{"id":1000032501,"date":"2026-06-22T11:03:52","date_gmt":"2026-06-22T14:03:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032501"},"modified":"2026-06-22T11:03:54","modified_gmt":"2026-06-22T14:03:54","slug":"giovanni-malago-e-il-nuovo-presidente-della-federcalcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032501","title":{"rendered":"Giovanni Malag\u00f2 \u00e8 il nuovo presidente della Federcalcio"},"content":{"rendered":"\n<p>Ottantuno giorni dopo le dimissioni di Gabriele Gravina rassegnate sulla scia dell\u2019ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, il calcio italiano ha un nuovo Presidente federale: Giovanni Malag\u00f2. L\u2019ex presidente del Coni \u00e8 stato eletto dall\u2019assemblea elettiva della FIGC, riunita al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, con il 68,58% dei voti. L\u2019unico sfidante, Giancarlo Abete (gi\u00e0 al vertice della federazione in passato e sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti) ha raccolto solo il 29,17%. Schede bianche o nulle il 2,25%. Mentre il resto del Mondo si balocca con i mille colori di Mondiali, a noi, tristi ed esclusi, resta questa gara parallela ed accessoria, sul futuro (per modo di dire) del nostro pallone. Nelle previsioni di voto la coalizione di Malag\u00f2 superava gi\u00e0 al primo conteggio la soglia del 50%, ma sul suo nome aleggiava un possibile nodo di ineleggibilit\u00e0 legato alla presidenza del CONI (poi smentito). Abete rappresenta il volto della continuit\u00e0; Malag\u00f2 quello della discontinuit\u00e0 manageriale. Sullo sfondo, una posta ulteriore: il nuovo presidente erediter\u00e0 la scelta del commissario tecnico della Nazionale. Con Malag\u00f2, il nome pi\u00f9 accreditato sarebbe quello di Roberto Mancini; Antonio Conte resta una suggestione.<\/p>\n\n\n\n<p>LE DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE E L\u2019ADDIO POLEMICO DI GRAVINA<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che i delegati votassero, hanno parlato tutti i protagonisti. Malag\u00f2 ha scelto il registro dell\u2019appartenenza. \u201cPapa nero\u201d, lo avevano chiamato alcuni, straniero al calcio: lui ha risposto rivendicando una genealogia federale \u2013 \u201csono fratello, padre, figlio di questa federazione\u201d \u2013 e traducendo i propri endorsement in termini di curriculum, non di manovra politica. Il peso della responsabilit\u00e0, ha detto, lo avverte ogni minuto. Ha chiesto di mettere da parte i personalismi. Ha promesso marketing, ricavi supplementari, schiena dritta. Il tono era quello di chi sa di partire favorito e preferisce non sembrarlo. Giancarlo Abete ha ringraziato Gravina (\u201csiamo insieme dal \u201990\u201d) e poi ha attaccato il metodo che ha prodotto queste elezioni, non i candidati. Il percorso \u00e8 stato sbagliato, ha detto: i nomi hanno oscurato i programmi, non si \u00e8 capito perch\u00e9 con il 98% dei consensi non si fosse arrivati da nessuna parte. \u201cSe ci fosse stato un metodo diverso non ci sarebbe stata neanche una competizione elettorale\u201d. Una frase che suona insieme come autocritica del sistema e come epitaffio della propria candidatura. Ha aggiunto che si \u00e8 presentato per coerenza con se stesso, non per vincere. La democrazia, ha concluso, \u00e8 fatta di confronti. Ezio Maria Simonelli, presidente della Serie A, aveva poco prima messo in fila i dati: tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali, una ferita profonda, ma stadi pi\u00f9 pieni degli anni Novanta e audience televisiva in crescita. Il calcio italiano non \u00e8 tutto da buttare, ha detto. Serve analisi, coraggio delle riforme, lavoro comune. Una Serie A forte \u00e8 nell\u2019interesse di tutti. \u201cLa politica ha deciso di prendere le distanze dal calcio, ma poi salir\u00e0 sul carro dei vincitori quando i risultati ci daranno ragione e questo ce lo ricorderemo\u201c. L\u2019intervento pi\u00f9 livoroso \u00e8 stato quello di Gravina, al suo ultimo atto da presidente. Ha attaccato il governo: nemmeno un euro per finanziare i vivai, e per di pi\u00f9 la decisione, presa nottetempo una settimana prima, di eliminare l\u2019unica voce di mutualit\u00e0 destinata ai giovani. \u201cForse pensavano di punire la vecchia e la nuova Figc\u201d, ha detto. \u201cSi sono sbagliati: hanno fatto il male del calcio\u201c. Ha chiuso con un riferimento obliquo al ministro Abodi \u2013 quello degli \u201camici e diversamente amici\u201d \u2013 senza nominarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mariano Nicotra<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottantuno giorni dopo le dimissioni di Gabriele Gravina rassegnate sulla scia dell\u2019ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, il calcio italiano ha un nuovo Presidente federale: Giovanni Malag\u00f2. L\u2019ex presidente del Coni \u00e8 stato eletto dall\u2019assemblea elettiva della FIGC, riunita al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, con il 68,58% dei voti. 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