{"id":1000033071,"date":"2026-07-06T15:40:18","date_gmt":"2026-07-06T18:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033071"},"modified":"2026-07-06T15:40:19","modified_gmt":"2026-07-06T18:40:19","slug":"guerre-onorificenze-sospensione-la-vera-storia-di-vannacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000033071","title":{"rendered":"Guerre, onorificenze, sospensione: la vera storia di Vannacci"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono personaggi che non finiranno mai di stupirci, per le loro gesta, per il coraggio delle proprie idee, per aver sfidato il sistema, per avere tutti (o quasi) contro, e nonostante ci\u00f2 non arretrare di un centimetro rispetto alle proprie posizioni. Il generale Roberto Vannacci \u00e8 uno di loro. Del Vannacci politico sappiamo praticamente tutto, anche perch\u00e9 \u201cnasce\u201d solamente due anni orsono, quando nel giugno 2024 \u2013 come indipendente, \u00e8 bene ricordarlo \u2013 ottiene nelle liste della Lega un successo incredibile, da nessuno preventivato, con oltre mezzo milione di preferenze, divenendo cos\u00ec Parlamentare Europeo. Quello che \u00e8 successo subito dopo, con le incomprensioni con i leader della Lega e la scelta di fondare un proprio movimento politico denominato Futuro Nazionale, e lo scompiglio che sta portando nel panorama politico italiano, \u00e8 storia in divenire, che promette di stupirci ancora di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 poi un Vannacci militare, un pluridecorato Ufficiale dell\u2019Esercito Italiano, che in quasi 40 anni di servizio effettivo ha rivestito incarichi di assoluto spessore, calcando scenari operativi dove la guerra non era solo una parola buttata l\u00ec dal politico di turno, sorseggiando un aperitivo in uno dei salotti che contano, ma \u00e8 stata la cruda e brutale esperienza di chi, al comando di uomini eccezionali e coraggiosi, ha pi\u00f9 volte rischiato la vita per assolvere ai suoi doveri di soldato, come dichiarato dallo stesso Generale allorch\u00e9, da Comandante degli Incursori nell\u2019Operazione Ippocampo, per l\u2019evacuazione dei nostri connazionali in Ruanda nel 1994, riusc\u00ec rocambolescamente a rientrare in Italia a bordo di C130 sotto il fuoco delle milizie locali. Ma se ci prendiamo la briga di leggere anche velocemente il cv di Vannacci vedremmo, al di l\u00e0 delle simpatie o antipatie politiche, una oggettiva ed incredibile sequela di comandi operativi in missioni internazionali ad altissimo rischio: Comandante Distaccamento Operativo Incursori; Comandante Compagnia Incursori; Ufficiale addetto alle Forze Speciali (COMFOTER); Chief Special Forces (Corpo d\u2019Armata di Reazione Rapida \u2013 NRDC-IT); Comandante di Battaglione Incursori; Comandante del 9\u00b0 reggimento d\u2019assalto paracadutisti \u201cCol Moschin\u201d; Comandante della Brigata Paracadutisti \u201cFolgore\u201d. E questi gli scenari operativi: Comandante Distaccamento Operativo Incursori nell\u2019Operazione \u201cIbis I e II\u201d in Somalia; Comandante Distaccamento Operativo Incursori Operazione Ippocampo di evacuazione connazionali in Yemen; Comandante Distaccamento Operativo Incursori Operazione Ippocampo di evacuazione connazionali in Ruanda; Comandante di Compagnia Incursori nell\u2019Operazione IFOR in Bosnia Erzegovina; Capo Cellula Operazioni Psicologiche della Divisione Multinazionale SE nell\u2019Operazione SFOR in Bosnia Erzegovina; Comandante Nucleo Avanzato di Comando e Controllo operazione \u201cIppocampo\u201d di evacuazione connazionali in Costa d\u2019Avorio; Comandante Task Force \u201cCONDOR\u201d e Joint Special Forces Task Group \u2013 Operazione Antica Babilonia 7 \u2013 Iraq; Comandante Task Force \u201cCONDOR\u201d e Joint Special Operations Task Group \u2013 Operazione Antica Babilonia 9 \u2013 Iraq; Comandante Task Force 45 \u201cJoint Special Operations Task Group Condor-A\u201d \u2013 Operazione SARISSA \u2013 Afghanistan; Military Assistant del Capo di Stato Maggiore di ISAF \u2013 Afghanistan; Comandante Nucleo Avanzato di Comando e Controllo operazione \u201cLibia\u201d supporto autorit\u00e0 diplomatiche ed evacuazione di emergenza sede diplomatica di Tripoli; Capo di Stato Maggiore delle Forze Speciali della NATO \u2013 ISAF SOF HQ \u2013 Kabul \u2013 Afghanistan; Comandante del Contingente nazionale terrestre in Iraq &amp; Deputy Commanding General For Training del Combined Joint Task Force \u2013 Operation Inherent Resolve \u2013 IRAQ. E le onorificenze solo per le missioni estere? Croce Commemorativa per la partecipazione ad operazioni di cooperazione internazionale in Iraq; Legion of Merit (onorificenza USA); Medaglia per i servizi all\u2019estero (onorificenza Repubblica Ceca); Bronze Star Medal (onorificenza USA); Croce Commemorativa italiana per le operazioni in Afghanistan; Medaglia commemorativa NATO \u2013 Afghanistan; Croce commemorativa per missione di pace all\u2019estero; Croce commemorativa per operazioni in Bosnia Erzegovina; Medaglia commemorativa NATO per le operazioni nella ex Jugoslavia; Croce Commemorativa Operazioni in Somalia; Medaglia delle Nazioni Unite per le Operazioni in Somalia. Eppure incredibilmente, uno strano giorno, la carriera lanciatissima di questo brillante Ufficiale, che conosce sei lingue, che \u00e8 plurilaureato, che sa trattare allo stesso tempo con rudi soldati e con raffinati diplomatici, improvvisamente si arena, letteralmente si disintegra. E non avviene perch\u00e9 fallisce una missione, o perch\u00e9 fa ammazzare per negligenza i suoi uomini, o perch\u00e9 disobbedisce a qualche ordine estremo, no! Niente di tutto questo. Vannacci, anzi la sua carriera, viene polverizzata in un istante e viene spedito a comandare l\u2019Istituto Geografico Militare, un incarico da scrivania che non gli permetter\u00e0 mai di accedere al grado superiore. Ovviamente non c\u2019\u00e8 una motivazione ufficiale a tutto ci\u00f2, anche perch\u00e9 l\u2019Istituto prevede esattamente al suo comando un Ufficiale con il grado di Vannacci, fatto sta che per\u00f2 proprio Vannacci, da datore di lavoro ex D.Lgs. 81\/2008, rientrato in Italia dopo la missione a Bagdad nel biennio 2017\/2018, quindi ancora in piena carriera, nel marzo del 2019, resosi conto dei rischi che correvano i militari del contingente in Iraq, coraggiosamente presenta un esposto alla Procura Ordinaria presso il Tribunale di Roma, ed alla Procura Militare presso il Tribunale Militare della Capitale, per la pericolosa esposizione all\u2019uranio impoverito degli uomini e delle donne in divisa poste sotto il suo comando, come riportato dallo stesso generale in un videomessaggio nell\u2019ambito del Convegno \u201cAmianto e uranio impoverito\u201d del 9 luglio del 2024: \u201c\u2026non ho trovato un Documento di Valutazione dei Rischi, e non ho trovato neanche la designazione di un datore di lavoro che fosse precedente al mio, cosa che mi ha portato chiaramente a fare quei due esposti\u2026in quanto non risultava agli atti in mio possesso che fosse stata presa alcuna precauzione ed alcuna opera di informazione per tutti i militari che componevano il contingente, circa la presenza di uranio impoverito\u2026e quindi non fosse stata data alcuna informazione per potere prevenire gli eventuali rischi da esposizione al contatto con queste nanoparticelle\u201d. Per capire di cosa stiamo parlando, l\u2019ultima delle quattro commissioni d\u2019inchiesta, nel 2018, parla di 372 morti e 7693 malati, e che lo stesso Ministero della Difesa, con il progetto SIGNUM (acronimo di Studio dell\u2019Impatto Genotossico Nelle Unit\u00e0 Militari) avviato nel 2004, aveva dato via ad un programma di ricerca biomedica per valutare eventuali danni al Dna del personale militare impiegato in missioni internazionali, esposto a fattori ambientali come metalli pesanti e polveri sottili. Gli esposti ovviamente misero in grave imbarazzo le gerarchie militari. Insomma, potremmo andare avanti ancora molto per fare piena luce sul perch\u00e9 una brillante carriera operativa si sia bloccata improvvisamente, con prima una promozione a Generale di Divisione e subito dopo l\u2019invio ad assumere l\u2019incarico di comandante dell\u2019Istituto Geografico Militare, non esattamente l\u2019incarico per un uomo d\u2019azione, in una sorta di moderno promoveatur ut amoveatur. Ma questo epilogo \u201csfortunato\u201d di una carriera militare d\u2019eccellenza, non toglie nulla al coraggio e al valore del generale Vannacci, coraggio e valore dimostrati in operazioni militari sul campo e nel voler tutelare, a tutti i costi, i propri ragazzi in divisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio De Santis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono personaggi che non finiranno mai di stupirci, per le loro gesta, per il coraggio delle proprie idee, per aver sfidato il sistema, per avere tutti (o quasi) contro, e nonostante ci\u00f2 non arretrare di un centimetro rispetto alle proprie posizioni. Il generale Roberto Vannacci \u00e8 uno di loro. 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