{"id":1000031944,"date":"2026-06-06T13:28:39","date_gmt":"2026-06-06T16:28:39","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031944"},"modified":"2026-06-06T13:28:41","modified_gmt":"2026-06-06T16:28:41","slug":"dimmi-come-parli-e-ti-diro-se-diventerai-un-complottista-lintelligenza-artificiale-ti-legge-anni-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031944","title":{"rendered":"Dimmi come parli e ti dir\u00f2 se diventerai un complottista: l&#8217;intelligenza artificiale ti \u00ablegge\u00bb anni prima"},"content":{"rendered":"\n<p>Rabbia, ansia e una spiccata propensione a usare termini legati a conflitti, malattie e morte. Sono le \u00abimpronte digitali\u00bb linguistiche che lasciano online, ogni giorno, gli utenti che frequentano le comunit\u00e0 complottiste. La vera svolta, scoperta da una nuova ricerca, \u00e8 che queste tracce sono perfettamente riconoscibili&nbsp;<strong>anche quando queste persone discutono di temi del tutto neutri<\/strong>&nbsp;\u2013 come cinema, ricette di cucina, musica o scienza \u2013 e, incredibilmente,&nbsp;<strong>fino a anni prima<\/strong>&nbsp;di iscriversi a un forum dedicato alle cospirazioni. A scoprirlo \u00e8 uno&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1609\/icwsm.v20i1.42631%20\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">studio<\/a>&nbsp;guidato dal&nbsp;<strong>Politecnico di Milano<\/strong>, che \u00e8 riuscito a identificare con un&#8217;accuratezza dell&#8217;87% quali utenti social sono pi\u00f9 inclini a cadere nella rete del complottismo, semplicemente analizzando il loro modo di scrivere negli spazi web tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;identikit psicologico in 500 milioni di commenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca \u2013 firmata da Francesco Corso e Francesco Pierri (Politecnico di Milano), insieme a Giuseppe Russo (EPFL di Losanna) e Gianmarco De Francisci Morales (CENTAI Institute) \u2013 ha analizzato tramite modelli di Intelligenza Artificiale ben&nbsp;<strong>500 milioni di commenti<\/strong>&nbsp;pubblicati su Reddit, una delle piattaforme social pi\u00f9 grandi e articolate al mondo. I ricercatori volevano verificare se fosse possibile distinguere gli utenti attivi nella community&nbsp;<em>r\/conspiracy<\/em>&nbsp;(il cuore del complottismo sulla piattaforma) dagli altri, osservando soltanto il loro linguaggio nei contesti mainstream. I dati hanno rivelato che i futuri complottisti mostrano da sempre:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Alti livelli di emotivit\u00e0 negativa:<\/strong>\u00a0in particolare picchi latenti di rabbia e ansia.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Termini semantici specifici:<\/strong>\u00a0un uso marcato di parole associate a dinamiche di scontro o vulnerabilit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Toni polarizzati:<\/strong>\u00a0un linguaggio mediamente pi\u00f9 aggressivo o emotivamente carico rispetto alla media degli utenti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u00abIn questo lavoro abbiamo voluto capire se il coinvolgimento in comunit\u00e0 complottiste lasci tracce linguistiche riconoscibili anche fuori dagli spazi in cui queste teorie vengono discusse esplicitamente\u00bb, spiega&nbsp;<strong>Francesco Corso<\/strong>, autore dello studio accettato alla conferenza internazionale&nbsp;<strong>ACL 2026<\/strong>. I risultati suggeriscono che questa non \u00e8 una conseguenza del complottismo, ma una predisposizione psicologica che preesiste online.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Utenti camaleontici e il caso Jeffrey Epstein<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo&nbsp;<strong>studio smentisce<\/strong>&nbsp;per\u00f2 l&#8217;esistenza di un \u00ab<em>manuale del complottista\u00bb<\/em>. Gli utenti sono camaleontici e tendono ad adattare il proprio stile di comunicazione alle regole della community in cui si trovano. \u00abNon esiste un unico linguaggio complottista valido per tutta la piattaforma\u00bb, aggiunge&nbsp;<strong>Francesco Pierri<\/strong>. \u00abQuesto rende necessario progettare strumenti di analisi e moderazione pi\u00f9 sensibili al contesto\u00bb. A partire da questi dati, il team ha sviluppato un&nbsp;<a href=\"https:\/\/ojs.aaai.org\/index.php\/ICWSM\/article\/view\/42631\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">secondo studio<\/a>&nbsp;legato al caso di cronaca di&nbsp;<strong>Jeffrey Epstein<\/strong>, analizzando cosa succede quando un evento mainstream accende i riflettori su un forum complottista. Il&nbsp;<strong>picco di visibilit\u00e0<\/strong>&nbsp;attira una massa di nuovi utenti&nbsp;<strong>incuriositi<\/strong>, ma i dati rassicurano: la stragrande maggioranza di questi \u00abvisitatori occasionali\u00bb<strong>&nbsp;non si integra a lungo termine<\/strong>&nbsp;e abbandona la community dopo poco tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Graziosi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rabbia, ansia e una spiccata propensione a usare termini legati a conflitti, malattie e morte. 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