{"id":1000031952,"date":"2026-06-06T13:59:22","date_gmt":"2026-06-06T16:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031952"},"modified":"2026-06-06T13:59:24","modified_gmt":"2026-06-06T16:59:24","slug":"roland-garros-la-storia-assurda-delleroe-che-non-sapeva-giocare-a-tennis-e-perche-il-torneo-si-chiama-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031952","title":{"rendered":"Roland Garros, la storia assurda dell\u2019eroe che non sapeva giocare a tennis (e perch\u00e9 il torneo si chiama cos\u00ec)"},"content":{"rendered":"\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;atmosfera elettrica oggi a Parigi (e non solo). Milioni di appassionati seguono l&#8217;atteso match tra due tennisti italiani, Arnaldi e Cobolli, un evento storico che domina le conversazioni anche tra non esperti di tennis. E nelle conversazioni pronunciamo \u00abRoland Garros\u00bb, il nome del mitico torneo di Parigi, decine di volte al giorno. Ormai, per tutti, quel nome \u00e8 sinonimo di terra rossa, rimbalzi millimetrici e scivolate al limite della fisica. Eppure se potessimo viaggiare indietro nel tempo e chiedessimo al diretto interessato un parere sul match di oggi, ci guarderebbe con aria smarrita. S\u00ec, perch\u00e9 Eug\u00e8ne Adrien Roland Georges Garros non deve la sua fama al tennis. Non ha mai vinto uno Slam, non fu mai un protagonista del tennis agonistico e non pass\u00f2 alla storia per una racchetta. Chi era, allora, l&#8217;uomo che d\u00e0 il nome al tempio del tennis mondiale? La risposta si trova nei cieli d&#8217;Europa, tra i pionieri dell&#8217;aviazione e le geniali invenzioni della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pioniere dei cieli e il record sul Mediterraneo<\/p>\n\n\n\n<p>Nato nel 1888, Roland Garros era un uomo d&#8217;azione, un intellettuale e un visionario della meccanica. Nei primi anni del &#8216;900 l&#8217;aviazione era considerata un&#8217;attivit\u00e0 estrema per folli sognatori, ma Garros faceva sul serio: nel 1911 stabil\u00ec il record mondiale di altitudine, portando il suo fragile monoplano Bl\u00e9riot a 3.950 metri d&#8217;altezza. L&#8217;impresa che lo consegn\u00f2 alla storia arriv\u00f2 il 23 settembre 1913: fu il primo uomo a compiere la trasvolata del Mar Mediterraneo senza scali. Partito da Fr\u00e9jus, nel sud della Francia, atterr\u00f2 a Biserta, in Tunisia, dopo quasi 8 ore di volo continuo. Secondo il racconto entrato nella leggenda, quando tocc\u00f2 terra nel serbatoio erano rimasti appena 5 litri di carburante. Era diventato un eroe nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;invenzione ingegneristica che cambi\u00f2 la guerra<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, Garros si arruol\u00f2 nell&#8217;aviazione militare. All&#8217;epoca i duelli aerei erano rudimentali: i piloti si sparavano con pistole o fucili mentre guidavano. C&#8217;era un enorme problema ingegneristico da risolvere: come montare una mitragliatrice frontale senza che i proiettili distruggessero le pale dell&#8217;elica in movimento? Garros contribu\u00ec a mettere a punto una soluzione, sviluppata insieme all&#8217;ingegnere Raymond Saulnier. Il sistema prevedeva deflettori d&#8217;acciaio corazzati da applicare sul retro delle pale. Quando la mitragliatrice sparava, la maggior parte dei proiettili passava nello spazio vuoto; quelli che colpivano l&#8217;elica venivano deviati dai cunei d&#8217;acciaio, senza danneggiare il legno. Grazie a questa innovazione tecnologica, Garros divenne uno dei primi protagonisti della guerra aerea moderna e un precursore degli \u00abassi\u00bb dell&#8217;aviazione, anche se tecnicamente non raggiunse le cinque vittorie necessarie per essere considerato un asso secondo la definizione poi divenuta convenzionale. Nel 1915 fu per\u00f2 catturato dai tedeschi, che studiarono il suo meccanismo per copiarlo. Dopo tre anni di prigionia riusc\u00ec a evadere travestendosi da ufficiale tedesco e torn\u00f2 in volo, ma venne abbattuto e ucciso in battaglia il 5 ottobre 1918, poco pi\u00f9 di un mese prima dell&#8217;armistizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora perch\u00e9 lo stadio del tennis si chiama cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Se la sua vita si \u00e8 consumata tra motori e trincee nei cieli, come siamo arrivati alla terra battuta di Parigi? La spiegazione \u00e8 una storia di amicizia, patriottismo e rugby. Nel 1927 la Francia riusc\u00ec nell&#8217;impresa di vincere la Coppa Davis in America e l&#8217;anno successivo per difendere il titolo dovette costruire d&#8217;urgenza un grande impianto. Entr\u00f2 cos\u00ec in gioco lo Stade Fran\u00e7ais, una storica societ\u00e0 polisportiva parigina (all&#8217;epoca famosa soprattutto per il rugby e l&#8217;atletica), che decise di cedere un proprio terreno vicino a Porte d&#8217;Auteuil per edificare il nuovo stadio. Il presidente della polisportiva era \u00c9mile Lesieur, ex campione di corsa e rugby. Lesieur pose una condizione tassativa per cedere la terra: l&#8217;impianto doveva essere intitolato al suo pi\u00f9 grande amico e compagno di studi, morto in guerra dieci anni prima e vecchio socio dello Stade Fran\u00e7ais, dove si era iscritto nel 1906 proprio per giocare a rugby. Quell&#8217;ex socio era, appunto, Roland Garros. Cos\u00ec, nel 1928, nacque il mito. Oggi, mentre ammiriamo i nostri campioni italiani a Parigi, \u00e8 bello ricordare che il tempio della terra rossa porta il nome di un eroe dei cieli, reso eterno dal tennis solo grazie a una promessa d&#8217;amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Graziosi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;atmosfera elettrica oggi a Parigi (e non solo). Milioni di appassionati seguono l&#8217;atteso match tra due tennisti italiani, Arnaldi e Cobolli, un evento storico che domina le conversazioni anche tra non esperti di tennis. E nelle conversazioni pronunciamo \u00abRoland Garros\u00bb, il nome del mitico torneo di Parigi, decine di volte al giorno. 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