{"id":1000032127,"date":"2026-06-10T12:49:02","date_gmt":"2026-06-10T15:49:02","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032127"},"modified":"2026-06-10T12:49:04","modified_gmt":"2026-06-10T15:49:04","slug":"il-campo-largo-salta-in-aria-sul-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032127","title":{"rendered":"Il campo largo salta in aria sul nucleare"},"content":{"rendered":"\n<p>Dietro il primo via libera della Camera alla legge delega sul nucleare c\u2019\u00e8 un dettaglio che vale pi\u00f9 di mille dichiarazioni d\u2019intenti. Non \u00e8 solo una questione energetica. Non \u00e8 soltanto il ritorno dell\u2019atomo, dei reattori modulari, della competitivit\u00e0 industriale o delle bollette. \u00c8 una fotografia. Nitida. Spietata. Del cosiddetto campo largo. Che, alla prima prova seria, largo non \u00e8. \u00c8 sfilacciato. Diviso. Contraddittorio. In una parola: ingestibile. Sul nucleare, infatti, la maggioranza si \u00e8 presentata compatta. Il centrodestra ha scelto una linea chiara: riaprire il dossier, superare i tab\u00f9 ideologici e riportare l\u2019Italia nel club delle economie che non considerano l\u2019energia una questione da comizio ambientalista. Giorgia Meloni ha spiegato che il governo vuole \u201cproseguire speditamente\u201d, puntando sui reattori modulari di nuova generazione, \u201csicuri, puliti\u201d, con l\u2019obiettivo di approvare entro l\u2019estate la legge delega e poi i decreti attuativi. Matteo Salvini \u00e8 andato ancora pi\u00f9 dritto: il nucleare \u00e8 \u201cnon una scelta, non un\u2019opzione, ma un obbligo, un dovere\u201d. E ha aggiunto che \u201cun politico italiano che dica di no al nucleare sia contro il futuro del Paese\u201d. Antonio Tajani, da parte sua, ha chiuso il cerchio: \u201canche coloro che dicono no a tutto si dovranno arrendere\u201d. Fin qui, la politica fa la politica. La maggioranza governa, decide, si assume una responsabilit\u00e0. Ma il punto vero \u00e8 un altro: cosa succede dall\u2019altra parte? Succede che il campo largo si rompe prima ancora di nascere. Azione vota a favore. Carlo Calenda parla del provvedimento come \u201cil primo passo per il ritorno del nucleare in Italia\u201d e promette di vigilare perch\u00e9 la normativa venga attuata rapidamente. Italia Viva si astiene. Matteo Renzi continua a dire che \u201cil nucleare \u00e8 una tecnologia che serve\u201d e che \u201cchi dice no prende in girogli italiani\u201d, ma intanto si tiene a met\u00e0 strada, criticando il governo sui ritardi e cercando di non rompere del tutto con una sinistra che sul nucleare ha gi\u00e0 scelto il suo fortino: quello del No. Ed eccola, la grande alleanza alternativa alla destra. Quella che dovrebbe governare il Paese. Quella che dovrebbe mettere insieme riformisti, massimalisti, ex terzopolisti, ambientalisti, grillini, cattolici democratici, sinistra radicale e professionisti del veto. Alla prima domanda concreta \u2014 energia s\u00ec o energia no? industria s\u00ec o industria no? crescita s\u00ec o decrescita mascherata? \u2014 vanno ognuno per conto proprio. Perch\u00e9 il nucleare non \u00e8 solo nucleare. \u00c8 il test perfetto. Divide chi guarda alla realt\u00e0 da chi vive di riflessi ideologici. Divide chi pensa che l\u2019Italia debba produrre, competere, attrarre investimenti, da chi sogna un Paese alimentato a slogan, pannelli, buone intenzioni e conferenze stampa. Divide chi capisce che senza energia stabile e a costi sostenibili non esiste manifattura, e chi pensa che la politica industriale si faccia con i \u201cno\u201d preventivi. La sinistra, su questo, non riesce a cambiare pelle. Pu\u00f2 aggiornare il linguaggio, pu\u00f2 parlare di transizione, sostenibilit\u00e0, innovazione. Ma appena compare la parola nucleare torna al Novecento. Alla paura. Al referendum permanente. Alla mobilitazione emotiva. Al riflesso pavloviano del divieto. Il problema, per il campo largo, \u00e8 che non tutti possono permetterselo. Calenda e Renzi sanno benissimo che dire no al nucleare significa condannare l\u2019Italia a dipendere ancora dagli altri. Sanno che le grandi economie avanzate non ragionano con i tab\u00f9 della sinistra italiana. Sanno che il tema non \u00e8 scegliere tra rinnovabili e nucleare, ma costruire un mix energetico serio. Per\u00f2 sanno anche che, dentro una coalizione dominata dalla sinistra del No, ogni posizione ragionevole diventa sospetta. E allora ecco l\u2019ambiguit\u00e0: favorevoli, ma non troppo. Riformisti, ma compatibili con chi vuole fermare tutto. Nuclearisti nei convegni, prudenti in Parlamento. Moderni nelle interviste, prigionieri dello schema politico quando si tratta di votare. La verit\u00e0 \u00e8 che questa vicenda smonta la narrazione del centrosinistra unito e pronto a governare. Sono divisi sul nucleare, come sono divisi su politica estera, sicurezza, lavoro, tasse, infrastrutture, giustizia, autonomia, rapporti con le imprese. Ogni volta che si passa dai manifesti alla realt\u00e0, il campo largo diventa un campo minato. Basti pensare alla patrimoniale: prima Elly Schlein ha proposto la tassa bandiera della sinistra, poi \u2013 complice il rischio di perdere altri voti e di scatenare un putiferio all\u2019interno dell\u2019accozzaglia \u2013 ha fatto un passo indietro. E attenzione: la partita non \u00e8 chiusa. I numeri lasciano pensare che in un eventuale referendum il quorum potrebbe persino non essere raggiunto, mandando a vuoto la chiamata alle armi dei catastrofisti. Ma sarebbe un errore sottovalutare la capacit\u00e0 della sinistra del No di mobilitare paure, sospetti e fantasmi. Perch\u00e9 la battaglia, come sempre, non verrebbe giocata sui dati, sulle emissioni, sulla sicurezza o sui costi dell\u2019energia. Verrebbe giocata sulla pancia. Sul panico. Sul \u201cmoriremo tutti\u201d. Ecco perch\u00e9 il centrodestra non pu\u00f2 permettersi di abbassare la guardia. Dopo due stop storici, l\u2019Italia non pu\u00f2 permettersi il terzo funerale del nucleare. Ma soprattutto il voto alla Camera ha gi\u00e0 detto una cosa: mentre la maggioranza prova a rimettere in moto il Paese, dall\u2019altra parte non riescono nemmeno a mettersi d\u2019accordo su come accendere la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo Balsamo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro il primo via libera della Camera alla legge delega sul nucleare c\u2019\u00e8 un dettaglio che vale pi\u00f9 di mille dichiarazioni d\u2019intenti. Non \u00e8 solo una questione energetica. 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