perch\u00e9 magari non ne condividono le ricette economiche, le ambiguit\u00e0 internazionali o le battaglie identitarie. No: \u00e8 l\u2019establishment. Ora alla teoria si iscrive anche Giuseppe Conte. Durante la presentazione del suo libro Una nuova primavera a Palestrina, con Il Messaggero, il capo del Movimento 5 stelle ha definito \u201cun tema serio\u201d la possibilit\u00e0 che i \u201cpoteri forti\u201d ostacolino l\u2019alleanza progressista. Il libro, del resto, viene presentato dall\u2019editore come il manifesto di una rottura con la destra italiana, con l\u2019Europa dei burocrati e con l\u2019America dei tecnocrati. Mancavano soltanto i rettiliani. Conte domanda: avete mai sentito pronunciare il nome di Mario Draghi nella commissione Covid, sui vaccini o sul Superbonus? Poi ricorda che il bonus fu approvato da lui ma gestito dal governo successivo e sostiene che, dopo aver ottenuto i famosi 209 miliardi europei, fosse chiaro che non glieli avrebbero lasciati amministrare. La ricostruzione \u00e8 affascinante. Conte conquista il tesoro, ma qualcuno gli sottrae la mappa. Conte vara il Superbonus, ma qualcun altro lo gestisce. Conte governa, ma sono sempre altri a comandare. \u00c8 la teoria della sovranit\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata: i meriti appartengono al presidente, le conseguenze ai poteri forti. Anche la stabilit\u00e0 di Giorgia Meloni, secondo Conte, avrebbe una spiegazione molto semplice. Non dipenderebbe dalla solidit\u00e0 della maggioranza parlamentare o dall\u2019incapacit\u00e0 delle opposizioni di costruire un\u2019alternativa credibile. Meloni sarebbe rimasta al suo posto perch\u00e9 non avrebbe difeso gli interessi nazionali e avrebbe accettato le regole del \u201cClub\u201d. Per essere ammessi, spiega l\u2019ex premier, non bisogna disturbare. Curioso. Quando Conte negoziava in Europa era uno statista che piegava Bruxelles. Quando lo fa un avversario, entra nel Club. Il capolavoro arriva per\u00f2 su Draghi. Schlein pu\u00f2 incontrarlo, concede magnanimamente Conte, perch\u00e9 parlare non \u00e8 vietato. Tuttavia, l\u2019ex presidente della Bce rappresenterebbe \u201cun certo mondo\u201d, mentre il Movimento avrebbe il compito di cambiare il Paese. E qui l\u2019elettore comune rischia di perdersi. Draghi \u00e8 un potere forte che ostacola il campo progressista. Schlein \u00e8 la vittima dell\u2019establishment, ma incontra Draghi. Conte \u00e8 alleato di di Elly, per\u00f2 mette in guardia dal mondo rappresentato dall\u2019uomo che Schlein frequenta. Pi\u00f9 che un campo largo, sembra una seduta di autocoscienza con troppi terapeuti. La realt\u00e0, naturalmente, \u00e8 molto meno cinematografica. La prima manifestazione unitaria della coalizione, l\u20198 luglio a Napoli, avrebbe dovuto mostrare un centrosinistra pronto a governare. Sul palco c\u2019erano Schlein, Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. La piazza \u00e8 stata descritta come non enorme ma piena, mentre le contestazioni di Potere al Popolo hanno interrotto e ritardato gli interventi. Fin qui, normale folklore della sinistra. Il problema \u00e8 arrivato quando si \u00e8 cominciato a parlare di politica. Conte ha sostenuto che la Russia non rappresenterebbe una minaccia per l\u2019Europa e ha ribadito la propria contrariet\u00e0 all\u2019aumento delle spese militari. Dichiarazioni che hanno immediatamente riaperto lo scontro nel Pd e provocato critiche da parte dell\u2019area riformista, dove le posizioni del leader pentastellato sono state giudicate inconciliabili con quelle europeiste e atlantiste del partito. Questa sarebbe la coalizione pronta a governare. Sono divisi sull\u2019Ucraina, sulla Russia, sulla Nato, sulla difesa europea e sul riarmo. Non hanno ancora deciso come scegliere il candidato a Palazzo Chigi. Devono stabilire quanto spazio concedere ai centristi senza far scappare la sinistra radicale. E alla manifestazione organizzata per lanciare l\u2019alternativa hanno annunciato che il programma cominceranno a scriverlo da settembre. Prima la fotografia, poi le idee. Una specie di matrimonio celebrato in attesa di sapere se gli sposi si sopportano. Il campo largo, insomma, ha gi\u00e0 tutti gli elementi necessari: quattro leader sul palco, cinque sigle nei comunicati, dieci veti incrociati e nessuna posizione comune sulle questioni decisive. Gli manca soltanto un progetto. Ma per quello, evidentemente, c\u2019\u00e8 tempo. Nel frattempo tornano utili i poteri forti. Sono il perfetto airbag della politica: entrano in funzione quando si va a sbattere contro la realt\u00e0. Schlein non deve spiegare perch\u00e9 il Pd fatichi a parlare agli elettori moderati: \u00e8 colpa dell\u2019establishment. Conte non deve chiarire come possa governare insieme a un partito diviso sulla politica estera: \u00e8 colpa del Club. La coalizione non deve decidere chi comanda, che cosa pensa e dove vuole portare l\u2019Italia: qualcuno sta tramando per fermarla. Il sospetto, per\u00f2, \u00e8 che questi poteri siano molto meno forti di quanto raccontano. Forse non si riuniscono in qualche salotto segreto di Bruxelles. Forse non manovrano lo spread e neppure le commissioni parlamentari. Forse si chiamano semplicemente incoerenza, improvvisazione e ambizione personale. Il vero complotto contro il campo largo, alla fine, \u00e8 il campo largo.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una coalizione non riesce a mettersi d\u2019accordo su nulla, ha davanti a s\u00e9 due possibilit\u00e0. La prima, piuttosto faticosa, consiste nel chiarire le proprie idee, scegliere una linea politica e spiegare agli elettori che cosa intende fare una volta arrivata al governo. La seconda, molto pi\u00f9 comoda, \u00e8 denunciare l\u2019esistenza di oscuri poteri che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000033367,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,32],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000033366","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"category-politica"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/zjjj-2.jpg?fit=912%2C456&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000033366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000033366"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000033366\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000033368,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000033366\/revisions\/1000033368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000033367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000033366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000033366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000033366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}