{"id":1000033351,"date":"2026-07-14T09:10:19","date_gmt":"2026-07-14T12:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033351"},"modified":"2026-07-14T09:10:21","modified_gmt":"2026-07-14T12:10:21","slug":"mel-brooks-ha-100-anni-e-da-50-critica-i-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033351","title":{"rendered":"Mel Brooks ha 100 anni, e da 50 critica i Trump"},"content":{"rendered":"\n<p>Volevo scrivere dei politici socialisti democratici che negli Stati Uniti stanno vincendo un po\u2019 dappertutto, a partire dal sindaco Zhoran Mamdani che ha conquistato New York, e che il presidente Trump oggi vede, parole sue, \u2018come la minaccia pi\u00f9 grave per il nostro Paese dalla sua nascita\u2026 una forma incontrollabile di cancro\u2019. Boom. Ecco, proprio queste sparate quotidiane dell\u2019inquilino, si spera comunque temporaneo, della Casa Bianca, dalla comicit\u00e0 tragica e pericolosa mi ha riportato alla mente un vero e grande personaggio della comicit\u00e0 positiva e riflessiva di tutti i tempi: Mel Brooks, nato Melvin Kaminsky il 28 giugno del 1926, che da pochi giorni quindi ha tagliato il traguardo dei 100 anni. In questi tristi momenti, con guerre che scoppiano in ogni dove, con personaggi farlocchi che trattano e che subito dopo stracciano i loro accordi e ricominciano a bombardare, ecco, ho pensato che forse bisognerebbe ricorrere al metodo Mel Brooks per sorridere un po\u2019, e cos\u00ec sopravvivere alle tragedie di questi oscuri figuri che dominano il mondo. Qual \u00e8 il segreto della comicit\u00e0 di Mel Brooks? Come ha fatto un ragazzo ebreo di Brooklyn uscito dalla Seconda Guerra Mondiale a diventare un grande della satira? Ai giovani che non lo conoscono un invito a cercare tutti i suoi film, a vederli e studiarli. Chi pensa che la comicit\u00e0 di Mel sia tutta disimpegno non ha capito nulla. Vero il contrario, la sua \u00e8 una comicit\u00e0 molto politica. A partire dal suo primo film \u2018Per favore non toccate le vecchiette\u2019 del 1967 costruito attorno a un musical fittizio intitolato \u2018Primavera di Hitler\u2019. Con le ferite ancora aperte della guerra e dell\u2019Olocausto, Mel Brooks pens\u00f2 che il modo pi\u00f9 efficace per distruggere la memoria del dittatore non era demonizzarlo ma renderlo ridicolo. \u201cSe riduci Hitler a un pagliaccio che canta e balla- disse- gli togli tutto il potere che il mito del terrore gli ha dato\u201d. Utilizza una comicit\u00e0 apparentemente sguaiata, demenziale e farsesca, per lanciare messaggi satirici di grande levatura intellettuale. Di seguito, aiutato alla rete, alcune delle sue battute pi\u00f9 celebri e il confronto con i reali destinatari a cui si rivolgeva. Partiamo da \u2018La pazza storia del mondo\u2019 del 1981, con un riferimento attualissimo a un leader mondiale che invito a riconoscere. Mel Brooks interpreta Re Luigi XVI di Francia, che usa il suo potere assoluto per palpeggiare le damigelle, giocare al tiro al piattello usando i servi che lanciano piatti veri e abusare di ogni privilegio possibile, per poi girarsi verso la telecamera e pronunciare la fulminante battuta: \u2018\u00c8 bello essere il Re\u2019. Critica all\u2019arroganza del potere politico di ogni epoca, l\u2019immutabile impunit\u00e0 della classe dirigente che sa di farla franca. Balle spaziali del 1987: \u2018Che lo sforzo sia con te\u2019, parodia della celebre frase di Star Wars \u2018Che la forza sia con te\u2019 e attacco a tutta l\u2019industria dei gadget collegati. Mel Brooks aveva capito che i film si stavano trasformando in enormi macchine di marketing create per vendere giocattoli e cianfrusaglie varie. Nel film lo \u2018schwartz\u2019 (lo Sforzo), cognome tipicamente ebraico, trasforma la sacralit\u00e0 della Forza in business commerciale. \u2018Mezzogiorno e mezzo di fuoco\u2019 del 1974 con la frase che in italiano \u00e8 stata tradotta con \u2018Ehi, dove sono i neri sani di mente?\u2019, ma che in originale era \u2018Where the white women at?\u2019. Bart, uno sceriffo afroamericano in un villaggio di bianchi razzisti, per salvarsi da una folla inferocita si traveste e pronuncia una battura provocatoria (nella versione oroginale, appunto, chiede dove siano le donne bianche, toccando il tab\u00f9 del sesso interraziale nel vecchio West). Una critica&nbsp;&nbsp;all\u2019ipocrisia del razzismo sistemico americano e ai clich\u00e9 del cinema western. I bianchi sono guidati da pregiudizi ridicoli e fobie ancestrali. In quel film metteva a nudo la stupidit\u00e0 e l\u2019ignoranza dei razzisti, ribaltando i ruoli di quel genere dove i neri non erano stati mai protagonisti. Quanto ci manca un simile autore. Oggi, molte volte bloccati e terrorizzati dalla paura di offendere, la comicit\u00e0 di Mel Brooks appare come libert\u00e0 assoluta. Mostra che anche il cattivo gusto, se guidato dall\u2019intelligenza e dal tempismo comico, pu\u00f2 trasformarsi in grande arte. Grande Mel Brooks, l\u2019uomo che ha dimostrato che finch\u00e9 saremo capaci di ridere delle nostre paure, dei nostri fantasmi e mostri, possiamo vivere meglio e alla fine anche salvarci l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Nico Perrone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volevo scrivere dei politici socialisti democratici che negli Stati Uniti stanno vincendo un po\u2019 dappertutto, a partire dal sindaco Zhoran Mamdani che ha conquistato New York, e che il presidente Trump oggi vede, parole sue, \u2018come la minaccia pi\u00f9 grave per il nostro Paese dalla sua nascita\u2026 una forma incontrollabile di cancro\u2019. Boom. 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