{"id":1000032211,"date":"2026-06-12T23:47:19","date_gmt":"2026-06-13T02:47:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032211"},"modified":"2026-06-12T23:47:22","modified_gmt":"2026-06-13T02:47:22","slug":"il-piano-che-terrorizza-pd-e-centrodestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032211","title":{"rendered":"Il piano che terrorizza Pd e centrodestra"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre la sinistra-sinistra vara la sua nuova lista civetta, il centro riformatore ha l\u2019occasione di andare oltre la stagione degli infantilismi. Chi \u00e8 Alessandro Onorato? Un assessore romano molto in gamba che comincia, su ispirazione del Richelieu del Campo Largo, Goffredo Bettini, ad avere uno spazio nazionale, tanto da essere presentato come \u2014 leggo su Repubblica \u2014 \u201cl\u2019enfant prodige\u201d della politica romana. A occhio, guardando i suoi Instagram, un Renzi 2.0: la vendetta. La differenza \u00e8 che, visti i precedenti, Onorato viene custodito al di fuori del recinto del Pd, nella speranza che il suo nuovo partito \u201ccivico\u201d \u2014 formato da amministratori locali \u2014 innervi con sangue fresco la coalizione di sinistra senza mettere a rischio la segreteria Schlein. Progetto Civico, questo il nome, si presenter\u00e0 al mondo il prossimo 12 giugno alla presenza di tutti i vertici del Campo Largo. Tutti i vertici, ho scritto? Ho sbagliato. Mi sono fatto ingannare proprio dall\u2019articolo odierno di Repubblica, dove si legge che \u201csar\u00e0 presente tutto l\u2019arco costituzionale del Campo Largo: dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, ai leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, Europa Verde, Angelo Bonelli, e +Europa, Riccardo Magi\u201d. No, Matteo Renzi non \u00e8 previsto nel manifesto di convocazione. Non fa parte dell\u2019arco costituzionale del Campo Largo? C\u2019\u00e8 una fatwa su di lui del professor Gustavo Zagrebelsky e di Enzo Iacchetti? Non lo sappiamo. Sappiamo per\u00f2 che non c\u2019\u00e8. Evidentemente ha fiutato l\u2019aria del trappolone, visto che il mandato di Onorato \u00e8, se ho ben capito, quello di non strappare nemmeno un voto al partito di Schlein. Dagli altri, comunque, ne riceverebbe pochi. Un progetto che a Renzi deve apparire ben studiato e piuttosto malizioso. Nei giorni scorsi si \u00e8 per\u00f2 manifestato un fatto nuovo che potrebbe intralciare i disegni dei vertici del Campo Largo. Dopo molti scontri e ripensamenti, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e a suo tempo segretaria dei giovani della Margherita, ha rotto con il Pd e ha creato una sua associazione politica attingendo ad aree diverse: dai riformisti del Pd e della sinistra all\u2019area liberale che oggi si ritrova in Europa Radicale, fino ai senza patria partitica. L\u2019appello di Spazio Pubblico \u00e8 rivolto a chi rifiuta i giochi senza costrutto di due schieramenti che si somigliano cos\u00ec tanto da doversi insultare quotidianamente per distinguersi; a chi \u00e8 deluso dai litigiosi tentativi falliti di aprire spazi al centro; a chi non sopporta le reticenze degli uni e degli altri sull\u2019aiuto militare all\u2019Ucraina democratica contro l\u2019imperialismo russo; a chi teme che l\u2019estremismo pro-Pal si traduca nel sostegno rossobruno a tutti gli antisemitismi latenti. La differenza rispetto all\u2019operazione Onorato \u00e8 tutta qui. Se Progetto Civico nasce per ampliare il perimetro del Campo Largo, Spazio Pubblico potrebbe ambire a qualcosa di diverso: costruire un soggetto politico capace di dialogare con elettori provenienti da entrambe le coalizioni e con quanti oggi non si sentono rappresentati da nessuna delle due. Vedremo se Picierno riuscir\u00e0 nell\u2019impresa di fare di Spazio Pubblico il soggetto aggregatore di quanti hanno perso ogni fiducia nell\u2019agitato immobilismo dei due schieramenti che si contendono il governo. Se riuscisse ad aggregare l\u2019elettorato oggi disperso tra le varie liste di ispirazione liberaldemocratica e, nel tempo, i sondaggi indicassero un consenso simile a quello che quelle stesse liste hanno raccolto, separatamente, nel recente passato, il panorama politico ne verrebbe scombussolato. A destra come a sinistra, tutti dovrebbero fare i conti non con le modeste oscillazioni sismiche dei sondaggi ma, finalmente, con la realt\u00e0 dei temi e delle soluzioni liberali. In quel caso, a destra come a sinistra, diventerebbe pi\u00f9 difficile continuare a ragionare esclusivamente in termini di alleanze, veti e giochi di palazzo. Tornerebbero al centro del confronto questioni spesso rimaste ai margini: il ruolo dell\u2019Italia in Europa, la competitivit\u00e0 economica, la riforma delle istituzioni, la difesa dello Stato di diritto, il sostegno alle democrazie minacciate. Le conseguenze potrebbero farsi sentire anche nell\u2019area minoritaria del centrodestra, dove una proposta liberale, europeista e meno acquiescente verso gli strappi sovranisti potrebbe trovare ascolto. Soprattutto se Picierno comincer\u00e0 a rivolgersi anche a quest\u2019area, ricordando la sua campagna controcorrente nella sinistra per il s\u00ec al referendum sulla separazione delle carriere e il suo intransigente federalismo europeo. \u00c8 una sfida difficile. Ma almeno pone una domanda che la politica italiana evita da troppo tempo: esiste ancora uno spazio per un centro che non sia soltanto una sottocorrente di uno dei due schieramenti? \u00c8 una sfida difficile, ma il fatto stesso che la domanda sia tornata sul tavolo \u00e8 gi\u00e0 una buona notizia politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Taradash<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la sinistra-sinistra vara la sua nuova lista civetta, il centro riformatore ha l\u2019occasione di andare oltre la stagione degli infantilismi. Chi \u00e8 Alessandro Onorato? 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