{"id":1000032864,"date":"2026-07-02T13:58:07","date_gmt":"2026-07-02T16:58:07","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032864"},"modified":"2026-07-02T13:58:09","modified_gmt":"2026-07-02T16:58:09","slug":"anche-gli-oceani-cuociono-a-giugno-caldo-record-poi-arriva-el-nino-rischio-catastrofi-per-il-globo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032864","title":{"rendered":"Anche gli Oceani cuociono: \u201cA giugno caldo record\u201d. Poi arriva El Ni\u00f1o, rischio catastrofi per il Globo"},"content":{"rendered":"\n<p>Oceani sempre pi\u00f9 caldi: a giugno toccate temperature record sulle superficiali del mare globali. A dirlo il Servizio relativo ai cambiamenti climatici diCopernicus (C3S, Copernicus Climate Change Service) e ilServizio marino di Copernicus (CMEMS, Copernicus Marine Service): entrambi hanno confermato che letemperature superficiali del mare globali a giugno hanno ormai superato i livelli record osservati nel 2023 e nel 2024 per questo periodo dell\u2019anno. I dati giornalieri sulle SST del C3S hanno superato i livelli del 2024 il 21 giugno, con una temperatura di 20,86 gradi, leggermente al di sopra dei 20,83 gradi osservati nel 2023 e nel 2024. Anche i dati giornalieri sulle SST del Servizio marino di Copernicus indicano temperature record il 21 giugno, essendo stati raggiunti i 21,0 gradi e superati di 0,1 gradi i precedenti record del 2023 e del 2024. Il nuovo record globale della temperatura superficiale del mare per questo periodo dell\u2019anno era previsto con l\u2019insorgere delle condizioni di El Ni\u00f1o nel Pacifico equatoriale, annunciato dall\u2019Organizzazione meteorologica mondiale il 2 giugno scorso, oltre alle temperature superficiali del mare insolitamente elevate osservate in diverse regioni oceaniche negli ultimi mesi. \u201cSi prevede che questo record avr\u00e0 conseguenze sia sugli andamenti meteorologici che sul clima globale e sugli ecosistemi marini\u201d, segnala Copernicus. Negli ultimi tre anni, l\u2019oceano globale al di fuori delle regioni polari (tra i 60 gradi di latitudine nord e i 60 gradi di latitudine sud) \u00e8 stato tra 0,35 gradi e 0,73 gradi pi\u00f9 caldo rispetto alla media a lungo termine, e a giugno tali anomalie hanno ora raggiunto livelli record per questo periodo dell\u2019anno. Il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), e il Servizio marino di Copernicus, gestito da Mercator Ocean International, annunciano congiuntamente tale livello senza precedenti di riscaldamento degli oceani extrapolari globali per questo periodo dell\u2019anno, che riflette sia i cambiamenti climatici sia l\u2019inizio di un evento El Ni\u00f1o la cui intensit\u00e0, secondo l\u2019insieme dei modelli di previsione stagionale del C3S, dovrebbe raggiungere livelli che non si registrano da decenni. \u201cLe condizioni attuali potrebbero indicare l\u2019inizio di una nuova fase, che condurr\u00e0, ancora una volta, in un territorio inesplorato. Con le temperature oceaniche a questi livelli e El Ni\u00f1o all\u2019orizzonte, \u00e8 probabile che nei prossimi mesi assisteremo al superamento di ulteriori record di temperatura. Il fatto che i dati del Servizio marino di Copernicus giungano alla stessa conclusione attraverso metodi indipendenti testimonia la forza della scienza europea \u2013 e spiega perch\u00e9 dati aperti e affidabili siano oggi pi\u00f9 importanti che mai\u201d, ha affermato Carlo Buontempo, Direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l\u2019ECMWF.<\/p>\n\n\n\n<p>LE POSSIBILI CONSEGUENZE GLOBALI (E CATASTROFICHE)<\/p>\n\n\n\n<p>Un oceano pi\u00f9 caldo ha ripercussioni di ampia portata, prosegue Copernicus. Temperature oceaniche pi\u00f9 elevate mantengono l\u2019atmosfera calda pi\u00f9 a lungo, forniscono energia supplementare alle tempeste e aumentano l\u2019evaporazione, accrescendo cos\u00ec il rischio di precipitazioni estreme e inondazioni. Il riscaldamento degli oceani contribuisce inoltre all\u2019innalzamento del livello del mare e allo scioglimento dei ghiacci, mettendo a dura prova gli ecosistemi marini. Temperature superficiali del mare pi\u00f9 elevate sono inoltre associate a ondate di calore marine pi\u00f9 frequenti e intense \u2013 periodi caratterizzati da temperature oceaniche insolitamente elevate che alterano gli ecosistemi e la pesca, incidono sulle economie costiere e possono anche intensificare gli eventi di calore estremo sulle aree terrestri circostanti.<\/p>\n\n\n\n<p>E NON FINISCE QUI: IN ARRIVO EL \u201cNI\u00d1O\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, un evento El Ni\u00f1o costituisce una fonte di calore per l\u2019atmosfera, aumentando la temperatura globale e modificando i modelli meteorologici in tutto il mondo. \u201cGli scienziati di Copernicus continuano a monitorare la situazione per determinare se il superamento sia temporaneo o persistente- conclude la nota- Tuttavia, con le previsioni che indicano un El Ni\u00f1o probabilmente forte, si prevede che le temperature globali raggiungeranno nuovi record nei prossimi mesi, sia nell\u2019oceano che nell\u2019atmosfera superficiale\u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>SNPA: DAL 2000 QUASI TUTTI GLI ANNI IN ITALIA TEMPERATURE PI\u00d9 ALTE DELLA MEDIA<\/p>\n\n\n\n<p>Con una temperatura media annuale dei mari italiani di 20 gradi e punte di oltre 26 gradi a luglio (26,64 gradi) e agosto (26,48 gradi), il 2025 fa registrare valori superiori al riferimento climatologico 1991-2020 di +1,8 gradi e si attesta come il secondo pi\u00f9 caldo dal 1982. Parallelamente, le piogge pi\u00f9 frequenti al Nord migliorano il quadro idrico dell\u2019area con un aumento del 7% delle precipitazioni rispetto alla media, mentre il Centro resta in linea e il Sud registra un calo del 5%. Sempre pi\u00f9 necessario proseguire sulla strada delle azioni di mitigazione e adattamento. \u00c8 quanto emerge dal Rapporto \u2018Il clima in Italia nel 2025\u2032 del Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente (SNPA), composto da ISPRA e dalle Agenzie per l\u2019ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa\/Appa). Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazione a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi pi\u00f9 critici che si sono verificati nel corso dell\u2019anno. \u201cDal 2000 in poi, in quasi tutti gli anni si sono registrate in Italia temperature atmosferiche pi\u00f9 alte della media e il 2025 conferma questa tendenza, con un\u2019anomalia di temperatura media di +1,03 gradi rispetto al valore climatologico 1991-2020\u201d, segnala SNPA. \u201cTutti i mesi, tranne ottobre e novembre, risultano pi\u00f9 caldi del normale; il mese di giugno, con il picco di 3,23 gradi sopra la media, \u00e8 stato il secondo della serie, dopo il record del 2003\u2033, si legge ancora nel rapporto. \u201cAnche tutte le stagioni chiudono con valori superiori alla media- prosegue SNPA- in particolare, l\u2019estate, con +1,46 gradi, si colloca al quarto posto tra le pi\u00f9 calde dal 1961; l\u2019inverno, con +1,21 gradi, e la primavera, con +0,86 gradi rientrano tra le pi\u00f9 calde della serie, mentre l\u2019autunno mostra un aumento pi\u00f9 contenuto, pari a +0,16 gradi\u201d. Le piogge cadute nel 2025 si mantengono nella media climatologica 1991-2020 (+1%), ma la distribuzione \u00e8 molto diversa tra le aree del Paese, si legge ancora nel Rapporto \u2018Il clima in Italia nel 2025\u2019 del Sistema nazionale per la protezione dell\u2019ambiente (SNPA), composto da ISPRA e dalle Agenzie per l\u2019ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa\/Appa). Al Nord le precipitazioni aumentano del 7%, al Centro restano vicine alla media, mentre al Sud e nelle Isole diminuiscono del 5%. I mesi relativamente pi\u00f9 secchi sono giugno, ottobre e novembre, mentre marzo e agosto risultano quelli pi\u00f9 piovosi. Su base stagionale, solo l\u2019autunno \u00e8 pi\u00f9 asciutto del normale, mentre la primavera \u00e8 la stagione che ha fatto registrare l\u2019anomalia positiva di precipitazione pi\u00f9 marcata dell\u2019anno, seguita dall\u2019inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Spinelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oceani sempre pi\u00f9 caldi: a giugno toccate temperature record sulle superficiali del mare globali. 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