{"id":1000031894,"date":"2026-06-01T20:17:42","date_gmt":"2026-06-01T23:17:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031894"},"modified":"2026-06-01T20:25:31","modified_gmt":"2026-06-01T23:25:31","slug":"gerusalemme-est-btselem-1800-persone-rischiano-lo-sfratto-per-far-posto-ai-coloni-ebrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031894","title":{"rendered":"Gerusalemme Est, B\u2019Tselem: \u201c1800 persone rischiano lo sfratto per far posto ai coloni ebrei\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cIo e la mia famiglia sappiamo la data in cui le nostre vite, cos\u00ec come le conosciamo, finiranno\u201d, afferma Zuheir a-Rajabi, leader della lotta contro lo sfratto del quartiere di Baten al-Hawa a Silwan, Gerusalemme Est. \u201cNon si tratta solo di portar via una casa. Stanno cercando di cancellare un\u2019intera comunit\u00e0\u201d. A rilanciare la denuncia in una nota \u00e8 l\u2019organizzazione israeliana B\u2019Tselem, secondo cui \u201cper la prima volta da quando Israele ha occupato Gerusalemme Est nel 1967, un intero quartiere palestinese rischia di essere sfrattato. Circa 1.800 residenti di Baten al-Hawa sono a rischio di essere sradicati dalle loro case per far posto ai coloni ebrei\u201d. L\u2019ong scrive ancora: \u201cIsraele sta portando avanti la giudaizzazione dell\u2019area attraverso una combinazione di leggi discriminatorie, sentenze dei tribunali, organizzazioni di coloni e la forza sostenuta dallo Stato. Per decenni, Israele ha perseguito una politica volta a rimodellare Gerusalemme Est espropriando i palestinesi delle loro case ed espandendo gli insediamenti all\u2019interno dei quartieri palestinesi. Lo sgombero programmato di un intero quartiere rappresenta una drammatica escalation di questa politica e si inserisce nel pi\u00f9 ampio piano di pulizia etnica di Israele in Cisgiordania\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo B\u2019Tselem \u201cnegli ultimi anni, Baten al-Hawa \u00e8 diventato uno degli esempi pi\u00f9 lampanti di come questa politica venga attuata. Pienamente appoggiata dallo Stato, l\u2019organizzazione Ateret Cohanim ha portato avanti una lunga campagna legale per espropriare le case dei palestinesi e consegnarle ai coloni ebrei. Tribunali, polizia e autorit\u00e0 statali hanno tutti contribuito a questo progetto. Per i residenti, ci\u00f2 significa vivere sotto la costante minaccia di sfratto e arresto dai luoghi in cui sono nati, mentre guardie di sicurezza private assoldate dai coloni pattugliano il quartiere\u201d. L\u2019ong B\u2019Tselem riferisce che \u201cil meccanismo legale che consente questi sfratti \u00e8 discriminatorio nella sua essenza. La legge israeliana consente agli ebrei di rivendicare la propriet\u00e0 di immobili a Gerusalemme Est anteriori al 1948, negando al contempo ai palestinesi il diritto di rivendicare le case e le propriet\u00e0 perse nello stesso anno a Gerusalemme Ovest o in altre zone di Israele\u201d. \u201cOggi ci sradicano per la seconda volta e il mondo resta in silenzio\u201d dichiara ancora Zuheir a-Rajabi, in un video rilanciato dall\u2019ong.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAttivista di lunga data- scrive B\u2019Tselem- presidente del comitato di quartiere e volontario di B\u2019Tselem, ha trascorso anni a documentare le violenze e le vessazioni perpetrate dai coloni e dalle autorit\u00e0 israeliane a Silwan. Ha dedicato la sua vita alla difesa della sua comunit\u00e0 e alla resistenza allo sfratto dei palestinesi da Gerusalemme, a caro prezzo. Ora la sua famiglia rischia di perdere la casa in cui sono nati i suoi figli e dove intere generazioni hanno vissuto\u201d. Una storia che per l\u2019ong \u201c\u00e8, per molti versi, la storia di Gerusalemme Est stessa: la vita sotto un regime che cerca di rendere la presenza palestinese in citt\u00e0 temporanea, fragile e insostenibile\u201d. Conclude l\u2019ong: \u201cQuanto sta accadendo a Silwan non \u00e8 un\u2019eccezione alla politica israeliana. Ne \u00e8 una delle espressioni pi\u00f9 evidenti. Mentre Israele continua il genocidio a Gaza, sta ulteriormente radicando l\u2019apartheid e la pulizia etnica in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. La violenza dei coloni, la demolizione delle case, lo sfollamento delle comunit\u00e0 e l\u2019espansione degli insediamenti non sono \u2018difetti\u2019 del sistema. Ne sono parte integrante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabbretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIo e la mia famiglia sappiamo la data in cui le nostre vite, cos\u00ec come le conosciamo, finiranno\u201d, afferma Zuheir a-Rajabi, leader della lotta contro lo sfratto del quartiere di Baten al-Hawa a Silwan, Gerusalemme Est. \u201cNon si tratta solo di portar via una casa. Stanno cercando di cancellare un\u2019intera comunit\u00e0\u201d. 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