{"id":1000032627,"date":"2026-06-28T00:04:56","date_gmt":"2026-06-28T03:04:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032627"},"modified":"2026-06-28T00:04:56","modified_gmt":"2026-06-28T03:04:56","slug":"metano-la-stretta-ue-fara-schizzare-il-prezzo-delle-bollette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032627","title":{"rendered":"Metano, la stretta UE far\u00e0 schizzare il prezzo delle bollette"},"content":{"rendered":"\n<p>Il regolamento europeo sulle emissioni di metano (Reg. UE 2024\/1787), entrato in vigore nell\u2019agosto 2024, nasce con l\u2019obiettivo di ridurre uno dei gas serra pi\u00f9 climalteranti nel settore energetico. Ma mentre Bruxelles punta a rafforzare la propria leadership climatica, cresce il fronte delle criticit\u00e0: industria e grandi Paesi esportatori temono effetti rilevanti su prezzi, sicurezza energetica e diversificazione delle forniture. Il cuore della misura \u00e8 l\u2019introduzione di obblighi stringenti di monitoraggio, reporting e verifica (MRV), oltre al divieto quasi totale di venting e flaring e all\u2019imposizione di programmi di rilevamento e riparazione delle perdite. Il punto pi\u00f9 delicato \u00e8 l\u2019estensione di queste regole anche alle forniture estere: gli importatori europei dovranno dimostrare che petrolio, gas e carbone provengono da filiere con standard equivalenti a quelli UE. \u00c8 proprio questo carattere extraterritoriale a rendere il provvedimento un unicum a livello globale. Nessun\u2019altra grande area economica ha finora introdotto vincoli cos\u00ec estesi lungo l\u2019intera catena di approvvigionamento energetico. Una scelta che espone l\u2019Europa al rischio di isolamento regolatorio, con effetti tutt\u2019altro che trascurabili. Le preoccupazioni non sono teoriche. Il 24 giugno 2026 i principali fornitori energetici dell\u2019Unione \u2013 Stati Uniti, Qatar, Nigeria e Algeria \u2013 hanno indirizzato una lettera congiunta alla Commissione europea e ai governi UE chiedendo una revisione dell\u2019impianto normativo: i quattro fornitori avvertono che \u00abla maggior parte degli esportatori non sar\u00e0 in grado di soddisfare i requisiti MRV entro le scadenze previste\u00bb e che ci\u00f2 potrebbe \u00abinterrompere le forniture energetiche e far aumentare i prezzi in Europa\u00bb. Secondo la stessa lettera, un\u2019analisi indipendente indicherebbe che quasi tutte le importazioni di petrolio e una quota rilevante di quelle di gas dell\u2019UE rischiano di diventare non conformi gi\u00e0 dal 2027, con \u00abimpatti negativi certi su approvvigionamenti e prezzi\u00bb. Il nodo economico \u00e8 evidente. L\u2019adeguamento agli standard europei comporta investimenti rilevanti lungo tutta la filiera globale e questi costi rischiano di trasferirsi sui consumatori europei. Le analisi disponibili suggeriscono che, in presenza di ritardi nell\u2019adeguamento, la riduzione dell\u2019offerta disponibile possa tradursi in pressioni rialziste soprattutto sul gas e sul GNL. Ancora pi\u00f9 critica \u00e8 la dimensione della sicurezza energetica. Dopo la crisi ucraina del 2022, l\u2019Europa ha ricostruito i propri approvvigionamenti ampliando la platea dei fornitori. Oggi, per\u00f2, il regolamento rischia di invertire questa dinamica: imponendo criteri ambientali stringenti, restringe l\u2019accesso al mercato proprio mentre la concorrenza globale per le risorse energetiche resta elevata. Il rischio \u00e8 una maggiore esposizione a shock di offerta e volatilit\u00e0 dei prezzi. Anche la strategia di diversificazione potrebbe risentirne. Se solo una parte dei fornitori globali sar\u00e0 in grado di rispettare i nuovi requisiti, l\u2019UE potrebbe trovarsi dipendente da un numero pi\u00f9 ristretto di partner compiacenti, con effetti potenzialmente destabilizzanti anche sul piano geopolitico. Resta infine il nodo dell\u2019efficacia climatica. In assenza di misure analoghe nei principali mercati concorrenti, le emissioni potrebbero semplicemente spostarsi altrove, senza una riduzione significativa a livello globale. In questo senso, la regolazione europea rischia di produrre un risultato paradossale: aumentare i costi e la fragilit\u00e0 del sistema energetico interno senza incidere sul problema che intende risolvere. La stretta sul metano, figlia di un\u2019ambizione climatica unicamente europea, rischia di tradursi in un ulteriore aggravio della gi\u00e0 pesante crisi energetica che i cittadini del vecchio continente stanno sperimentando.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluca Alimonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il regolamento europeo sulle emissioni di metano (Reg. UE 2024\/1787), entrato in vigore nell\u2019agosto 2024, nasce con l\u2019obiettivo di ridurre uno dei gas serra pi\u00f9 climalteranti nel settore energetico. 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