{"id":1000032121,"date":"2026-06-10T12:46:22","date_gmt":"2026-06-10T15:46:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032121"},"modified":"2026-06-10T12:46:24","modified_gmt":"2026-06-10T15:46:24","slug":"follie-green-stangata-sulle-auto-aziendali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032121","title":{"rendered":"Follie green, stangata sulle auto aziendali"},"content":{"rendered":"\n<p>Le follie green continuano a presentare il conto a chi produce e lavora. L\u2019ultimo intervento del Governo sulle auto aziendali, inserito nel decreto correttivo della delega fiscale atteso in Consiglio dei ministri, introduce infatti nuove regole che finiscono ancora una volta per colpire le imprese. Se da un lato vengono corrette alcune anomalie emerse dopo la manovra 2025, dall\u2019altro arriva una vera e propria stretta sulla tassazione dei veicoli pi\u00f9 anziani presenti nelle flotte aziendali.&nbsp;&nbsp;L\u2019obiettivo dichiarato dall\u2019esecutivo \u00e8 quello di ridurre i cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi e accelerare il ricambio del parco auto. Nella pratica, per\u00f2, il risultato \u00e8 l\u2019ennesimo aumento del peso fiscale a carico delle aziende, chiamate a sostenere nuovi costi in nome della transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Scatta la stretta su diesel e benzina<\/p>\n\n\n\n<p>La misura pi\u00f9 pesante riguarda le auto diesel e benzina presenti nei parchi aziendali da oltre cinque anni. Il correttivo prevede infatti un incremento del 50% del prelievo fiscale applicato a questi veicoli, con l\u2019intento di scoraggiarne l\u2019utilizzo e spingere le aziende a sostituirli pi\u00f9 rapidamente. Secondo l\u2019impostazione del Governo, le imprese dovrebbero arrivare a effettuare un turnover delle flotte ogni quattro anni. Una prospettiva che, tuttavia, rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio economico per migliaia di aziende che utilizzano le auto aziendali come strumento indispensabile per la propria attivit\u00e0. In un contesto gi\u00e0 caratterizzato da una forte pressione fiscale, l\u2019ennesimo intervento punitivo rischia di pesare soprattutto sulle realt\u00e0 produttive che non possono permettersi di sostituire continuamente i propri veicoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Fringe benefit, cambiano le regole sugli optional<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le modifiche contenute nel provvedimento figura anche una revisione delle regole che disciplinano i fringe benefit legati agli optional installati sui veicoli. Finora, secondo l\u2019interpretazione dell\u2019Agenzia delle Entrate, gli accessori non compresi nella tariffa standard delle tabelle Aci potevano determinare un incremento della tassazione applicata all\u2019auto concessa in uso promiscuo al dipendente. Con il correttivo, invece, il valore del fringe benefit verr\u00e0 aumentato in modo forfettario del 5%, introducendo un sistema pi\u00f9 semplice e meno soggetto a interpretazioni controverse. Si tratta di una correzione richiesta da tempo dalle aziende, che avevano denunciato la presenza di regole poco chiare e potenzialmente penalizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Corretto il regime transitorio richiesto dalle aziende<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro intervento riguarda il regime fiscale applicabile alle auto aziendali prenotate nel 2024 e assegnate durante il 2025. Le associazioni imprenditoriali avevano pi\u00f9 volte segnalato il rischio che alcuni veicoli potessero essere assoggettati a una tassazione particolarmente onerosa. Con la modifica in arrivo viene definitivamente esclusa la possibilit\u00e0 che i mezzi assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025 vengano tassati al valore normale. Una correzione che evita un ulteriore aumento dei costi per le imprese e mette fine a una delle principali incertezze generate dalla precedente riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Stop alle penalizzazioni per le riassegnazioni dei veicoli<\/p>\n\n\n\n<p>Il decreto interviene inoltre sulla gestione delle flotte aziendali, eliminando possibili penalizzazioni per le societ\u00e0 che riassegnano a un nuovo dipendente un veicolo gi\u00e0 utilizzato in precedenza da un altro lavoratore. Anche in questo caso si tratta di un aggiustamento tecnico che evita conseguenze fiscali considerate eccessive per operazioni assolutamente normali nella vita di un\u2019azienda. Una correzione necessaria che, per\u00f2, non cambia il quadro generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le imprese pagano ancora il prezzo delle follie green<\/p>\n\n\n\n<p>Se alcune delle modifiche introdotte servono a correggere problemi creati dalle norme precedenti, il punto centrale resta l\u2019ennesimo aumento della tassazione sulle auto aziendali pi\u00f9 vecchie. Una scelta che colpisce soprattutto le aziende che hanno investito in passato e che oggi si trovano a fare i conti con nuove imposizioni fiscali. Ancora una volta, dietro la giustificazione della sostenibilit\u00e0 ambientale, si nasconde un intervento che scarica sulle imprese, sui lavoratori e sul sistema produttivo il costo delle follie green. Il risultato \u00e8 un fisco sempre pi\u00f9 invasivo che tenta di orientare le scelte delle aziende attraverso tasse e penalizzazioni, invece di lasciare al mercato e alla libert\u00e0 d\u2019impresa il compito di determinare tempi e modalit\u00e0 del rinnovamento tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Foscarini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le follie green continuano a presentare il conto a chi produce e lavora. L\u2019ultimo intervento del Governo sulle auto aziendali, inserito nel decreto correttivo della delega fiscale atteso in Consiglio dei ministri, introduce infatti nuove regole che finiscono ancora una volta per colpire le imprese. 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