{"id":1000032003,"date":"2026-06-07T20:52:11","date_gmt":"2026-06-07T23:52:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032003"},"modified":"2026-06-07T20:52:13","modified_gmt":"2026-06-07T23:52:13","slug":"el-nino-bussa-alla-porta-lonu-lancia-lallerta-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000032003","title":{"rendered":"El Ni\u00f1o bussa alla porta: l&#8217;ONU lancia l&#8217;allerta globale"},"content":{"rendered":"\n<p>Le previsioni sono chiare: il fenomeno climatico El Ni\u00f1o \u00e8 pronto a fare il suo ritorno, e questa volta potrebbe essere particolarmente intenso. L&#8217;Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha stimato una probabilit\u00e0 dell&#8217;80% che le condizioni tipiche di El Ni\u00f1o si instaurino gi\u00e0 tra giugno e agosto 2026, con conseguente aumento del rischio di eventi meteorologici estremi su scala globale. Il Centro di Previsione Climatica della NOAA ha confermato questa tendenza, indicando una probabilit\u00e0 dell&#8217;82% che El Ni\u00f1o emerga entro il periodo maggio-luglio 2026, e addirittura del 96% che persista fino all&#8217;inverno 2026-2027.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos&#8217;\u00e8 El Ni\u00f1o e come funziona<\/p>\n\n\n\n<p>El Ni\u00f1o \u00e8 un fenomeno naturale ricorrente che si manifesta con un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nell&#8217;Oceano Pacifico equatoriale centro-orientale. Questo cambiamento nelle temperature oceaniche innesca una serie di alterazioni negli schemi globali di venti, pressione atmosferica e precipitazioni, con effetti che si ripercuotono su tutti i continenti. Il ciclo si ripete mediamente ogni due-sette anni e tende a durare tra i nove e i dodici mesi. Durante un episodio di El Ni\u00f1o, gli alisei si indeboliscono nel Pacifico tropicale, innescando onde di Kelvin (onde di acqua calda che si muovono lungo l&#8217;equatore spinte dai venti, trasportando calore da ovest a est nel Pacifico) che si propagano verso est lungo l&#8217;equatore e poi risalgono lungo le coste occidentali delle Americhe, riscaldando gli strati superficiali dell&#8217;oceano e innalzando il livello del mare. A met\u00e0 maggio, il livello del mare intorno al Per\u00f9 era superiore di oltre 15 centimetri rispetto alle medie a lungo termine. Poich\u00e9 l&#8217;acqua si espande con il riscaldamento, un innalzamento del livello di un&#8217;area dell&#8217;oceano indica un aumento della temperatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Un evento potenzialmente record<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che preoccupa maggiormente gli scienziati non \u00e8 soltanto il ritorno di El Ni\u00f1o, ma la sua possibile intensit\u00e0. I modelli ensemble dell&#8217;ECMWF e della NOAA concordano nel prevedere un El Ni\u00f1o molto intenso, con anomalie della temperatura superficiale del mare nella \u00abregione Ni\u00f1o3.4\u00bb (l&#8217;area del Pacifico dove viene misurato ufficialmente la temperatura di El Nino) che potrebbero superare la soglia dei +2\u00b0C rispetto alla media storica \u2014 la definizione scientifica di \u00abSuper El Ni\u00f1o\u00bb \u2014 e puntare addirittura verso valori di +3\u00b0C, con la maggioranza dei modelli che supera questa soglia. La probabilit\u00e0 che il fenomeno si consolidi entro novembre \u00e8 vicina o superiore al 90%, e la maggior parte dei modelli suggerisce che raggiunger\u00e0 almeno un&#8217;intensit\u00e0 moderata, se non forte. Dati oceanici recenti mostravano temperature negli strati subsuperficiali del Pacifico gi\u00e0 superiori di oltre 6\u00b0C rispetto alla media, un chiaro segnale precursore.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti sul clima mondiale<\/p>\n\n\n\n<p>La direttrice dell&#8217;OMM Celeste Saulo ha spiegato: \u00abQuesto El Ni\u00f1o potrebbe aggravare siccit\u00e0 e precipitazioni intense, aumentando anche il rischio di ondate di calore sia sulle terre emerse che negli oceani. Gli impatti si preannunciano eterogenei a seconda delle regioni: precipitazioni inferiori alla norma durante la stagione delle piogge nel Corno d&#8217;Africa settentrionale e nei monsoni dell&#8217;Asia meridionale, condizioni pi\u00f9 secche e calde in America Centrale durante l&#8217;estate\u00bb. Il precedente episodio di El Ni\u00f1o ha gi\u00e0 lasciato un segno profondo: ha contribuito a fare del 2023 il secondo anno pi\u00f9 caldo mai registrato e del 2024 il pi\u00f9 caldo in assoluto, con temperature circa 1,55\u00b0C al di sopra dei livelli preindustriali del periodo 1850-1900.<\/p>\n\n\n\n<p>Un allarme che va oltre il meteo<\/p>\n\n\n\n<p>Il Segretario Generale dell&#8217;ONU Antonio Guterres ha definito il fenomeno \u00abun urgente allarme climatico\u00bb, sottolineando che El Ni\u00f1o non far\u00e0 che accelerare il riscaldamento gi\u00e0 in corso. La sua risposta auspicata \u00e8 netta: abbandonare i combustibili fossili, accelerare le rinnovabili e costruire sistemi di allerta precoce accessibili a tutti. Attualmente 128 Paesi dispongono di tali sistemi, ma l&#8217;obiettivo ONU \u00e8 raggiungere la copertura universale entro il 2027. Vale la pena ricordare che, secondo l&#8217;OMM, non esistono prove scientifiche che il cambiamento climatico aumenti direttamente la frequenza o l&#8217;intensit\u00e0 degli eventi El Ni\u00f1o. Tuttavia, un oceano e un&#8217;atmosfera globalmente pi\u00f9 caldi amplificano gli effetti collaterali, mettendo a disposizione maggiore energia e umidit\u00e0 per eventi estremi. Nelle ultime decadi, gli scienziati NOAA che studiano le inondazioni da maree alte hanno gi\u00e0 rilevato un aumento degli allagamenti in molte localit\u00e0 costiere, anche rispetto ai precedenti forti El Ni\u00f1o del 1982-1983.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le previsioni sono chiare: il fenomeno climatico El Ni\u00f1o \u00e8 pronto a fare il suo ritorno, e questa volta potrebbe essere particolarmente intenso. 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