{"id":1000033125,"date":"2026-07-06T18:18:57","date_gmt":"2026-07-06T21:18:57","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033125"},"modified":"2026-07-06T18:18:59","modified_gmt":"2026-07-06T21:18:59","slug":"putin-tutti-i-numeri-della-disfatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033125","title":{"rendered":"Putin, tutti i numeri della disfatta"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un numero che il Cremlino non metter\u00e0 sulle veline che la Zakarhova diffonde alla stampa amica nazionale ed internazionale: 1,01. Tanti sono i chilometri quadrati che l\u2019armata russa ha conquistato in media, ogni giorno, nel giugno del 2026. Un fazzoletto di terra, la misura esatta di un impero che ha scambiato la propria giovent\u00f9 per il nulla, e che continua a farlo con la coazione a ripetere di chi non sa pi\u00f9 fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritmo che inchioda il Cremlino<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019offensiva di primavera-estate, annunciata come la spallata risolutiva, si \u00e8 risolta in un\u2019anticlimax grottesco. A giugno 2026 le forze russe hanno inghiottito 30,42 km\u00b2 in tutto: 1,01 km\u00b2 al giorno. Nello stesso mese del 2025 ne conquistavano 481, avanzando a 16,04 km\u00b2 quotidiani. Nel primo semestre di quest\u2019anno hanno occupato appena il 28,43% del territorio strappato nei primi sei mesi del 2025. Non un rallentamento: un\u2019implosione. E qui la parola \u201coffensiva\u201d diventa guscio semantico svuotato di ogni sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il macello e la matematica<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro quel fazzoletto di terra c\u2019\u00e8 il tributo di sangue. Solo a giugno lo Stato Maggiore ucraino conta 39.490 perdite russe: significa circa 1.298 uomini per ogni singolo chilometro quadrato conquistato. Il rapporto di attrito, che per gran parte del conflitto oscillava tra 2 e 3 a 1, \u00e8 schizzato a quasi 8 a 1 nel primo semestre 2026, complice l\u2019egemonia ucraina nella guerra dei droni. Il dato dirimente, per\u00f2, \u00e8 un altro: per la prima volta dall\u2019inizio dell\u2019invasione la Russia perde pi\u00f9 soldati di quanti ne riesca a reclutare. Oltre 30mila perdite mensili contro circa 27mila arruolati. La clessidra demografica si \u00e8 capovolta, e Mosca non ha modo di rovesciarla.<\/p>\n\n\n\n<p>15 scadenze, un fallimento<\/p>\n\n\n\n<p>Quindici scadenze fissate dal Cremlino per la conquista del Donetsk, dal 2022 a oggi. Tutte disattese. L\u2019ultima, il 31 dicembre 2026, \u00e8 gi\u00e0 archiviata come velleitaria: mancano circa 5.305 km\u00b2 e, all\u2019attuale ritmo, servirebbero anni. L\u2019ISW \u00e8 lapidario: gli obiettivi temporali del Cremlino sono scollegati dalla realt\u00e0 del campo, e Putin coltiverebbe una percezione distorta dei propri successi, foraggiato da un apparato che gli rappresenta la geometria del fronte in modo mendace. Il paradosso, degno di un teatro dell\u2019assurdo: mentre non riesce a espugnare un solo oblast in quattro anni e mezzo, Putin avrebbe ordinato ai suoi generali di pianificare la presa di Kiev. L\u2019albagia che sfida l\u2019aritmetica.<\/p>\n\n\n\n<p>La Crimea che si svuota<\/p>\n\n\n\n<p>Il gioiello del 2014 \u00e8 diventato una trappola. Il governatore fantoccio Aksyonov ha proclamato lo stato di emergenza: rete energetica in ginocchio, blackout, razionamento del carburante, penuria idrica. Sul ponte di Kerch, unico cordone ombelicale rimasto con la madrepatria, oltre 2mila veicoli in coda per ore. Ma la direzione \u00e8 quella dell\u2019esodo, non del rientro: fuggono turisti, residenti, personale della Flotta del Mar Nero, amministratori dell\u2019occupazione. Kiev ha teorizzato la strategia con freddezza chirurgica: trasformare la penisola \u201cda penisola in isola\u201d, recidendo ogni via di rifornimento. La sta realizzando. E le carenze si propagano gi\u00e0 al fronte meridionale, dove le forze ucraine sono avanzate nel settore occidentale di Zaporizhzhia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fronte interno che scricchiola<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra \u00e8 tornata a casa. Con 303 attacchi ucraini a medio raggio nel solo giugno (erano 210 a maggio), i droni hanno menomato circa il 20% della capacit\u00e0 di raffinazione russa. Dalla met\u00e0 di giugno la Russia vive una crisi del carburante che Putin, per la prima volta, ha dovuto ammettere pubblicamente, derubricandola a \u201cdeficit temporaneo\u201d con quel mellifluo understatement che tradisce il nervosismo. Persino il consenso, monolite intoccabile, ha ceduto: il gradimento presidenziale, secondo i sondaggi filo-Cremlino, \u00e8 sceso dal 74 al 69%. Poca cosa in assoluto, molto in un sistema che vive di plebisciti bulgari. In quattro anni e mezzo Putin ha immolato quasi un milione e mezzo di perdite tra i suoi soldati, dissanguato l\u2019apparato militare-industriale che pretendeva di esibire, piegato l\u2019economia, trasformato la Russia nel Paese pi\u00f9 sanzionato del pianeta e corroso la propria proiezione di potenza: nel vicinato (Armenia, Azerbaigian, Asia centrale, Moldavia), nella regione (la Siria perduta, l\u2019Iran decapitato) e sullo scacchiere globale (il Venezuela). Tutto questo per un guadagno territoriale che, a questo ritmo, un cartografo misurerebbe con la lente d\u2019ingrandimento. Non \u00e8 una vittoria rimandata. \u00c8 una disfatta camuffata da pazienza strategica. Quando gli storici, tra qualche decennio, si chineranno sulla guerra scatenata da Putin, tireranno le somme di uno dei tentativi pi\u00f9 fallimentari nella storia dell\u2019umanit\u00e0: per quantit\u00e0 di risorse umane e materiali immolate sull\u2019altare di un\u2019ossessione imperiale, a fronte di un risultato irrisorio. Napoleone e Hitler, almeno, arrivarono a Mosca prima di sfracellarsi. Putin, che a Mosca gi\u00e0 ci sta, non \u00e8 riuscito nemmeno a completare un oblast. La Storia, che \u00e8 adusta e non concede sconti, ha gi\u00e0 cominciato a scrivere il verdetto. E non sar\u00e0 anagogico: sar\u00e0 contabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio Galetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un numero che il Cremlino non metter\u00e0 sulle veline che la Zakarhova diffonde alla stampa amica nazionale ed internazionale: 1,01. Tanti sono i chilometri quadrati che l\u2019armata russa ha conquistato in media, ogni giorno, nel giugno del 2026. 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