{"id":1000032767,"date":"2026-06-29T19:14:21","date_gmt":"2026-06-29T22:14:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032767"},"modified":"2026-06-29T19:14:23","modified_gmt":"2026-06-29T22:14:23","slug":"non-sono-i-gay-e-il-pride-che-ci-fa-schifo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032767","title":{"rendered":"Non sono i gay, \u00e8 il Pride che ci fa schifo"},"content":{"rendered":"\n<p>La segretaria piddina, La Lella Schlein di ottima famiglia svizzera, che non perde occasione per ricordare a tutti quando sia omosessuale, \u00e8 in piena campagna elettorale. Prima lamenta fantasiose discriminazioni attribuite alla sua consistenza lesbo, poi si fa vedere al gay pride dove canta un inno del settore, \u201cMaledetta Primavera\u201d e assiste imperturbabile alla performance di un alieno mascherato come di convenienza che sbraita su Salvini che \u201cfaceva i pompini alle mie amiche nei cessi chimici\u201d e anche questa non \u00e8 provocazione, non \u00e8 volgarit\u00e0 da pride ma, a volerla vedere come va vista, \u00e8 campagna elettorale al modo che usa nel giro piddino dove si percepiscono sempre ci\u00f2 che non sono, particolarmente seri, colti, decenti. A far coro alla Lella con i comprimari anche qualche cantante che a pendolo si riscopre fluida a seconda della carriera altalenante, delle attenzioni calanti. Come diceva Oscar Wilde, che se intendeva: bene o male non importa ma se non parlano di me sono finito. Qui va cancellato una volta per sempre un equivoco che poi \u00e8 un ricatto: dir male del \u201cpride\u201d sarebbe dire male degli omosessuali, sarebbe omofobia. Vecchio trucco da guitti che non regge da almeno cinquanta anni: la societ\u00e0 allargata e permissiva di matrice consumistica non distingue pi\u00f9 in ragione delle attitudini, ha sdoganato ogni genere di sessualit\u00e0 per quanto improbabile, il giro degli affari \u00e8 colossale, in Italia si punta a introdurre leggi per incrementarlo fino al traffico di feti, di uteri, di neonato, \u201cnon \u00e8 mai per soldi: \u00e8 sempre per soldi\u201d, c\u2019\u00e8 un giro propagandistico mostruoso volto ad insinuare dubbi percettivi gi\u00e0 ai bambini di quattro, cinque anni, la disinvoltura, l\u2019incertezza opportunistica sono premiate con le quote fluide; ma come pu\u00f2 un partito ricco di soldi, di propriet\u00e0 immobiliari ma in crisi di credibilit\u00e0 e di militanti rinunciare al vittimismo strategico? La segretaria Lella intraprende la campagna elettorale anticipata al pride sapendolo ultima spes, zoccolo duro dei fanatici e dei carrieristi in forma di alieni. Ma questo pride, questo orgoglio non si sa di che, non ha pi\u00f9 ragione d\u2019essere nei suoi presupposti cos\u00ec come non ce l\u2019ha il profluvio di leggi personalizzate ma di sapore totalitario pretese dalla segretaria tra cui quella contro l\u2019omotranslesbofobia. E che altro? Nessuno \u00e8 \u201cfobico\u201d contro i gay, tutt\u2019altro, essi godono se mai di considerazione a volte preconcetta e di conseguenza di privilegi sociali e legali; mentre dovrebbe essere doverosa l\u2019insofferenza verso i carrozzoni violenti che hanno finito per stufare anche gli omosessuali. La pagliacciata del trans che accusa Salvini di pratiche turpi nei cessi \u00e8 stata criticata dai gay, tra di loro anche alcuni presenti, \u201cNon ci fa un buon servizio, non serve a niente\u201d; ha suscitato fastidio non tanto per la volgarit\u00e0 parossistica quanto per l\u2019evidente carattere strumentale in forma oscena, sbracata. Queste carnevalate sono tutte nel giro propagandistico del PD e come tali si arrogano ogni diritto in ogni eccesso: se no \u00e8 \u201cfobia\u201d. La legge contro l\u2019omicidio, l\u2019omotransfolesbocidio? Perch\u00e9 la sora Lella non ricorda il cadavere ancora fresco dell\u2019interprete di lusso macellato da due marchettari marocchini, uno minorenne, adescati con una app di appuntamenti? Perch\u00e9 sarebbe il cortocircuito di tutte le istanze piddine, la conferma che l\u2019integrazione etnica e sessuale finisce in lago di sangue: i due maranza hanno spappolato il cranio al bianco ricco che se li comperava per una sera. Come mai nessuno si scomoda neppure ad una riflessione sui militanti lgbtq+++, dove il segno aritmetico sta a significare una dilatazione a infinito della lobby, responsabili di atrocit\u00e0 sui bambini comperati? Dobbiamo ripeterci a breve termine, ma visto che si ha cura di dimenticare, di omettere: per limitarci alle ultime atrocit\u00e0, Gli orchi James Varley, ex maestro di scuola, non a caso, e John McGowan-Fazakerley erano famigerati o famosi nella loro \u201ccomunit\u00e0\u201d come lo erano i \u201cmariti\u201d americani William e Zachary Zulock, attivisti della loro Lgbt+, condannati a un secolo di galera cadauno per aver sodomizzato i loro bambini quando avevano appena tre e cinque anni, come lo era la coppia lesbo di Muskogee, Oklahoma, Rachel Stevens, 28 anni, e Kayla Jones, 25, che usavano prendere a martellate, a frustate e a cinghiate i \u201cfigli\u201d, provocando a Rachel, 5 anni, colpi apoplettici e convulsioni. Questo \u00e8 normale? Denunciarlo, ricordarlo, \u00e8 \u201cfobico\u201d? Non dovrebbe un movimento serio, responsabile interrogarsi su una casistica sconfinata che lo scredita a rischio di renderlo orrorifico? No, non lo fanno, non gli interessa, chiudono il discorso col vittimismo, col benaltrismo, l\u2019unica cosa che preme \u00e8 la provocazione militante, elettorale che sta dietro a spettacoli ai quali siamo ormai avvezzi, e non dovremmo per decenza, per natura, come quelli dei travestiti a quattro zampe che si frustano, si leccano alla presenza dei bambini portati da madri non si sa se pi\u00f9 imbecilli o complici: \u201cCos\u00ec imparano a scegliere\u201d. A scegliere che cosa? A 3 anni? Spettacoli che se la legge fosse davvero uguale per tutti, finirebbero puntualmente con pesantissime conseguenze, come accade in Russia. Ma i pride all\u2019italiana sono quella curiosa faccenda europea, cio\u00e8 ad alto tasso di ipocrisia nell\u2019impunit\u00e0, per cui se uno urla che Salvini fa i pompini nei cessi suscita un\u2019ovazione, se un altro mette sul balcone uno striscione polemico \u201cviva la figa\u201d gli arrivano i carabinieri. Cos\u00ec come gli islamici, gli omosessuali militanti sono suscettibili e lo Stato che secondo Mattarella \u201cappartiene a tutti\u201d non fa sconti. I pride sono tutto ci\u00f2 di cui non si avverte motivo, tutto ci\u00f2 che ci siamo abituati ad assorbire e non dovremmo, compreso l\u2019assurdo, allucinante, ma elettoralmente strategico collegamento col mondo islamico che appena pu\u00f2 li boicotta in attesa di prendere il potere per distruggerli. Ma il tatticismo comunista \u00e8 stupido, pensa sempre con la testa leninista di chi prima adesca e poi controlla, gestisce a mezzo del partito. E non si accorge, o se se ne accorge preferisce l\u2019uovo oggi e non si cura del brodo di gallina domani, che questa partita coi mozzatesta non la pu\u00f2 vincere. Il mondo gay ha conquistato la sua battaglia quando \u00e8 riuscito ad archiviare la percezione, a far rientrare la propria condizione in una dimensione di neutralit\u00e0 pi\u00f9 che di tolleranza (la tolleranza \u00e8 sempre sdrucciolevole, pietistica). Le battaglie pionieristiche furono importanti e a volte eroiche, Coccinelle in Francia (che conviveva con Amanda Lear quando si faceva chiamare Peki d\u2019Oslo), Gi\u00f2 Stajano, Marcella di Folco, partita dal Piper, amica di Renato Zero, in Italia pagarono i loro prezzi, uno come Umberto Bindi ne usc\u00ec distrutto e ancora Renato, solo lui, ha osato sostenerlo in vecchiaia. Ma questi personaggi davvero contro tutti, anche contro se stessi, non avrebbero amato constatare dove fosse finito il loro sangue. In un circo di violenza e falsit\u00e0. Oggi non sono pi\u00f9 i gay ad essere discriminati, sono i \u201cnormali\u201d in bersaglio d\u2019odio, come i bianchi, i cristiani, gli occidentali, i maschi, gli stessi infedeli dell\u2019Islam, e lo sono in quanto tali: a loro si pu\u00f2 fare, dire di tutto e se uno prova miseramente a difendersi mal gliene incoglie. La Repubblica sar\u00e0 di tutti, ma, come sempre, a qualcuno appartiene di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Max Del Papa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La segretaria piddina, La Lella Schlein di ottima famiglia svizzera, che non perde occasione per ricordare a tutti quando sia omosessuale, \u00e8 in piena campagna elettorale. Prima lamenta fantasiose discriminazioni attribuite alla sua consistenza lesbo, poi si fa vedere al gay pride dove canta un inno del settore, \u201cMaledetta Primavera\u201d e assiste imperturbabile alla performance [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000032768,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,32],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000032767","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"category-politica"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/zd-1.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000032767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000032767"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000032767\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000032769,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000032767\/revisions\/1000032769"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000032768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000032767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000032767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000032767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}