{"id":1000032446,"date":"2026-06-22T10:40:44","date_gmt":"2026-06-22T13:40:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032446"},"modified":"2026-06-22T10:40:46","modified_gmt":"2026-06-22T13:40:46","slug":"perche-la-ue-insiste-a-farci-correre-il-rischio-di-una-guerra-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032446","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la UE insiste a farci correre il rischio di una guerra in casa?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il primo articolo che scrivevo sulla guerra Russia-Ucraina, che pubblicavo su \u201cLa Verit\u00e0\u201d gi\u00e0 il 27 febbraio 2022, esordiva con queste parole: \u00abPu\u00f2 l\u2019uomo della strada farsi un\u2019idea del perch\u00e9 potrebbe trovarsi da un giorno all\u2019altro nel mezzo di una guerra, anche lontana ma con tutte le conseguenze del caso che comunque lo affliggerebbero?\u00bb. Allora non immaginavo che quelle parole avrebbero potuto essere, col trascorrer del tempo, fino a oggi, sempre pi\u00f9 attuali. Naturalmente spero di sbagliarmi, come spero che da un giorno all\u2019altro accada qualcosa di magico che interrompa quest\u2019incubo, ma non so dire quanto nella speranza, pur volenterosa, vi sia di wishful thinking e quanto di scaramanzia. Perch\u00e9, diciamola tutta, che ci siano forze oscure che ostacolano l\u2019interruzione del conflitto \u00e8 un sospetto legittimo. Anche per me che, poco incline al complottismo, tendo pi\u00f9 spesso a incolpare la sprovvedutezza. Mi piacerebbe ora continuare col mio consueto \u201cguardiamo i fatti\u201d, ma in tutta onest\u00e0 non posso, perch\u00e9 questi sono continuamente inquinati dalla propaganda; da entrambe le parti. Siccome le conclusioni di quel che starete per leggere non depongono a favore dell\u2019Occidente e, in particolare, della Ue, il cui comportamento, anzi, mi appresto a stigmatizzare, prendiamo per buona proprio la propaganda della nostra parte, della Ue, e decidiamo che i fatti siano quelli dalla stessa Ue raccontati. Non sono allarmista d\u2019indole, ci\u00f2 nonostante, il comportamento della Ue, stando ai fatti da essa stessa raccontati, fa presagire il peggio; e la Storia ci insegna che quasi sempre il peggio arriva del tutto inatteso. Ci raccontano che Mosca avrebbe preso il controllo del 20% (Crimea e 4 regioni sul Mar Nero) del territorio assegnato all\u2019Ucraina nel 1991, quando fu riconosciuta \u2013 e dalla Russia per prima \u2013 Stato sovrano, indipendente e con territori intangibili. Ci raccontano anche che gi\u00e0 2 anni fa Mosca aveva avanzato la proposta di interrompere l\u00ec il conflitto (assieme alla non negoziabile garanzia che l\u2019Ucraina restasse militarmente neutrale). Ci chiediamo, allora: perch\u00e9 la Ue rifiut\u00f2 la proposta? I \u201cfatti\u201d, come raccontati dalla Ue, sono che Mosca, in quella proposta, mentiva. Epper\u00f2, ammesso che Mosca mentisse, \u00e8 pur vero che la Ue non l\u2019ha neanche messa alla prova, cosicch\u00e9 la domanda resta: perch\u00e9 la Ue ha insistito a farci correre il rischio di una guerra in casa? Un altro \u201cfatto\u201d \u00e8, da un lato, la pretesa di voler partecipare a negoziati di pace e, dall\u2019altro, la non accettazione, quale proprio negoziatore, di Gerhard Schr\u00f6der, che avrebbe il difetto di essere gradito a Mosca. Ora, in una negoziazione \u2013 in qualunque negoziazione \u2013 il negoziatore deve essere gradito ad entrambe le parti; quindi, necessariamente, qualunque negoziatore dovr\u00e0 essere gradito anche a Mosca, senn\u00f2 non si fa niente. E nulla si far\u00e0 se la Ue pretende un negoziatore che non abbia l\u2019assenso di Mosca. Posto, quindi, che se si vuole veramente la chiusura di questo conflitto \u00e8 necessario che il negoziatore sia gradito anche a Mosca, quale altro motivo sarebbe di ostacolo per dare l\u2019incarico ad uno che pur fu cancelliere di Germania? La domanda si fa ancora pi\u00f9 insistente: perch\u00e9 la Ue insiste a farci correre il rischio di una guerra in casa? Un altro \u201cfatto\u201d ancora sarebbe che il diniego di Vladimir Putin di incontrare Volodymyr Zelensky \u00e8 la prova che il primo non voglia la pace. Ma non \u00e8 difficile immaginare che un tale incontro non avrebbe alcun frutto. Un incontro precedente ad un documento negoziale condiviso, anzi, sarebbe contro-producente, ed \u00e8 proprio per evitare questi incontri tra parti in conflitto che ci si affida a negoziatori. D\u2019altra parte, il minimo accettabile per Mosca \u00e8 che Kiev accetti le condizioni per le quali la prima intraprese l\u2019invasione: 1) Ucraina militarmente neutrale e demilitarizzata al minimo necessario per un Paese e 2) pari dignit\u00e0 ai russi d\u2019Ucraina, senza discriminazioni n\u00e9 di lingua n\u00e9 d\u2019altro. Mosca potrebbe perdere queste pretese solo in caso di sconfitta, ma questa sembra negata proprio dallo stesso Occidente che lamenta che il 20% del territorio ucraino \u00e8 sotto il controllo di Mosca. Rimane allora, nella negoziazione, il nodo dei territori conquistati. Difficile pretendere che il vincitore si ritiri da essi: lo sconfitto non li avrebbe perduti se fosse addivenuto alle condizioni pre-guerra dell\u2019invasore. Cos\u00ec, la pretesa che Mosca si ritiri ai confini del 2022 \u2013 o addirittura a quelli del 2014 \u2013 sembra pretestuosa al mantenimento del conflitto. E torna la domanda: perch\u00e9? C\u2019\u00e8 da notare che una richiesta non pretestuosa avrebbe potuto essere la proposta di un referendum in quei territori: motivarne il respingimento al mondo intero avrebbe creato qualche grattacapo a Mosca. Ma la proposta non \u00e8 stata neanche avanzata, come non lo fu nel 2014, quando il referendum che port\u00f2 la Crimea nella Federazione russa fu bollato come referendum-truffa: anche allora si poteva richiederne la ripetizione sotto il controllo internazionale, ma si prefer\u00ec la via delle sanzioni alla Russia. Insomma, ogni tentativo di riflessione sui fatti come raccontati qui in Ue impone la domanda: perch\u00e9 la Ue insiste a farci correre il rischio di una guerra in casa?<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Battaglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo articolo che scrivevo sulla guerra Russia-Ucraina, che pubblicavo su \u201cLa Verit\u00e0\u201d gi\u00e0 il 27 febbraio 2022, esordiva con queste parole: \u00abPu\u00f2 l\u2019uomo della strada farsi un\u2019idea del perch\u00e9 potrebbe trovarsi da un giorno all\u2019altro nel mezzo di una guerra, anche lontana ma con tutte le conseguenze del caso che comunque lo affliggerebbero?\u00bb. 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