{"id":1000032645,"date":"2026-06-28T00:18:42","date_gmt":"2026-06-28T03:18:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032645"},"modified":"2026-06-28T00:18:44","modified_gmt":"2026-06-28T03:18:44","slug":"un-pezzo-di-establishment-non-mi-vuole-ci-siamo-schlein-vede-il-complottone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032645","title":{"rendered":"\u201cUn pezzo di establishment non mi vuole\u201d. Ci siamo: Schlein vede il complottone"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u20198 luglio a Napoli e il 15 luglio a Padova assisteremo al grande miracolo progressista: Elly Schlein, Giuseppe Conte e i leader di Alleanza Verdi e Sinistra compariranno tutti nello stesso luogo e, presumibilmente, riusciranno persino a farsi fotografare senza litigare. A rivelare gli appuntamenti \u00e8 stato Angelo Bonelli a Omnibus, su La7. Francesco Boccia ha gi\u00e0 battezzato l\u2019allegra compagnia come un \u201cblocco politico\u201d. Una definizione ambiziosa. Pi\u00f9 che un blocco, infatti, il campo largo somiglia a quei mobili svedesi montati senza leggere le istruzioni: avanzano parecchi pezzi, le viti non combaciano e alla fine ciascuno accusa l\u2019altro di aver tenuto la brugola. Il problema \u00e8 piuttosto semplice. Sono tutti d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di mandare a casa Giorgia Meloni. \u00c8 sul dettaglio successivo \u2014 chi debba entrare a Palazzo Chigi al posto suo \u2014 che comincia la guerra civile. Elly Schlein, naturalmente, si considera la candidata naturale. E, non paga della normale competizione politica, intravede gi\u00e0 le sagome del complotto: \u201cC\u2019\u00e8 un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi. Poi io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un\u2019altra donna e di avere quarant\u2019anni\u2026 Ma andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione\u201d. Eccolo, il riflesso condizionato della sinistra contemporanea. Se gli elettori non ti premiano abbastanza, non \u00e8 perch\u00e9 magari non hanno capito che cosa vuoi fare su tasse, sicurezza, energia, imprese o immigrazione. No. \u00c8 l\u2019establishment. \u00c8 il patriarcato. \u00c8 l\u2019anagrafe. \u00c8 certamente qualcuno che, in una stanza buia, trama per impedire l\u2019avvento della leadership progressista. Resta da chiarire chi faccia parte di questo fantomatico establishment. Giuseppe Conte, forse? Perch\u00e9 anche l\u2019avvocato del popolo, incidentalmente, vorrebbe fare il presidente del Consiglio. E non sembra intenzionato a farsi da parte soltanto per consentire al Pd di celebrare il proprio congresso permanente. Schlein propone le primarie oppure il metodo utilizzato in altri Paesi europei: il candidato premier \u00e8 il capo del partito pi\u00f9 grande. Traduzione: siccome il Pd ha pi\u00f9 voti del Movimento 5 Stelle, la candidata sarebbe lei. Conte, con sorprendente lucidit\u00e0, non appare entusiasta del sistema. La sua proposta \u00e8 un\u2019altra: \u201cPotremmo fare come nelle regioni dove non abbiamo fatto le primarie ma abbiamo valutato insieme il candidato pi\u00f9 competitivo\u201d. \u201cIl candidato pi\u00f9 competitivo\u201d, ovviamente, \u00e8 un\u2019espressione neutrale che ciascun leader pronuncia pensando a se stesso. \u00c8 il bello del campo largo: tutti invocano l\u2019unit\u00e0, purch\u00e9 gli altri si uniscano dietro di loro. Schlein assicura che \u201cl\u2019alleanza progressista \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 e va allargata e non ristretta\u201d. Frase rassicurante, quasi ecumenica. Peccato che Conte non voglia dire se nell\u2019alleanza entrer\u00e0 Matteo Renzi. Evidentemente il campo \u00e8 largo, ma all\u2019ingresso c\u2019\u00e8 comunque il buttafuori. Renzi, che quando sente odore di veto ritrova immediatamente la forma dei giorni migliori, ha risposto da L\u2019Aria che tira: \u201cSe qualcuno preferisce mettere veti invece di prendere voti si spara sui piedi. Nel momento in cui la destra era in difficolt\u00e0 sono riusciti a creare una nuova divisione nel centrosinistra, un capolavoro. Se vogliamo giocare a chi \u00e8 pi\u00f9 di sinistra, Conte pu\u00f2 spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell\u2019Interno. Ma io non voglio litigare\u2026\u201d. Naturalmente non vuole litigare. Ha soltanto ricordato a Conte di aver governato con Matteo Salvini, di averlo portato al Viminale e di essere quindi un curioso giudice della purezza progressista. Ma senza alcuna intenzione polemica, sia chiaro. Nel frattempo, anche dentro il Pd volano carezze. Schlein sostiene che il partito \u201c\u00e8 sano, cresce ed \u00e8 la prima forza\u201d. Potrebbe anche essere vero. Il problema \u00e8 che questa prima forza non sembra sapere n\u00e9 con chi allearsi n\u00e9 chi candidare n\u00e9 quale linea economica seguire. Per\u00f2 \u00e8 sanissima. Come quei pazienti che, mentre litigano con il medico, assicurano di non aver bisogno di alcuna cura. Graziano Delrio ha contestato Goffredo Bettini, sponsor di Alessandro Onorato, ricordando che \u201cl\u2019identit\u00e0 del nostro partito non appalta il riformismo ad altri\u201d. Poi ha demolito direttamente la formula di Boccia: \u201cNoi non siamo un blocco con Avs e M5S. Siamo il Pd\u201d. Riepiloghiamo. Boccia dice che sono un blocco. Delrio dice che non sono un blocco. Schlein vuole allargare l\u2019alleanza. Conte comincia a distribuire i veti. Renzi chiede di entrare e, nel frattempo, prende a schiaffi politici l\u2019ex premier. Schlein vuole candidarsi. Conte pure. Avs osserva la scena aspettando di capire quali collegi e quali ministeri potrebbero diventare disponibili. Manca soltanto un elemento: il programma. Qual \u00e8 la politica economica del campo largo? Vogliono ridurre le tasse oppure aumentarle? Difendere l\u2019industria oppure sacrificarla sull\u2019altare dell\u2019ambientalismo ideologico? Sull\u2019Ucraina vale la linea del Pd, quella di Conte o quella dei pacifisti a corrente alternata? Sull\u2019immigrazione intendono governare i flussi oppure limitarsi a spiegare che i confini sono un concetto culturalmente superato? Silenzio. Del resto, discutere di programmi \u00e8 faticoso. Bisogna scegliere, assumersi responsabilit\u00e0 e rischiare di scontentare qualcuno. Molto pi\u00f9 comodo discutere del metodo con cui scegliere il candidato, del diritto di veto, delle primarie, del partito pi\u00f9 grande e dell\u2019establishment che non vuole Elly Schlein a Palazzo Chigi. Il campo largo, dunque, esiste davvero. \u00c8 larghissimo quando si tratta di distribuire candidature, incarichi e aspirazioni personali. Diventa improvvisamente stretto quando occorre infilarci dentro un\u2019idea concreta per governare l\u2019Italia. Perch\u00e9 dietro le solenni dichiarazioni sull\u2019alternativa progressista si intravede una realt\u00e0 assai meno nobile: non stanno litigando per stabilire che cosa fare. Stanno litigando per decidere chi dovr\u00e0 sedersi sulla poltrona pi\u00f9 importante. E non hanno ancora vinto le elezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 luglio a Napoli e il 15 luglio a Padova assisteremo al grande miracolo progressista: Elly Schlein, Giuseppe Conte e i leader di Alleanza Verdi e Sinistra compariranno tutti nello stesso luogo e, presumibilmente, riusciranno persino a farsi fotografare senza litigare. A rivelare gli appuntamenti \u00e8 stato Angelo Bonelli a Omnibus, su La7. 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