{"id":1000032648,"date":"2026-06-28T00:23:04","date_gmt":"2026-06-28T03:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032648"},"modified":"2026-06-28T00:23:06","modified_gmt":"2026-06-28T03:23:06","slug":"ufficiale-la-transizione-verde-ha-ucciso-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032648","title":{"rendered":"Ufficiale: la transizione verde ha ucciso l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel convegno \u201cTra Geopolitica e Decarbonizzazione\u201d tenutosi&nbsp;&nbsp;al Politecnico di Milano, il Prof. Chiesa, apprezzato per la sua capacit\u00e0 di rendere accessibili temi complessi attraverso una sintesi efficace e una chiarezza espositiva rara, ha guidato il pubblico tra dati, modelli e implicazioni strategiche, offrendo una lettura strutturata e rigorosa del rapporto tra energia, economia e clima. Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi emersi riguarda il percorso di decarbonizzazione dell\u2019Europa. Come chiaramente illustrato attraverso l\u2019identit\u00e0 di Kaya, la riduzione delle emissioni di CO\u2082 nel continente \u00e8 stata effettivamente consistente negli ultimi decenni, ed attribuibile in larga parte a due fattori principali: il miglioramento dell\u2019efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. La diminuzione dell\u2019intensit\u00e0 energetica del sistema economico e la progressiva riduzione dell\u2019intensit\u00e0 carbonica dell\u2019energia consumata hanno consentito all\u2019Unione Europea di distinguersi rispetto ad altre grandi aree economiche globali. Tuttavia, questo risultato ha avuto un costo non trascurabile. La transizione energetica europea si \u00e8 accompagnata a un aumento dei costi dell\u2019energia e a una perdita di competitivit\u00e0 industriale, con fenomeni significativi di delocalizzazione verso Paesi caratterizzati da vincoli ambientali meno stringenti e prezzi energetici pi\u00f9 bassi. In altre parole, una parte della riduzione delle emissioni \u00e8 stata ottenuta anche attraverso una contrazione della produzione interna. Nonostante questi sacrifici, appare sempre pi\u00f9 evidente che l\u2019Unione Europea non raggiunger\u00e0 gli obiettivi climatici che si \u00e8 prefissata, mettendo in luce i limiti delle politiche adottate finora. Questo scenario si inserisce in un contesto pi\u00f9 ampio di crisi energetica strutturale che sta coinvolgendo il continente. L\u2019elevata dipendenza dalle importazioni, unita alla volatilit\u00e0 dei mercati globali e alle tensioni geopolitiche, ha esposto l\u2019Europa a una marcata vulnerabilit\u00e0, rendendo urgente una riflessione sulle fondamenta del proprio sistema energetico. A livello globale, il quadro \u00e8 ancora pi\u00f9 complesso: mentre l\u2019Europa riduceva le proprie emissioni, il resto del mondo le ha aumentate di circa il 70%, evidenziando come gli sforzi europei, pur rilevanti, abbiano un impatto limitato su scala planetaria. In questo contesto, considerando che la decarbonizzazione pu\u00f2 essere perseguita lungo due direttrici principali, ridurre l\u2019uso di fonti fossili oppure investire in tecnologie di cattura e stoccaggio della CO\u2082 (CCS), sorge spontaneo un interrogativo strategico cruciale: \u00e8 pi\u00f9 efficiente continuare a investire in tecnologie costose e dai potenziali risultati assai limitati come la CCS che non aiutano minimamente nella crisi energetica che stiamo vivendo, o conviene concentrare le risorse sulla riduzione del consumo di combustibili fossili di importazione? L\u2019Unione Europea si trova oggi di fronte a un\u2019opportunit\u00e0 cruciale: ridefinire con chiarezza la propria politica energetica. Pi\u00f9 che perseguire la decarbonizzazione come obiettivo isolato, sarebbe forse strategico orientare le scelte verso la riduzione della dipendenza energetica dall\u2019estero, puntando con decisione su resilienza del sistema, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo. Solo attraverso un approccio pragmatico e integrato sar\u00e0 possibile costruire un sistema energetico realmente solido e competitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluca Alimonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel convegno \u201cTra Geopolitica e Decarbonizzazione\u201d tenutosi&nbsp;&nbsp;al Politecnico di Milano, il Prof. Chiesa, apprezzato per la sua capacit\u00e0 di rendere accessibili temi complessi attraverso una sintesi efficace e una chiarezza espositiva rara, ha guidato il pubblico tra dati, modelli e implicazioni strategiche, offrendo una lettura strutturata e rigorosa del rapporto tra energia, economia e clima. 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